Editto di Rivoli

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L'editto di Rivoli fu un editto emesso in lingua francese da Emanuele Filiberto I di Savoia, duca di Savoia e principe di Piemonte, il 25 ottobre 1561, contenente norme di riorganizzazione del ducato in tema amministrativo, sociale ed economico.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Quando, in seguito alla stipula della pace di Cateau-Cambrésis nel 1559, furono restituiti ai duchi di Savoia la Savoia e parte del Piemonte, Emanuele Filiberto, detto Testa di ferro[1], poté riprendere possesso dei territori di famiglia invasi da Francesco I di Francia nel 1536 nel corso della guerra franco-spagnola. Il rientro di Emanuele Filiberto avvenne nel 1560, solo dopo che egli fu riuscito a riottenere anche le principali città inizialmente trattenute dai francesi, fra le quali Torino. I territori della Savoia e del Piemonte, dopo 15 anni di occupazione, si trovavano in una situazione di degrado assoluto; mancava quasi del tutto l'organizzazione statale, esisteva il rischio di esplosione di conflitti religiosi e la popolazione era stremata dalla carestia e dal generale stato di anarchia. Emanuele Filiberto, anche suffragato dall'esperienza della più anziana moglie Margherita di Valois e di vari consiglieri esperti conosciuti durante il suo servizio giovanile sotto Carlo V, si adoperò per una generale opera di riorganizzazione e di riassetto economico dello stato. Fu riportata la capitale a Torino, fu ripristinata l'attività del senato di Savoia e del senato di Piemonte, fu riorganizzata la legislazione riunendo tutte le norme vigenti in un testo unico, fu varata una più equa riforma fiscale, fu rilanciata l'attività di canalizzazione ed altro ancora.

Contenuti principali dell'editto[modifica | modifica wikitesto]

Lingua ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

L'uso del latino nella redazione degli atti ufficiali è sostituito dal francese nei territori ad ovest delle Alpi (Savoia) e nella Valle d'Aosta e dall'italiano nei territori ad est (Piemonte) ed a sud (Contea di Nizza) delle Alpi[2].

Servitù della gleba[modifica | modifica wikitesto]

Viene abolita la servitù della gleba.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierpaolo Merlin, Emanuele Filiberto, Un principe fra il Piemonte e l'Europa, SEI, 1995.
  2. ^ Carlo Moriondo, Testa di ferro, vita di Emanuele Filiberto di Savoia, Bompiani, Milano, 1981.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierpaolo Merlin, Emanuele Filiberto, Un principe fra il Piemonte e l'Europa, SEI, 1995
  • Carlo Moriondo, Testa di ferro, vita di Emanuele Filiberto di Savoia, Bompiani, Milano, 1981
  • Maria José di Savoia, Emanuele Filiberto, Milano, 1994 P.
  • Siva, Emanuele Filiberto. Roma, 1928.
  • Studi in onore di Emmanuele Filiberto.
  • Studi pubblicati dalla Università di Torino in onore di Emmanuele Filiberto.
  • Lo stato sabaudo al tempo di Emmanuele Filiberto. Torino, 1928.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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