Economia della Nuova Zelanda

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Centro siderurgico di Glenbrook, Auckland

L'economia della Nuova Zelanda è una moderna economia di mercato, orientata allo sviluppo del settore dei servizi.

Dati[modifica | modifica wikitesto]

Il Prodotto Interno Lordo a parità di potere d'acquisto: 130 882 milioni di $ (63º posto della classifica mondiale) che corrispondono a 29 491 $ pro capite (31º posto della classifica mondiale).[1]
Bilancia dei pagamenti: −5,2 miliardi di $.
Inflazione: 1,6%
Disoccupazione: 6,4%.

La valuta utilizzata in Nuova Zelanda è il dollaro neozelandese.

Settore Primario[modifica | modifica wikitesto]

L'esiguità della popolazione e la prevalenza, nel territorio, di modeste ondulazioni, favorisce un'estesa agricoltura. L'agricoltura del paese costituisce quasi un modello di funzionalità ecologica ed economica. Produzioni prevalenti sono quelle dell'allevamento: lana di pecora e latte bovino. I terreni sono poveri di fosforo, gli agricoltori neozelandesi distribuiscono fosfati, che sollecitano la crescita dei trifogli, il cui potere di fissare l'azoto atmosferico favorisce la crescita delle leguminose. È il maggiore degli allevamenti del mondo a non impiegare pressoché alcuna quantità di fertilizzanti azotati, notoriamente non favorevoli alle falde freatiche, pure realizzando produzioni di latte per capo e per ettaro di assoluto rilievo.[2] All'allevamento si unisce un settore frutticolo famoso nel mondo per le esportazioni di mele e di kiwi, un frutto selezionato dai genetisti neozelandesi.[3] A differenza dell'Australia, le risorse minerarie sono scarse e di un certo rilievo sono solo i giacimenti di ferro, oro e rame.

Settore Secondario[modifica | modifica wikitesto]

Le industrie più importanti sono quelle agroalimentari, legate all'allevamento, e quelle che producono beni di consumo (industrie tessili e meccaniche). L'approvvigionamento di energia è assicurato principalmente da centrali idroelettriche, termiche e geotermiche.

Settore Terziario[modifica | modifica wikitesto]

L'ANZ Bank di Christchurch

La morfologia tormentata del territorio ostacola lo sviluppo delle comunicazioni; sono ben sviluppate le reti stradali ma piuttosto carenti quelle ferroviarie. Se ne avvantaggia il trasporto aereo, molto funzionale.
I servizi scolastici e sociali sono di ottimo livello.

Bilancia dei pagamenti[modifica | modifica wikitesto]

Esportazioni[modifica | modifica wikitesto]

Australia 22,2%, Cina 12,5%, Stati Uniti 8,5%, Giappone 7,1%[4]

Importazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cina 16,1%, Australia 15,9%, Stati Uniti 10,4%, Giappone 6,3%, Singapore 4,6%, Germania 4,3%[4]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La Nuova Zelanda ha sette aeroporti internazionali, il più importante dei quali è quello di Auckland. La maggior parte degli aeroporti internazionali serve solo l'Australia e le isole Fiji.

Porti principali: Auckland, Wellington e Lyttelton.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Un visitatore ogni 2,3 abitanti.
Provenienza dei turisti: Australia 30%, USA 12%, Giappone 11%, Regno Unito 9%, Corea del Sud 5%, Italia 3%, altri 30%.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  2. ^ *Antonio Saltini, Nuova Zelanda: carne, latte e lana raccolti dai prati, Terra e vita, n. /, 19 febb. 1983,
  3. ^ *idem, Nuova Zelanda: frutticoltura sotto la Croce del Sud, Terra e Vita, n. 11, 19 marzo 1983
  4. ^ a b (EN) CIA Factbook - New Zealand, su cia.gov. URL consultato il 20 dicembre 2012.