eROSITA

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eROSITA
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OsservatorioSpektr-RG
EnteIstituto Max Planck per la fisica extraterrestre
StatoGermania, Russia
Prima luce nel17 ottobre 2019
Caratteristiche tecniche
Tiporaggi X
Peso810 kg
Risoluzione angolare15 arcsec (a 1.5 keV)
Sito ufficiale

eROSITA è un telescopio spaziale per osservazione astronomica nei raggi X costruito dal Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) in Germania. Insieme al telescopio russo per raggi X, l’Astronomical Roentgen Telescope X-ray Concentrator (ART-XC) costituisce l'osservatorio spaziale russo-tedesco Spektr-RG, collocato in orbita dall'agenzia spaziale russa Roscosmos il 13 luglio 2019 dal sito di lancio di Baikonur, in Kazakistan. Il satellite è collocato su un'orbita Halo al secondo punto di Lagrange (L2)[1], in costante opposizione al Sole rispetto alla Terra.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto eROSITA è stato originariamente concepito dall'ESA per la stazione spaziale Internazionale, ma dopo approfondite valutazioni, nel 2005 si è convenuto per la sua collocazione su un satellite dedicato, che avrebbe fornito risultati scientifici notevolmente migliori.[2] Il telescopio eROSITA è basato sul progetto del telescopio ABRIXAS lanciato nell'aprile 1999, la cui missione non ebbe successo per un sovraccarico della batteria danneggiatasi tre giorni dopo l'inizio della missione.[3]

eROSITA sta mappando la volta celeste nella banda dei raggi X per un periodo di 7 anni: l'indagine all-sky eROSITA (eRASS), ha prodotto la prima immagine[4] dell'intero cielo nella banda 2-10 keV[5]. Nella banda da 0,3-2 keV, si prevede che sia 25 volte più sensibile della pionieristica missione ROSAT degli anni '90 e che ne sia un efficace successore.[6] Si prevede che eROSITA rileverà 100.000 ammassi di galassie, 3 milioni di nuclei galattici attivi e 700.000 stelle nella Via Lattea. L'obiettivo scientifico primario è misurare l'energia oscura attraverso la struttura e la cronologia dell'evoluzione dell'Universo tracciata da ammassi di galassie.

eROSITA ha effettuato l'osservazione di prima luce il 17 ottobre 2019[7] e ha completato la prima mappatura della volta celeste a giugno 2020.[8]

I 7 specchi dell'osservatorio

Il telescopio è costituito da sette moduli ottici speculari Wolter identici, costituiti ciascuno da 54 specchi dorati nidificati. Gli specchi sono disposti in modo da raccogliere i fotoni passanti di raggi X ad alta energia e guidarli verso le telecamere sensibili ai suddetti raggi. Le fotocamere di eROSITA vengono raffreddate a -90 °C (−130 °F; 183 K)[9] ed effettuano esposizioni da 150 a 200 secondi sulla maggior parte del cielo, con tempi di esposizione più lunghi ai poli.

eROSITA è stato sviluppato presso il Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics in collaborazione con istituti di Bamberg, Amburgo, Potsdam e Tübingen. Principal investigator (PI) dello strumento è Peter Predehl[10], mentre a capo del progetto è il fisico Andrea Merloni.[11] Il consorzio eROSITA coinvolge istituti tedeschi ed internazionali, e ha allacciato collaborazioni con gestori di telescopi terrestri per osservazioni di follow-up per le milioni di fonti che saranno rilevate da eROSITA.

Ricerca e risultati scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Animazione che offre una panoramica dello strumento eROSITA

Le osservazioni della prima verifica scientifica (verification science), l'osservazione successiva alla prima luce finalizzata a testare le operazioni di un nuovo strumento o delle sue modalità operative[12], sono state pubblicate ad ottobre 2019[13]; tra esse sono degni di nota spettri ad alta risoluzione della Supernova 1987a, immagini della Grande nube di Magellano e di alcuni ammassi di galassie, nonché curve di luce di un nucleo galattico attivo molto variabile

La prima indagine osservativa della intera volta celeste è stata completata a giugno 2020[4] e sono state catalogate 1,1 milioni di fonti, tra cui principalmente nuclei galattici attivi (77%), stelle con corona calda e magneticamente attiva (20%) e ammassi di galassie (2%), sistemi binari a raggi X luminosi, resti di supernova, regioni estese di formazione stellare ed eventi transitori come Gamma-Ray Bursts[14].

Mappa della volta celeste (eRASS) effettuata da eRosita nel 2020

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Russia Launches Spektr-RG, a New X-Ray Observatory, into Space, su space.com, 13 luglio 2019.
  2. ^ (EN) Istituto russo di ricerche spaziali (a cura di), SPECTRUM-RG/eROSITA/LOBSTER: MISSION DEFINITION DOCUMENT, su hea.iki.rssi.ru. URL consultato il 19 giugno 2020.
  3. ^ (EN) ABRIXAS, su astronautix.com. URL consultato il 20 giugno 2020.
  4. ^ a b (EN) Andrea Merloni, Our deepest view of the X-ray sky, su mpe.mpg.de, 19 giugno 2020.
  5. ^ (EN) What are the Energy Range Definitions for the Various Types of Electromagnetic Radiation?, su heasarc.gsfc.nasa.gov, 17 giugno 2014. URL consultato il 20 giugno 2020.
  6. ^ (EN) Davide Castelvecchi, Space telescope to chart first map of the Universe in high-energy X-rays, in Nature, vol. 570, 11 giugno 2019, pp. 149-150, DOI:10.1038/d41586-019-01831-1.
  7. ^ (EN) German X-ray telescope achieves ‘first light’, su spaceflightnow.com, 3 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) BBC (a cura di), Breathtaking new map of the X-ray Universe, su bbc.com, 19 giugno 2020.
  9. ^ (EN) Andrea Merloni, Peter Predehl et al., eROSITA Science Book: Mapping the Structure of the Energetic Universe, 14 settembre 2012, p. 85. URL consultato il 20 giugno 2020.
  10. ^ (EN) Peter Predehl, eROSITA Instrument & Science – an Overview (PDF), su brera.inaf.it. URL consultato il 20 giugno 2020.
  11. ^ Marco Malaspina, È l’ora di eRosita, un grandangolo per il cielo X, su media.inaf.it, 14 giugno 2019.
  12. ^ (EN) ESO (a cura di), MUSE WFM AO Science Verification (PDF), su doi.eso.org, dicembre 2017.
  13. ^ (EN) Max-Planck-Gesellschaft (a cura di), Revealing the Beauty of the Hidden Universe: eROSITA sees first light, su mpe.mpg.de, 22 ottobre 2019. URL consultato il 19 giugno 2020.
  14. ^ (EN) Andrea Merloni, Presskit for the eROSITA First All-Sky Survey, su mpe.mpg.de, 19 giugno 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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