Duri i banchi

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Duri i banchi
ArtistaPitura Freska
Tipo albumStudio
Pubblicazione1993
Duratamin : s
Dischi1
Tracce13
GenereReggae
EtichettaPsycho Records/BMG
Pitura Freska - cronologia
Album precedente
Album successivo

Duri i banchi è un album di canzoni in lingua veneziana dei Pitura Freska, pubblicato nel 1993.

Il titolo del disco è un tipico modo di dire veneziano, usata come saluto di incoraggiamento e traducibile con "tenete duro"; esso è in assonanza con i temi dell'album e palesemente richiamato in un verso di Ara che ben: E se la xe dura no gavemo paura.

L'album in origine contiene 13 canzoni ma nelle successive ristampe viene aggiunta una traccia (la n.14) dal titolo "7 e 40", rivisitazione della band in chiave reggae del famoso successo di Lucio Battisti del 1970.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Picinin – 4:44
  2. Ara che ben – 4:39
  3. La pianta – 4:51
  4. Balar – 4:48
  5. Skuai – 4:25
  6. Le sorti de un Pianeta – 5:02
  7. Che Scavessada – 3:43
  8. Star – 4:50
  9. Venessia In Afito – 4:20
  10. Co devento geoso – 3:51
  11. Tasse – 5:05
  12. Cartoni animati – 3:48
  13. Iole – 3:41

Picinin[modifica | modifica wikitesto]

Picinin è un nostalgico ritorno all'infanzia, fatto attraverso i ritmi reggae e i tratti ironici tipici dei Pitura Freska; sono particolarmente posti a confronto i vantaggi di essere fanciulli (co gero picinin no vardavo el taquin / coi tempi che coreva gero neto de bain) con i disagi dell'essere adulti (e adesso che son grande mi toca lavorare / tute le matine alzarsi e andare a faticare). Degno di nota il climax conclusivo, con un simpatico fulmen in clausola che mostra la consueta critica politico-sociale cara al gruppo: co vinti milioni che xe un ano de lavoro / ghe pago la vacanse al Ministro del Tesoro.

Tra i brani più celebri del loro repertorio, Picinin è stato dotato anche di un video ufficiale, il secondo per la band veneziana. Le note del ritornello sono state riprese poi nel 2006 dalla canzone LDN di Lily Allen.

Ara che ben[modifica | modifica wikitesto]

In Ara che ben i Pitura Freska e Sir Oliver Skardy in primis, entrambi citati nel testo, sottolineano la loro posizione di forte opposizione alla corruzione e allo sfruttamento, forme di potere del mondo contemporaneo. Ecco allora che la band chiarisce di preferire le fatiche della vita agli intrallazzi: La vita me basta co cueo che la me dà.

A metà canzone è citato esplicitamente Vittorio Sgarbi, il critico d'arte sempre al centro di vicende mondane e politiche: De imatonii de cassafati e de Sgarbi / no ghe ne ciava un casso a Skardy; Sgarbi è preso a emblema di quel mondo dal quale Skardy e compagni prendono le distanze.

La pianta[modifica | modifica wikitesto]

Canzone famosa e tra le più ironiche dell'album, La pianta affronta, attraverso un'aneddotica narrazione, il tema, centralissimo nella poetica dei Pitura Freska, della legalizzazione della marijuana, già toccato in Marghera, celebre brano dell'album precedente Na bruta banda, e che si riproporrà nell'album solista di Skardy con Ah mi no so miga).

Più che una critica al proibizionismo, La pianta risulta essere un'esaltazione della positività della marijuana e della natura innocua del suo utilizzo: dunque, un coro, che a più riprese compare nel brano, ripete Bona la pianta.

Le sorti de un pianeta[modifica | modifica wikitesto]

Tra i brani più impegnati della band, Le sorti de un pianeta è un inno pacifista che chiede la sospensione di ogni guerra, in nome della sacralità della vita e contro quei potenti che da secoli compiono crimini contro l'umanità.

Emblematico è il ritornello: Ogni vita va rispetada / che la vegna da na regia, / che la vegna da na strada / Ogni guera va subito fermada / la vita xe un dirito, / no la va strassada[1].

Venessia in afito[modifica | modifica wikitesto]

Molto cara ai membri della band anche la tematica di una Venezia sempre più vittima della speculazione economica, a danno della popolazione locale, sfrattata dalla propria città (te xe rivà el sfrato / sta sito e va via da la to cità) in virtù di grandi eventi e grandi opere (Sumit, Expo, festa de la pantegana / altro che Pin Floi, li vol la metropoitana), tra le quali è esplicito il riferimento alla sublagunare, alla quale è dedicata l'ultima strofa: Li vol far na metropoitana / par viagiar al de soto de la laguna / Mi che no só na pantegana / ve digo che li xe fioi de putana.

Venessia in afito si pone esplicitamente come incitamento a la rivolta, giustificando, assieme ad altri brani come Ara che ben e Le sorti de un pianeta, l'incitazione a tener duro contenuta nel titolo dell'album.

Per questa canzone fu girato anche un video ufficiale nel 1994, il terzo prodotto dai Pitura Freska.

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]