Regia dogana della Mena delle pecore di Foggia

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La Dogana delle pecore, ufficialmente Regia dogana della Mena delle pecore di Foggia era un'antica istituzione aragonese.

Fu istituita nella città di Lucera nel dal re Alfonso I d'Aragona, e presto trasferita a Foggia, con un ordinamento che riprendeva, variandolo, quello della mesta spagnola.

La dogana regolamentava la "mena" (cioè, la conduzione) relativamente a il settore agricolo, l'allevamento e la transumanza nel Tavoliere delle Puglie e permetteva la riscossione dei proventi derivanti dalla transumanza e dal diritto di pascolo (o fida), dai pastori i cui armenti svernavano in Puglia. La dogana assicurava uno dei principali cespiti dell'erario del Regno di Napoli.[1]

L'annesso tribunale era competente a giudicare tutte le cause in cui erano coinvolti i pastori. Contro le sentenze di questo tribunale si poteva fare ricorso alla Regia camera della sommaria di Napoli, suprema magistratura tributaria del Regno.

Dal estese la sua competenza anche all'Abruzzo, dove il Doganiere nominava un suo Luogotenente. La cosiddetta Doganella d'Abruzzo nata per controllare e tassare le greggi che non svernavano in Puglia, divenne autonoma dalla "Dogana Grande" di Foggia nel

Fu soppressa durante l'occupazione francese del Regno di Napoli con una legge promulgata da Giuseppe Bonaparte il maggio. A Foggia il palazzo della Dogana è ancora visibile in piazza Settembre.

Il palazzo della Dogana, a Foggia, costruito dopo il terremoto del 1731

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Rosa Di Simone, Istituzioni e fonti normative in Italia dall'Antico Regime al fascismo, Torino, G. Giappichelli, 2007, pp. 82-83, ISBN 978-88-348-7672-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]