Disprassia

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Disprassia
Specialitàneurologia e neuropsicologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM315.4
ICD-10F82
MeSHD019957

La disprassia (dal greco πράσσω = "fare", quindi dis-prassia = "incapacità di fare qlco.") è un disturbo che riguarda la coordinazione e il movimento e che può comportare problemi anche nel linguaggio. In neurologia si definisce come la difficoltà di compiere gesti coordinati e diretti a un determinato fine.

La Disprassia viene generalmente inclusa nella definizione di disturbi della Coordinazione Motoria DCD (Developmental Coordination Disorder).

Ad esempio, il soggetto può presentare delle difficoltà ad eseguire movimenti fini e complessi, come allacciarsi le stringhe delle scarpe. La disprassia può essere acquisita (per esempio in seguito ad un danno cerebrale causato da un trauma cranico) o associata ad un ritardo del normale sviluppo neurologico. La disprassia può inoltre essere attribuita a mutazioni a carico del gene FOXP2 ed essere interessata da familiarità.

La disprassia è un disturbo complesso, con complicazioni che vanno dal motorio al cognitivo. Non sempre si ha la compresenza di entrambe. Il bambino disprassico è difficilmente diagnosticabile in tenera età perché quasi sempre si tende a considerare solo il suo disturbo linguistico. Importante è una tempestiva diagnosi che non sempre viene effettuata. Alla terapia di un logopedista si deve accompagnare spesso anche quella di un terapista occupazionale e psicomotricista. I bambini con disprassia hanno nella quasi totalità dei casi problemi di organizzazione spazio-temporale e difficoltà nel compiere movimenti consequenziali, come può essere ad esempio l'ordine con cui indossiamo gli abiti a partire dalla biancheria.

Gli individui affetti da disprassia, spesso trovano difficoltà a mettere in ordine le varie fasi di un racconto e a trovare i termini adatti, poiché perdono facilmente memoria dei passaggi che regolano linguaggio e comprensione. Altre volte si presentano problemi di manualità fine, evidente durante l'infanzia nell'apprendimento di una corretta grafia, oppure complicanze che riguardano il movimento oculare, come la difficoltà a seguire le righe del quaderno e a leggere, riproducendo la sequenza scritta col movimento del corpo. È infine anche spesso ridotta la sensibilità tattile, problema questo complesso e tendenzialmente sottovalutato dai vari neuropsichiatri e terapisti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]