Disposizioni sulla legge in generale

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Le disposizioni sulla legge in generale, dette anche preleggi sono un insieme di articoli (in origine erano 31, poi dopo l'abrogazione delle corporazioni sono diventati in tutto 12) emanate con Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262 con cui fu anche approvato il codice civile italiano nel 1942.

Caratteristiche e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di legge ordinaria di livello para Costituzionale, quindi le disposizioni contenute in tali leggi si collocano subito al di sotto del livello Costituzionale e poiché statuiscono disposizioni generali si pongono, come la Costituzione Italiana, al di sopra delle altre leggi, comprese le leggi speciali.

Il primo capo (art. 1-9) delinea le fonti del diritto. Il secondo riguarda l'applicazione della legge in generale.

Fra i principi generali che vengono affermati vi sono:

La gerarchia delle fonti (art. 1) ha subito una modifica in senso testuale, infatti: l'ordinamento corporativo è stato soppresso; mentre ha subito un'estensione (senza alcuna modifica testuale per la puntualità con cui fu redatto in origine[non chiaro]) interpretativa in quanto le leggii ed i regolamenti come fonte del diritto devono essere interpretato, letteralmente e correttamente, dopo che è stata promulgata la Costituzione per la puntualità con cui fu redatto in origine[la Costituzione è stata redatta e promulgata ben prima della Comunità europea] per la puntualità con cui fu redatto in origine[la Costituzione è stata redatta e promulgata ben prima della Comunità europea]che impone l'accoglimento delle leggi e dei regolamenti del diritto comunitario perché l'Italia fa ora parte dell'Unione europea e le norme statali sono sottoposte al primato del diritto comunitario stesso.

L'articolo 16 riguarda il principio di reciprocità.

Gli articoli dal 17 al 31, che riguardano la condizione giuridica dello straniero, sono stati abrogati dalla L. 31 maggio 1995, n. 218 sul sistema italiano di diritto internazionale privato.

Le norme non riguardano quindi il solo diritto civile, occupandosi invece di materie di rilevanza costituzionale. La reale funzione normativa delle norme di cui agli artt. 10-15 è dubbia: si ritiene che abbiano più che altro funzione ricognitiva[Cioè? (E se è contenuta in una norma di legge, come può non essere normativa (visto tra l'altro appunto l'art 12 di questa legge!)?)] di criteri che operano indipendentemente dal loro riconoscimento legislativo.[1]

Legge n. 218/1995[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge 31 maggio 1995, n. 218 (cosiddetta riforma del diritto internazionale privato) ne furono abrogati gli articoli dal n. 17 al n. 31.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Bin - Giovanni Pitruzzella, Diritto costituzionale, VII ed., Giappichelli Editore, Torino, 2006, p. 283.

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