Disegno infantile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Un disegno di un bambino esposto al Prelesne Museum in Ucraina

Il disegno infantile[1] è una rappresentazione simbolica della realtà che porta il bambino a sviluppare la sua conoscenza sul mondo. Già a partire dal secondo anno di vita, i bambini comprendono che le immagini sono portatrici di significato.

Sviluppo del disegno infantile[modifica | modifica wikitesto]

Scarabocchio di un bambino dell'età di 1 anno.
Figura rappresentativa di una persona sorridente disegnata da un bambino di 4 anni e mezzo.

Il processo che avviene per la realizzazione di un disegno che più similmente rappresenti oggetti reali, è lungo e ancora oggi studiato. Inizialmente sulla carta, compariranno i tipici "scarabocchi" che non hanno veri e propri significati, ma sono frutto di un puro e semplice piacere del bambino nel farli. Risulta così un'attività che porta il bambino a sviluppare un controllo motorio e percettivo e ad entrare in contatto con i primi strumenti da "lavoro". Solo successivamente il bambino è in grado di eseguire un disegno che abbia caratteristiche riconoscibili con oggetti reali e che per lo più appartengono al loro quotidiano. Mentre tra i 3-4 anni il bambino è in grado di realizzare un primo schizzo di figura umana nota anche come "omino testone" o "figura girino", composta semplicemente da un cerchio e due linee verticali.

Diversi sono gli autori che si sono occupati della varietà tematica e formale del disegno dei bambini e che hanno cercato di individuarne le fasi di sviluppo, tra questi si ricorda in maniera particolare Luquet, uno studioso che già in tempi lontani si occupò del disegno infantile e del suo schema evolutivo[2]:

  1. Realismo involontario: a partire dai 2 anni la rappresentazione non è sempre realistica.
  2. Realismo mancato: dai 2 anni e mezzo ca il bambino ha come obiettivo la realtà ma non sempre lo raggiunge.
  3. Realismo intellettuale: dai 4 anni la rappresentazione è stereotipata.
  4. Realismo visivo: dai 7-8 anni il bambino disegna ciò che vede.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'educatore John Caldwell Holt ha definito il disegno dei bambini come una forma di adultismo (ossia pregiudizio e conseguente discriminazione sistematica contro le persone giovani), in quanto invenzione degli adulti.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvana Macchioni, "Disegno" in "Enciclopedia dei ragazzi", su treccani.it. URL consultato il 23 giugno 2020.
  2. ^ H. Rudolph Schaffer, Psicologia dello sviluppo, Raffaello Cortina Editore, p. 274.
  3. ^ Holt, J. (Ed) Teach your own: The John Holt book of homeschooling. Perseus Publishing.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]