Diatesi causativa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

In linguistica, la diatesi causativa è un tipo di diatesi che indica che il soggetto induce l'azione o lo stato di qualcuno o di qualcosa.

In italiano non esiste una vera e propria diatesi causativa. La causatività viene espressa sintatticamente, tramite le perifrasi far + infinito, lasciar + infinito e simili. Ad esempio, "lasciar morire qualcuno", "far cambiare idea a qualcuno".

L'applicazione della diatesi causativa è un'operazione di aumento valenziale, in quanto introduce sempre un nuovo argomento, colui che causa.

Ciò può avvenire secondo due modalità. Indicando con S il soggetto di un verbo intransitivo, con A quello di un verbo transitivo e con O l'oggetto di un verbo transitivo, si ha che:

  • Se il verbo originario è intransitivo, esso diventa transitivo; colui che causa occupa il ruolo A, mentre S viene promosso a O.
  • Se il verbo originario è transitivo, lo resta anche nella forma causativa; colui che causa occupa il ruolo A e S viene declassato a un argomento obliquo; O rimane lo stesso.

Un esempio del primo tipo è:

Il malato(S) muore.
Il medico(A caus.) lascia morire il malato(O).

Un esempio del secondo tipo è:

Luca(A) cambia idea(O).
Lucia(A caus.) fa cambiare idea(O) a Luca(Arg.obl.).

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Il giapponese e il mongolo sono esempi di lingua che utilizzano la diatesi causativa. I seguenti esempi sono tratti dal giapponese:

Tanaka-kun ga atsume-ru
Tanaka nom collezionare-pres
Tanaka colleziona queste cose.
Diatesi causativa
Tanaka-kun ni atsume-sase-yō
Tanaka dat collezionare-caus-coort
Lascia che Tanaka li collezioni.
kodomo ga hon o yom-u
bambini nom libro acc leggere-pres
I bambini leggono il libro.
Diatesi causativa
kodomo ni hon o yom-aseru
bambini dat libro acc leggere-caus-pres
(Loro) fanno leggere il libro ai bambini.

La diatesi causativa è molto usata in Esperanto, che la esprime attraverso il suffisso -ig-:

  • morti "morire" → mortigi "uccidere" (far divenire morto)
  • pura "pulito" (aggettivo) → purigi "pulire" (far diventare pulito)