Decreto legislativo

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Un decreto legislativo (spesso abbreviato in d.lgs.) è, secondo il diritto costituzionale, un atto normativo avente forza di legge adottato dal potere esecutivo (Governo) per delega espressa e formale del potere legislativo (Parlamento). Essendo un atto con il quale il potere esecutivo esercita un potere legislativo, esso costituisce una deroga alla c.d. separazione dei poteri: per "ovviare" a questa deroga, gli ordinamenti costituzionali prevedono un intervento del potere legislativo nell'iter di approvazione del decreto legislativo, costituito appunto dalla delega a favore del governo. La presenza "a monte" della legge delega distingue in Italia il decreto legislativo dal Decreto-legge, che analogamente costituisce un atto normativo avente forza di legge adottato dal governo ma il cui iter di approvazione prevede l'intervento del potere legislativo "a valle", mediante una conferma (c.d. legge di conversione) del Parlamento del decreto adottato dal governo sotto la propria responsabilità..

Atti normativi similari esistono in vari ordinamenti, assumendo anche una diversa denominazione.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Decreto legislativo (ordinamento italiano).

In Italia la decretazione legislativa è prevista dall'art. 76 della Costituzione della Repubblica Italiana ed è uno strumento con il quale le Camere decidono, per esempio per motivi di inadeguatezza tecnica o mancanza di tempo, di non disciplinare nel dettaglio una determinata materia non coperta da riserva di legge formale, riservandosi però di stabilire i principi e i criteri direttivi, cioè la "cornice" entro la quale il Governo della Repubblica Italiana dovrà legiferare. La legislazione avverrà sulla base di una apposita legge delega. Qualora il governo violi i poteri indicati nella legge delega, ad es. adottando provvedimenti normativi non previsti nella delega, le relative norme saranno viziate da illegittimità costituzionale (c.d. "eccesso di delega legislativa").

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia l'omologo del decreto legislativo può essere considerata l'ordonnance prevista dall'art. 38 della Costituzione del 1958. La norma costituzionale stabilisce che il Governo può chiedere al Parlamento, per l'attuazione del suo programma, l'autorizzazione a porre tramite ordinanza delle norme in materie che sono normalmente riservate alla legge. Se lo ritiene, il Parlamento emana una loi d'habilitation che fissa i limiti di contenuto e di tempo per l'emanazione delle ordinanze governative. Una volta emesse, le ordinanze devono poi essere sottoposte al Parlamento per la ratifica entro il termine fissato dalla legge di autorizzazione, altrimenti decadono (requisito che in questo le avvicina più al nostro decreto-legge). Scaduto il termine fissato dalla legge di autorizzazione, inoltre, il Governo non può più modificare le ordinanze adottate.

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

La Costituzione spagnola all'art. 82 prevede un procedimento legislativo praticamente identico alla delega legislativa italiana. In particolare, il decreto legislativo, qualora debba consistere nella elaborazione di un articolato recante nuove norme giuridiche, può essere adottato solo in base a una ley de bases o ley delegatoria emanata dalle Cortes Generales. Qualora, invece, il decreto legislativo debba consistere in una raccolta organica di leggi preesistenti (Texto Refundido, equivalente al Testo unico italiano), può essere adottato dal Governo in base a una ley ordinaria.

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti d'America un caso di legislazione delegata dal potere legislativo a quello esecutivo è dato dagli executive orders del Presidente laddove il Congresso, con una propria legge, gli affidi poteri discrezionali. Si tratta di casi eccezionali, che peraltro non trovano una espressa previsione nella Costituzione. Normalmente, infatti, gli executive orders sono adottati dal Presidente al solo scopo di fornire direttive al Governo, nel caso interpretando anche leggi vigenti, ma senza assurgere a fonte normativa.

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