Decasillabo

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Nella metrica italiana, il decasillabo è un verso nel quale l'accento principale si trova sulla nona sillaba: quindi, se l'ultima parola è piana comprende dieci sillabe, mentre se è tronca o sdrucciola ne ha rispettivamente nove oppure undici. Gli accenti metrici sono generalmente a struttura anapestica,[1] con accenti secondari sulla terza e sesta sillaba.

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Esempi di versi decasillabi[modifica | modifica wikitesto]

Il decasillabo non è un verso molto comune in italiano: come l'ottonario ha una struttura costante che tende alla cantilena, ma con un ritmo ternario che rende più difficile trovare le parole giuste. Ecco alcuni esempi:

« Va, pensiero, sull'ali dorate,
va, ti posa sui clivi, sui colli
ove olezzano tenere e molli
l'aure dolci del suolo natal. »

(dal Nabucco di Giuseppe Verdi, Va, pensiero, vv. 1-4)

« S'ode a destra uno squillo di tromba
a sinistra risponde uno squillo
d'ambo i lati calpesto rimbomba
da cavalli e da fanti il terren. »

(Alessandro Manzoni, Il conte di Carmagnola, atto II, scena VI, vv. 1-4)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Luigi Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, 2.ª ed., Einaudi, 2004, pp. 205, ISBN 9788806169428.

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