Danze Sinfoniche per orchestra (Rachmaninov)

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Danze sinfoniche
Compositore Sergei Rachmaninoff
Tipo di composizione Danze sinfoniche
Numero d'opera Op. 45
Epoca di composizione 1940-1941
Prima esecuzione 1941
Durata media 30 minuti
Organico due flauti, un ottavino, due oboi, un corno inglese, due clarinetti, un clarinetto basso, un sax contralto, due fagotti, un controfagotto, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, una tuba, un'arpa, un pianoforte, percussioni, archi

Le Danze Sinfoniche per orchestra op. 45 di Sergej Rachmaninov sono le tre danze denominate mattino, mezzogiorno e sera, composte tra il 1940 e il 1941.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Sergej Rachmaninov compose le Danze sinfoniche negli Stati Uniti, dove si era trasferito sin dal 1918. Eglì ultimò la composizione di questo, che rappresenta il suo ultimo lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1940 e l'inizio 1941 nella sua casa di Long Island, a Beverly Hills in California.

Gli studiosi suddividono l’attività creativa di Rachmaninov in due periodi, la cui linea di demarcazione è rappresentata dal definitivo abbandono della sua carissima patria per trasferirsi dapprima in Europa e successivamente in maniera definitiva negli Stati Uniti d’America. Occorre peraltro dire che in Russia il compositore, pur godendo del benefico appoggio di Čajkovskij e pur vedendosi tributati importanti riconoscimenti (come l’attribuzione della medaglia d’oro per la sua prima opera Aleko e dell’incarico quale direttore d’orchestra presso il Teatro Bol'šoj di Mosca), non ebbe l’interesse ed il riconoscimento (a conferma del noto detto “Nemo propheta in patria”) che gli sarebbero stati conferiti all’estero dove la sua attività di pianista, compositore e direttore d’orchestra ricevette una sempre più entusiastica accoglienza [1]. Alla lunga e fortunata attività concertistica si era affiancata l’attività compositiva che aveva garantito a Rachmaninov una immediata e ben meritata popolarità presso un vasto pubblico che permane anche ai nostri giorni, nonostante l’opinione diffusa presso alcuni musicologi circa la inattualità dell’opera del compositore russo. In proposito, Franco Soprano osserva: «Dodecafonia, Neo-classicismo sono passati alle sue spalle senza riuscire a destare neanche un fuggevole fremito di curiosità, di stupore, di rivolta polemica. Rachmaninov si limitava a ignorare tali indiscrete perturbazioni e continuava a comporre brani che cinquant’anni prima sarebbero parsi anche belli ma, già allora, poco arditi: alimentati da una sempre felice e cattivante vena melodica, distesi su un’orchestra che aveva anche certe sue garbate eleganze, certo suo incedere fra incalzante e solenne ma privo di un proprio serio punto d’approdo» [1].

Ciò è certamente vero, ma si può osservare come rappresenti solo una faccia della medaglia. In primo luogo può replicarsi a quanto sopra osservato come la Terza Sinfonia costituisca il felice risultato di una evoluzione del linguaggio musicale di Rachmaninov, non a caso accusato dal suo amico e collega Nikolay Medtner di essere caduto “vittima del modernismo” [2], che contraddice la tesi dell’inattualità. In secondo luogo, si può fare sull’opera di Rachmaninov un ragionamento analogo a quello di Sergio Martinotti sull’opera di Ottorino Respighi [3], ossia che la pretesa “inattualità” del compositore russo non sia conseguenza di pigrizia o indifferenza verso le nuove correnti musicali bensì tragga origine dalla consapevolezza dei propri limiti circa il cimentarsi nell’esplorazione di un territorio sconosciuto per scrivere musica che sia artisticamente valida.

Le Danze Sinfoniche fanno parte del secondo periodo dell’attività creativa di Rachmaninov e, al pari della Terza Sinfonia, possono essere considerate come il risultato del tentativo da parte del compositore russo di percorrere nuovi sentieri musicali; anche in esse, infatti, si avvertono «un vigore ritmico, una pungente fragranza di armonie e un uso più economico e differenziato dell’orchestra, con particolare attenzione agli strumenti a percussione e alle qualità individuali degli strumenti solisti» [4]. Come nella Terza Sinfonia, anche nelle Danze Sinfoniche degno di nota è l’impegno del compositore di scrivere un brano in grado di esaltare le qualità virtuosistiche delle varie sezioni orchestrali. Sulla partitura è apposta la dedica all’Orchestra di Filadelfia ed al suo direttore Eugene Ormandy che presentò le Danze Sinfoniche per la prima volta al pubblico il 3 gennaio 1941. Luigi Bellingardi osserva come in origine Rachmaninov pensasse di attribuire ai tre movimenti i seguenti titoli: Mezzogiorno, Crepuscolo, Mezzanotte, ma poi preferì inserire al loro posto le indicazioni di tempo [5] .


La musica[modifica | modifica wikitesto]

Sono delle danze molto bene orchestrate, di forma assai gradevole e di una eleganza prettamente romantica anche se non mancano alcune innovazioni moderne che Rachmaninov volle inserire in questa composizione. Egli, in particolar modo, fa riferimento alla musica contemporanea e jazzistica nelle due Danze intitolate: il Mezzogiorno, temi che si avvicinano a Igor Stravinskij e la Sera temi più jazzistici tipo alla Bennett (qui fa riferimento a Robert Russell, noto compositore di musica Jazz). Nell'ultimo movimento è tematicamente interpolato anche il Dies Irae della tradizione gregoriana medievale.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

I movimenti delle tre composizioni raggruppate sotto il titolo di Danze Sinfoniche sono: Non allegro; Andante con moto - tempo di valzer; Lento assai - allegro vivace.

In origine, quando iniziò la stesura delle Danze Sinfoniche Rachmaninov pensava di comporre un vero e proprio balletto a programma, come sembra confermare il ritrovamento di alcuni suoi schizzi risalenti addirittura al 1915 da cui furono utilizzati taluni frammenti per la partitura dell’opera 45. A quest’ultima Rachmaninov lavorò a partire dal 22 settembre 1940 dedicandovi mediamente una quindicina di ore al giorno e portandola a compimento dopo sole cinque settimane. Il compositore tuttavia non aveva completamente rinunciato al progetto del balletto e iniziò a prendere contatti con il coreografo russo Mikhail Fokine, ma dopo la morte di quest’ultimo il progetto andò definitivamente in fumo. L’intera composizione, nei suoi tre movimenti, è intrisa di musica popolare russa e canti religiosi ortodossi, a testimonianza della profonda religiosità del suo autore. Anche il ricordo della patria lontana rappresenta un’importante fonte di ispirazione per quest’opera. Lo stesso Rachmaninov precisava al riguardo: «Io sono un compositore russo e il mio paese natio ha influenzato il mio carattere e la mia concezione del mondo. La mia musica è il prodotto del mio carattere e, di conseguenza, è musica russa» [6].


I. Non allegro

Nel primo movimento si rinviene una citazione del primo tema della Prima Sinfonia, ma qui la triste melodia originale viene trasfigurata in un motivo dal tono di dolce rassegnazione, quasi che il trascorrere del tempo avesse smorzato il ricordo dell’insuccesso dopo la prima esecuzione di quel precedente lavoro che tanto aveva amareggiato Rachmaninov [7].


II. Andante con moto (tempo di valse)

Il secondo movimento, malgrado l’indicazione della misura 6/8, è un valzer, inteso però non come una danza viennese spensierata e cadenzata, ma piuttosto come una musica più malinconica e pensosa [7].


III. Lento assai - Allegro vivace

Nel movimento finale Rachmaninov trae l’ispirazione tematica da due sue fonti predilette: la melodia del Dies Irae dalla Messa dei Morti cattolica e la salmodia russa ortodossa, in particolare “Blagosloven esi, Gospodi” (Sia benedetto il Signore) che il compositore aveva adattato anche alla sua Grande Veglia Notturna del 1915. Alla fine del brano Rachmaninov scrisse il motto, tristemente appropriato, “Ti ringrazio, Signore”. [7].


Breve cronaca[modifica | modifica wikitesto]

A suo tempo Rachmaninov tenne a precisare che le Danze sinfoniche potevano essere identificate in “un gruppo di motivi di danza idealizzata, ascritti in forma sinfonicaˮ, a tener conto che il maggior rilievo viene conferito alla sinfonia e non alla danza. Le Danze se ne desume che furono scritte senza quei toni romantici che avevano caratterizzato tutta la vasta produzione di lavoro prima dell'anno 1918 soprattutto e poi in quei pochi successivi. È una musica ben orchestrata, sobria che vuole andare a passo con i tempi che tante volte Rachmaninov ha finto di non vedere e soprattutto di non voler prendere parte alla mischia come un concorrente, ormai già affaticato, che poteva soccombere.

I temi della composizione[modifica | modifica wikitesto]

Le danze sinfoniche, sono un numero di tre composizioni che nella sua veste originale presero i nomi, rispettivamente di:

  • Mattino: Non allegro;
  • Mezzogiorno: Andante con moto-tempo di valzer;
  • Sera: Lento assai. Allegro vivace.

Note[modifica | modifica wikitesto]

[1] Franco Soprano: note tratte dall’album TMC-45 , ed. Curcio

[2] Christoph Rueger: note tratte dall’album Deutsche Grammophon 445 590-2

[3] Sergio Martinotti: Ottorino Respighi in La Musica Moderna - Fratelli Fabbri Editori (1967), vol. I pag. 199

[4] Geoffrey Norris: note tratte dall’album Deutsche Grammophon 2532 065

[5] Luigi Bellingardi: note tratte dall’album TMC-45, ed. Curcio

[6] Nicole Ristow: note tratte dall’album Sony SBK 48 279

[7] Note tratte dall’album BMG-Melodiya 74321 32046 2


Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN184682615 · LCCN: (ENn80127151 · GND: (DE300124112
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