Circonvenzione di persone incapaci

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« Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d'infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito »

(Art. 643 c.p. Circonvenzione di persone incapaci)
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Delitto di
Circonvenzione di persone incapaci
Fonte Codice penale italiano
Libro II , Titolo XIII , Capo II
Disposizioni art. 643
Competenza tribunale monocratico
Procedibilità d'ufficio
Arresto facoltativo
Fermo non consentito
Pena reclusione da 2 a 6 anni e multa da 206 a 2 065 euro

La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall'art.643 del codice penale italiano. Consiste nell'abusare dei bisogni, passioni o dell'inesperienza di persona minore o in stato d'infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. Completa la fattispecie la circostanza per cui la condotta dell'incapace deve consistere in un atto dannoso per sé o per altri. È inoltre fondamentale l'assoluta certezza della sussistenza dell'incapacità nel soggetto passivo, infatti il giudizio di colpevolezza può fondarsi solo su queste basi, in cui è possibile escludere la capacità del circonvenuto di avere cura dei propri interessi[1].

L'autore del reato è quindi chiunque, perciò anche un minorenne o un soggetto con psicopatologia, purché capaci di intendere e di volere in riferimento allo specifico comportamento. La vittima è il minore di anni 18 o la persona maggiorenne in stato di infermità o di deficienza psichica.

La procedibilità è d'ufficio, perseguibile dal Tribunale Monocratico; il reato è punito con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 206 euro a 2 065 euro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cass. pen., sez. II, 10.6.1998, n. 2532 e Cass. pen., sez. II, 4.10-7.12.2006, n. 40383

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