Cimitero Maggiore

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Coordinate: 45°30′24.15″N 9°06′53.37″E / 45.506709°N 9.114826°E45.506709; 9.114826

Cimitero Maggiore di Milano
Cimitero Musocco.jpg
Ingresso di Musocco visto dall'interno
Tipo civile
Confessione religiosa cattolica, acattolica, ebraica
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Milano
Luogo Garegnano, Piazzale Cimitero Maggiore, 17
Costruzione
Periodo costruzione 1886-1894
Data apertura 1º gennaio 1895
Area 678.624 m2
Ingegnere Luigi Mazzocchi
Architetto Enrico Brotti
Note Sezione ebraica staccata

Il Cimitero Maggiore di Milano, noto anche come Cimitero di Musocco o semplicemente Musocco, è il più grande cimitero della città.

Si trova nella zona nord-occidentale, nel quartiere di Garegnano, che ai tempi della costruzione era frazione del comune di Musocco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80 del XIX secolo non potendosi più tollerare la continua attività dei piccoli cimiteri ormai saturi ed inglobati dai nuovi quartieri, posti in zone una volta periferiche ma ora completamente urbanizzatesi, si decise di edificare un cimitero in una zona lontana dal fulcro cittadino, dalle parti della Certosa di Garegnano, nel comune di Musocco[1].

Anche se a Milano da 20 anni era in funzione il Cimitero Monumentale, la decisione di realizzare un secondo grande cimitero fu presa dal fatto che si capì subito che il solo Monumentale non era sufficiente ad ospitare i corpi di una città in forte espansione territoriale e demografica[2].

Così, nel 1886, si iniziò a costruire il Maggiore[2], su progetto dell'ingegner Luigi Mazzocchi e dell'architetto Enrico Brotti. Fu costruito dove sorgeva l'antico Bosco della Merlata[3], celebre per la presenza di briganti e dissodato a seguito dell'entrata in vigore della Legge Forestale 3917 dell'anno 1877, che eliminò il vincolo di tutela praticamente da tutti i boschi di pianura e collina[4][5].

Il cimitero venne inaugurato il 1º gennaio 1895[6].

L'apertura del Cimitero Maggiore a Musocco coincise più o meno con la chiusura e la demolizione di buona parte dei vecchi cimiteri nel comune di Milano (in origine posti all'uscita delle porte cittadine) e con il trasferimento, sia allo stesso Maggiore che al Monumentale, delle salme (purtroppo molte, anche illustri, andarono perdute) provenienti da:

Dallo stesso giorno di apertura del Cimitero Maggiore, per agevolare il trasporto allo stesso nuovissimo cimitero ma anche al Monumentale sia dei morti recenti e dei loro cortei funebri, sia (dal 23 ottobre 1895) dei resti mortali provenienti dai cimiteri dismessi, il Comune, in collaborazione con la Edison, istituì un apposito percorso tranviario con nere vetture costruite ad hoc, le cui stazioni di partenza si trovavano la prima in via Bramante, la seconda (del 1906) accanto a Porta Romana, dove sorgeva il Cimitero di San Rocco al Vigentino (in stato di chiusura e abbandono dal 1826); questa stazione è ora l'edificio che ospita le Terme di Milano. I milanesi chiamavano ironicamente questo tram, che sarà attivo fino al 1925, "La Gioconda"[7][8].

Fino al 1966 il Cimitero Maggiore era altresì servito da un'apposita fermata della tranvia Milano-Gallarate, gestita dalla STIE[9].

Nel 1923 il comune di Musocco viene soppresso ed inglobato nel comune di Milano, e il Cimitero Maggiore diviene a tutti gli effetti parte di Milano[10].

La superficie complessiva del cimitero, originariamente di circa 400.000 m2, è cresciuta fino a 678.624 m2, di cui circa 80.000 a giardino[11]. I defunti che ospita attualmente sono oltre mezzo milione[12]. Oltre alle inumazioni nei campi, vi sono colombari, ossari, cinerari, tombe di famiglia[11]. Da ottobre 2002 sono in funzione, in prossimità dell'ingresso frontale e degli ingressi laterali, alcune colonnine che forniscono informazioni sui luoghi di sepoltura[13]. È inoltre presente un servizio di navetta lungo il vialone centrale.

All'interno del cimitero è presente la Chiesa di Santa Maria della Pietà, in cui quotidianamente, di mattina, si celebra messa[14].

Nella parte posteriore della struttura centrale, oltre i cancelli e oltre una carreggiata da attraversare, è collocato il Cimitero Ebraico, per le sepolture degli Israeliti.

Personaggi famosi ivi seppelliti[15][modifica | modifica wikitesto]

Nel Cimitero Ebraico:

Sono stati qui tumulati e in seguito traslati altrove:[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia di Milano ::: I cimiteri milanesi, su www.storiadimilano.it. URL consultato il 13 novembre 2016.
  2. ^ a b Cimitero Maggiore - Il cimitero a Milano - itinerari - Ordine degli architetti, P.P.C della provincia di Milano, su www.ordinearchitetti.mi.it. URL consultato il 13 novembre 2016.
  3. ^ Gianluca Padovan, Forse non tutti sanno che a Milano..., Newton Compton Editori, 06 ottobre 2016, ISBN 9788822701398. URL consultato il 13 novembre 2016.
  4. ^ Vedi art. 1. La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 161 dell'11 luglio 1877.
  5. ^ Legge 20 giugno 1877, n. 3917 (serie 2°). Norme relative alle foreste. (PDF), demaniocivico.it.
  6. ^ L'Informatore FENIOF, su www.linformatorefeniof.it. URL consultato il 13 novembre 2016.
  7. ^ Il Tram funebre (la Gioconda), su milanoneisecoli.blogspot.it. URL consultato il 13 novembre 2016.
  8. ^ Le stazioni funebri di Milano, su storiedimilano.blogspot.it. URL consultato il 13 novembre 2016.
  9. ^ Alessandro Albè, Guido Boreani, Giampietro Dall'Olio, La tramvia Milano - Gallarate, Calosci, Cortona, 1993. ISBN 9788877850867
  10. ^ Codex, Pavia (IT) - http://www.codexcoop.it, Comune di Musocco, 1859 - 1923 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  11. ^ a b Il cimitero maggiore musocco, su www.magentasrl.com. URL consultato il 13 novembre 2016.
  12. ^ Mappa dei cimiteri milanesi, in 02blog.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  13. ^ IN FUNZIONE I TOTEM PER LA LOCALIZZAZIONE DEI DEFUNTI - OLTRE MAGAZINE - Articolo, su www.oltremagazine.com. URL consultato il 13 novembre 2016.
  14. ^ Realtà presenti in Parrocchia – Certosa di Milano, su www.certosadimilano.com. URL consultato il 13 novembre 2016.
  15. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  16. ^ a b c Ruoli e qualifiche della Polizia dal 1848 al 1981, su www.poliziotti.it. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  17. ^ a b Formula Junior 1960 - Messina 31.07, su www.formula2.net. URL consultato il 21 novembre 2016.
  18. ^ Alessandro, Parco dell’Accoglienza “Mauro Capponi”, su www.operacardinalferrari.it. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  19. ^ Un tetto di stelle dipinte per la casa delle clochard - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  20. ^ Caspani, Antonio Ernesto, bfscollezionidigitali.org.
  21. ^ Cantiere biografico degli Anarchici IN Svizzera, su www.anarca-bolo.ch. URL consultato il 21 novembre 2016.
  22. ^ CERRI, Cecilia in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  23. ^ COPPINI in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  24. ^ Luigi Crema, su www.magliarossonera.it. URL consultato il 25 dicembre 2016.
  25. ^ Edoardo Croce, su www.magliarossonera.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  26. ^ Risultati ricerca, su www.internetculturale.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  27. ^ Monica Chiesa, Accadeva 35 anni fa, su ilmirino.it, 26 marzo 2015. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  28. ^ "Io, gambizzato, vi racconto la mia vita distrutta dalle Br", in Repubblica.it, 30 marzo 2015. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  29. ^ a b Almanacco dei misteri d' Italia: ultime notizie, su www.paolodorigo.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  30. ^ Le notizie del 23 Luglio 1982, su www.cinquantamila.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  31. ^ a b Brigate Rosse – Walter Alasia (Br-WA) | Storie di rivoluzionarie, su www.sebbenchesiamodonne.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  32. ^ a b Votazioni 2013 Page 108 of 112, su it.advfn.com. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  33. ^ Casa Verdi - Albo dei visitatori, su www.casaverdi.org. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  34. ^ Giuseppe Gelpi, su www.magliarossonera.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  35. ^ Brunetta Mateldi, lo stile non è una moda | Italian Ways, su www.italianways.com. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  36. ^ Brunetta Mateldi e l’utilità delle cose inutili, su www.archiviostore.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  37. ^ SCHEDA DONNE, su www.illustrazione.com. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  38. ^ CON BRUNETTA E' MORTA UN' EPOCA DELLA MODA - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  39. ^ Brunetta (1904-1989), su illustrautori.blogspot.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  40. ^ René rivede quei delitti e scoppia in lacrime: «Sono pentito, davvero», altrimondi.gazzetta.it. URL consultato il 04 gennaio 2017.
  41. ^ Cornelio Rolandi - Biografia, su www.cinquantamila.it. URL consultato il 31 ottobre 2016.
  42. ^ MARTIRI FASCISTI 1919-1932, su violenzaantifascista.blogspot.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  43. ^ Campionato 1^ Categoria 1913-1914, magliarossonera.it.
  44. ^ LA LEGIONE AUTONOMA MOBILE ETTORE MUTI, su legionemobilemuti.blogspot.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  45. ^ La rimozione. Storia di Giuseppe Tavecchio, vittima dimenticata degli anni di piombo - Andrea Kerbaker, Libro - Ibs, su www.ibs.it. URL consultato il 1° novembre 2016.
  46. ^ Licia Pinelli | Secrets and Bombs, su secretsandbombs.wordpress.com. URL consultato il 03 novembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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