Chiesa di San Geminiano (Venezia)

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Chiesa di San Geminiano
Paolo Steffan - Chiesa di San Geminiano del Sansovino (Venezia).jpg
Riproduzione grafica della facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Completamento XVI secolo (demolita nel 1807)

Coordinate: 45°26′01.12″N 12°20′13.74″E / 45.433645°N 12.337151°E45.433645; 12.337151

La chiesa di San Geminiano era un edificio sacro di Venezia, ubicato nel sestiere di San Marco, in piazza San Marco, di fronte alla basilica. È stata demolita nel 1807.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si hanno notizie di antichissima origine del primo nucleo della chiesa, voluta da Narsete nel VI secolo, ma demolita nel XIII per fare spazio al rimodernamento di piazza San Marco.
Una nuova chiesa venne edificata successivamente, inizialmente su progetto di Cristoforo da Legname a partire dal 1505; nella seconda metà del XVI secolo fu però Jacopo Sansovino a determinare l'assetto architettonico finale della chiesa, dando importanza al lato occidentale di piazza San Marco.

Il destino della chiesa è legato alla figura di Napoleone, che nel 1807 fece abbattere la chiesa, per edificare l'attuale ala Napoleonica, dove voleva che avesse luogo la propria sala da ballo.

Oggi, sotto le arcate dell'ala Napoleonica, una lapide sul pavimento ricorda a chi passa la presenza del capolavoro del Sansovino.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Opera di Francesco Guardi con la chiesa del Sansovino al centro
Opera del Canaletto, Piazza San Marco verso la chiesa di San Geminiano, 1735 circa

La chiesa di San Geminiano si mostrava con le sue eleganti forme rinascimentali incastonata tra Procuratie Vecchie (a destra) e Procuratie Nuove (a sinistra), facendo da cesura e dando movimento al lato corto della piazza.

La facciata era a salienti, sovrastata al centro da un frontone e ai lati da due pinnacoli. Coppie di colonnine corinzie collaboravano alla tripartizione della facciata, caratterizzata da quattro aperture: il portale, due ampie monofore a tutto sesto e, in alto, il rosone.

Il Sansovino, orgoglioso di quest'opera, scelse una cappella adiacente per esservi sepolto insieme ai figli; al momento della distruzione il corpo fu spostato alla Madonna della Salute.

Non si ha più notizia del crocifisso di marmo presente sull'altare della sacrestia. Scolpito dallo scultore veneziano Bartolomeo Modulo, già presente con alcune statue al giardino d'Estate di San Pietroburgo, risulta dispersa dall'epoca della demolizione dell'edificio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'altare maggiore di San Geminiano è stato conservato e fa oggi da altare alla chiesa di San Giovanni di Malta.
  • Alcune parti superstiti di San Geminiano sono state usate per l'edificazione della chiesa del Nome di Gesù, di pochi anni successiva all'abbattimento dell'opera del Sansovino.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jules François Lecomte, Venezia, o colpo d'occhio sui monumenti di questa città. Prima versione italiana, Oxford University, 1848.
  • Samuele Romanin, Storia documentata di Venezia, Fuga Editore, 1916.
  • Venezia scomparsa: Volume 2 - Alvise Zorzi - 1972 - Venezia.

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