Chiesa di San Bartolomeo a Scampata

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Chiesa di San Bartolomeo a Scampata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFigline e Incisa Valdarno
Coordinate43°36′34.2″N 11°28′20.36″E / 43.6095°N 11.472323°E43.6095; 11.472323
Religionecattolica di rito romano
TitolareSan Bartolomeo
Diocesi Fiesole
Stile architettonicoromanico

La chiesa di San Bartolomeo a Scampata si trova nei pressi di Figline Valdarno, nel comune di Figline e Incisa Valdarno, in provincia di Firenze.

La chiesa è di origine romanica, come attesta l'iscrizione con la data 1150 che ricorda la consacrazione della chiesa, visibile nella controfacciata[1], costruito sul luogo dove era il castello di "Fighine".[2] Spogliata delle opere che originariamente la adornavano, è stata a lungo abbandonata, nel 2007 la chiesa è stata restaurata da privati che tuttora ne detengono la proprietà.

Il titolo della chiesa è stato ereditato da una chiesa moderna realizzata ai piedi della collina, sulla strada provinciale.[2] A realizzarne i nuovi affreschi e la grande croce lignea è stato chiamato l'artista Elio De Luca. In essa è stata collocata un'importante tavola senese già attribuita ad Ugolino di Nerio (1320 circa), ma da assegnare a Niccolò di Segna.[3] In chiesa è anche un Tabernacolo in pietra quattrocentesco, del 1475, forse su disegno di Bernardo di Stefano Rosselli che era corredato di uno sportellino dipinto con un Cristo morto documentato allo stesso pittore.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Tigler, Precisazioni sull'architettura e la scultura del medioevo, in Arte a Figline, in Dal Maestro della Maddalena a Masaccio, p. 51.
  2. ^ a b La Canonica di San Bartolomeo a Scampata, su caivaldarnosuperiore.it.
  3. ^ Angelo Tartuferi, Arte a Figline. Dal Maestro della Maddalena a Masaccio, in Arte a Figline. Dal Maestro della Maddalena a Masaccio, catalogo della Mostra, p. 70.
  4. ^ Nicoletta Pons, Artisti e committenti a Figline (e dintorni) fra Quattrocento e Cinquecento, in Arte a Figline. Da Paolo Uccello a Vasari, catalogo della mostra, Firenze, 2013, pp. 38-39.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]