Centro AgroAlimentare di Bologna

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Il Centro AgroAlimentare di Bologna (CAAB) è una piattaforma logistico-commerciale e un centro di servizi avanzati dedicato al settore agro-alimentare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Agroalimentare nasce per raccogliere e dare continuità alla tradizione commerciale bolognese, che si sviluppa a partire dal Medioevo grazie alla posizione strategica di Bologna, al centro delle principali vie di comunicazione italiane ed europee.[1]

Nel 1999, per motivi logistici legati alla necessità di espansione dalla storica sede di via Aristotile Fioravanti, il centro si trasferisce nell'attuale sede di via Paolo Canali.

Numeri chiave[modifica | modifica wikitesto]

  • 400 milioni di Euro di fatturato annuo
  • 100 000 analisi chimiche effettuate ogni anno per controlli igienico-sanitario
  • 2000 clienti
  • 200 specie di prodotti ortofrutticoli in vendita ogni anno
  • 290 produttori ortofrutticoli organizzati in cinque cooperative
  • 100 aziende agricole che commercializzano direttamente
  • 19 aziende grossiste
  • 64 paesi esteri fornitori di prodotti

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il CAAB è una società consortile costituita da enti pubblici locali e territoriali, associazioni economiche e di categoria, istituti di credito e operatori del settore, suddivisi secondo le seguenti percentuali[2]:

  • Comune di Bologna (80,04%).
  • Camera di Commercio di Bologna (7,57%).
  • Regione Emilia Romagna (6,12%).
  • Provincia di Bologna (1,54%).
  • Istituti di credito (3,32%).
  • Operatori ortofrutticoli (1,10%).
  • Associazioni economiche di categoria (0,31%).

L'attuale Presidente del CAAB è Andrea Segrè, mentre la Direzione generale è affidata ad Alessandro Bonfiglioli.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il CAAB si estende su un'area di quasi 500.000 m², e comprende diverse strutture:

  • Mercato ortofrutticolo.
  • Piattaforma logistica.
  • Piattaforma surgelati.
  • Aree destinate ai a uffici e servizi.
  • Parcheggi.
  • Punti vendita.
  • Stazione ecologica.

Ecosostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

Il CAAB si propone di trasformare la propria struttura in un impianto completamente ecosostenibile: circa 35.000 pannelli solari ricoprono una superficie pari a 100.000 m², producendo 11.300.000 kWh di energia,[3] un quarto dei quali vengono usati per rendere il CAAB completamente autosufficiente da un punto di vista energetico.
L'energia che non viene utilizzata a questo scopo viene usata per il trasporto eco sostenibile delle merci all'interno del CAAB e tra il CAAB e Bologna.
Altre misure prese per raggiungere la totale ecosostenibilità sono l'utilizzo di lampadine a basso consumo energetico nelle aree di parcheggio e di viabilità, la creazione di un parco educativo e l'installazione dell'impianto fotovoltaico e lo stoccaggio di energia per il consumo notturno.
Il CAAB ha aderito al PAES-Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, promosso dal comune di Bologna.

Controllo della qualità merceologica[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del CAAB è in funzione un sistema di monitoraggio dei rischi igienico-sanitari, attraverso il quale i prodotti delle aziende insediate vengono sottoposti a controlli chimici e microbiologici; sono inoltre presenti un laboratorio AUSL, un ufficio di controllo della qualità merceologica e un ufficio Agecontrol che compiono ispezioni su tutta la merce.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Il CAAB è attivo in molteplici operazioni di divulgazioni che coinvolgono sia l'educazione alimentare sia la formazione professionale nel settore agroalimentare.

EXBO 2015[modifica | modifica wikitesto]

EXBO è un progetto gemello rispetto all'EXPO 2015 dedicato al settore alimentare. Nasce da un'intesa tra i Comuni di Bologna e Milano al fine di facilitare l'integrazione e l'interazione delle attività proposte dai due eventi: EXBO, in particolare, si dedica alla qualità e cultura alimentari e al rispetto del suolo agricolo.

100X100 CAAB[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto 100X100 CAAB determina la nascita di cento orti urbani per cento famiglie bolognesi. Si tratta di parcelle di terreno che il Centro mette a disposizione dei cittadini e degli studenti dell'Università di Bologna a scopi didattici e sperimentali con l'obiettivo di favorire la consapevolezza del “mangiar sano”, lo sviluppo di un'agricoltura ecosostenibile e biologica anche all'interno della città e la formazione di orticoltori urbani. Il progetto vede la partecipazione del Centro Studi e Ricerca su Agricoltura Urbana e Biodiversità del Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna e della AUSL bolognese.

Un Giro al Mercato[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto Un Giro al Mercato[4] è rivolto alle scuole: come le fattorie didattiche, mette a diretto contatto gli alunni con la filiera produttiva dell'agroalimentare per sensibilizzarli su temi quali l'alimentazione e il biologico.

Fabbrica Italiana Contadina[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto Fabbrica Italiana Contadina (F.I.CO.)[5] nasce dalla collaborazione tra CAAB e Eataly e propone la creazione all'interno del CAAB di uno spazio di circa 100.000 m² nel quale verranno esposti i prodotti tipici dell'agroalimentare italiano per creare un percorso museale, gustativo, economico e didattico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Centro Agro Alimentare, CAAB – Centro Agro Alimentare Bologna. URL consultato il 14 maggio 2017.
    «La tradizione mercatale di Bologna risale al Medioevo».
  2. ^ Caab – Struttura Societaria
  3. ^ C.A.A.B.: a Bologna il centro agroalimentare sostenibile con zero sperchi (sic), Virtuousitaly, 10 febbraio 2013. URL consultato il 14 maggio 2017.
  4. ^ (EN) Un giro al mercato, CAAB – Centro Agro Alimentare Bologna. URL consultato il 14 maggio 2017.
  5. ^ La Fabbrica Italiana COntadina è realtà | Iperbole

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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