Casa Machiavelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°40′57.59″N 11°11′51.01″E / 43.682664°N 11.197503°E43.682664; 11.197503

Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo edificio di Firenze, vedi Albergaccio (Firenze).
Casa Machiavelli
La lapide

Casa Machiavelli o, come è universalmente conosciuta, l'Albergaccio fu la dimora di Niccolò Machiavelli durante l'esilio ed è situata in località Sant'Andrea in Percussina, nel comune di San Casciano in Val di Pesa.

L'Albergaccio[modifica | modifica wikitesto]

Niccolò Machiavelli (1469 - 1527) segretario della Repubblica fiorentina negli anni che vanno dal 1498 al 1512, è una delle figure più grandi ed interessanti del Rinascimento. Scrittore vario e colto, riservò i suoi interessi soprattutto alla politica, che, primo fra tutti, considerò una scienza a sé stante.

La Casa di S. Andrea in Percussina apparteneva insieme a diversi poderi alla famiglia dello Scrittore.

Qui egli si rifugiò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512, quando in città ritornarono i Medici. La fattoria, con l'annessa osteria dell'Albergaccio, è descritta in una delle sue più famose lettere, quella indirizzata all'amico Francesco Vettori e datata 10 dicembre 1513. Nella lettera viene descritta la sua giornata fra le occupazioni che gli derivano dalla conduzione delle sue proprietà e le serate trascorse all'osteria a giocare a tric-trac con l'oste ed un macellaio del luogo. Ma la notte egli si ritira nella sua biblioteca e trascorre le ore leggendo i classici, che gli hanno ispirato un libretto, scritto di getto in pochi mesi, ed intitolato De Principatibus: il Principe, l'opera alla quale deve la sua fama.

Dopo la sua morte la casa passò agli eredi e sempre in linea ereditaria venne alla nobile famiglia fiorentina dei Serristori. Da pochi anni appartiene al Gruppo Italiano Vini che qui ha alcuni dei suoi vigneti e che l'ha restaurata in modo accurato. Si possono visitare gli ambienti della villa, le cantine e, attraverso un passaggio sotterraneo, entrare nell'osteria descritta dallo stesso Machiavelli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Carocci, Il Comune di San Casciano Val di Pesa, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1892.
  • Torquato Guarducci, Guida Illustrata della Valdipesa, San Casciano in Val di Pesa, Fratelli Stianti editori, 1904.
  • Franco Lumachi, Guida di Sancasciano Val di Pesa, Milano, Pleion, 1960.
  • Gaspero Righini, Il Chianti Classico. Note e memorie storico- artistiche-letterari, Pisa, 1972.
  • Alessandro Conti, I dintorni di Firenze: arte, storia, paesaggio, Firenze, La Casa Usher, 1983.
  • Giovanni Brachetti Montorselli, Italo Moretti, Renato Stopani, Le strade del Chianti Classico Gallo Nero, Firenze, Bonechi, 1984.
  • Piero Bargellini, Otello Pampaloni, San Casciano, un paese nel Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Comune di San Casciano, 1985.
  • Gian Bruno Ravenni, Firenze fuori le mura. Da Firenze verso il Chianti, il Mugello, la Valdelsa, il Montalbano, Firenze, Giunti editore, 1993.
  • Italo Moretti, Vieri Favini, Aldo Favini, San Casciano, Firenze, Loggia De' Lanzi, 1994, ISBN 978-88-8105-010-9.
  • AA. VV., Firenze, Milano, Touring Club Italiano, 2001, ISBN 88-365-1932-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]