Canale dei Navicelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°38′26.08″N 10°21′15.69″E / 43.640579°N 10.354357°E43.640579; 10.354357

Tratto iniziale del canale dei Navicelli a Livorno

Il canale dei Navicelli è un canale realizzato fra il 1563 e il 1575 che collega Pisa con il porto di Livorno. Prende il nome dai cosiddetti navicelli, caratteristiche imbarcazioni toscane di modeste dimensioni, utilizzate per il trasporto di merci provenienti dalla pianura pisana, dal lago di Bientina e dall'area di Empoli, essendo l'Arno al tempo navigabile fino a porto di Mezzo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il "Sostegno" del canale dei Navicelli a Pisa

Nel XVI secolo la foce dell'Arno era paludosa e interessata da forti correnti. Per tale ragione, oltre l'esigenza di collegare il nuovo porto di Livorno con la capitale Firenze per via fluviale, durante il regno di Cosimo I de' Medici fu progettato e realizzato il canale fra la porta a Mare di Pisa (di fronte al bastione Stampace e sulla riva opposta dell'Arno rispetto agli arsenali presenti nella Cittadella) e la Fortezza Vecchia di Livorno, seguendo un percorso più volte modificato e che, definitivamente rettificato tra il 1920 e il 1938, ha assunto un andamento prevalentemente rettilineo, benché sussistano ancora alcuni tratti dismessi dell'antico percorso del XVI secolo. Progettato nel 1541, nel 1563 arrivava fino a San Piero a Grado e negli anni 1574-75 fu completato il suo tracciato fino a Livorno. La sua escavazione costò solo 5.000 scudi. Fu aperto al traffico fluviale nel 1603; aveva una lunghezza di 22 km, 18 m di larghezza ed una profondità di 1,50 m.

I punti di accesso al canale erano sia a Pisa che a Livorno: la darsena di Pisa era caratterizzata da una costruzione detta "sostegno", più volte oggetto di ampliamenti; a Livorno, il canale fu dapprima collocato all'esterno delle fortificazioni e nel XVII secolo venne inglobato nel quartiere della Venezia Nuova, subendo alcune modifiche per la presenza delle vicine strutture militari. Il tratto finale fu poi deviato nel fosso della Fortezza Nuova nei pressi del cosiddetto "Pontino", che darà poi il nome al quartiere che si svilupperà nei paraggi. Sempre a Livorno, nella prima metà dell'Ottocento fu costruito l'imponente edificio della Dogana d'acqua, una barriera di controllo per i navicelli che entravano nel porto franco labronico, in origine circondata da due vaste darsene[1].

Nel XX secolo furono realizzati tre ponti girevoli: due stradali nella frazione di Tombolo e nell'area portuale livornese e uno ferroviario tra Livorno e Calambrone, interessato dal traffico della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno.

Tutt'oggi il canale risulta navigabile. Le principali modifiche sono state apportate a Livorno, dove la realizzazione del canale Scolmatore dell'Arno ha imposto una nuova foce in quest'ultimo prima di entrare nel porto vero e proprio, e a Pisa dove, in corrispondenza dell'attuale porto canale di Pisa (a vocazione mercantile), è stato costruito un nuovo incile, spostato più a sud rispetto alla Darsena Pisana che è stata interrata alla fine del XX secolo, mentre un lungo tratto è stato interrato a Livorno nel quartiere di Torretta per lasciare spazio a un ampio rettilineo stradale, con conseguente deviazione del canale in porto.

Il canale oggi[modifica | modifica sorgente]

Il canale a Livorno, nei pressi della Dogana d'acqua

Attualmente il canale, ferma restando la sorveglianza da parte dell'Ufficio dei fiumi e fossi, è gestito dalla società pubblica Navicelli S.p.A., che si occupa di curare la logistica relativa ai diversi insediamenti industriali presenti e dello sviluppo del canale stesso.[2]

A breve termine è prevista la riapertura del collegamento Arno-canale, sì da rendere nuovamente possibile la navigazione per le imbarcazioni (anche da diporto) provenienti dal fiume.[3] Parallelamente, è in corso un'attività di recupero dell'antico Sostegno di Pisa, la cui area è stata, in parte, recentemente liberata dai detriti che la ricoprivano. Da più parti è stata auspicata la totale riapertura del tratto "storico" pisano, il cui recupero rappresenta un'ipotesi di grande interesse storico-ambientale, grazie anche alla possibilità di istituire un servizio di battelli turistici sul modello di molte città europee.

Dal lato livornese, i programmi della pubblica amministrazione prevedono il ripristino di una parte dello spazio acqueo interno alle mura, di fronte all'ex caserma Lamarmora con l'escavazione delle due darsene preesistenti, e dell'ultimo tratto del canale, interrato alla fine del XIX secolo, in piazza del Luogo Pio (quartiere della Venezia Nuova).

Il vecchio canale dei Navicelli, oggi classificato idrovia, è largo 35 metri ed ha un pescaggio di 3,50 metri ( calcolato mediomare ), per cui possono navigare natanti fluviomarittimi con stazza fino a 1.200 tonnellate, lunghezza massima di 90 metri, pescaggio fino a 2,60 metri e velocità non superiore a 6 nodi.

Ha un andamento rettilineo per 6 miglia nautiche, da Pisa alla curva del scolmatore dell'Arno, al quale si affianca piegando ad angolo retto verso il mare, per poi confluire nello stesso canale tra Calambrone e il porto di Livorno. L'accesso al mare per i natanti avviene proprio attraverso il porto labronico, lambendo quindi le banchine della Darsena Toscana e l'antica torre del Marzocco. Dal porto, presso la centrale termoelettrica Marzocco, il canale arriva alla Dogana d'acqua, entrando nel centro di Livorno: questo tratto è navigabile soltanto per le piccole imbarcazioni da diporto.

Tra Pisa e Livorno, lungo le sponde del canale, insistono inoltre alcuni cantieri navali e di grossa carpenteria metallica che, grazie alla vicinanza della via d'acqua, possono trasportare i grossi manufatti (serbatoi-distillatori) fino al porto di Livorno. I diversi orientamenti da parte delle amministrazioni pubbliche hanno fatto sì che cessasse qualsiasi attività mercantile a favore dello sviluppo della cantieristica per la nautica da diporto.

Il canale dei Navicelli riveste inoltre una notevole importanza strategica militare, per il fatto di attraversare la base militare di Camp Darby, a Tombolo, costituendo una componente determinante per i traffici della base.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Dogana d'acqua fu gravemente danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale e oggi i pochi resti rimasti sono abbandonati all'ombra di magazzini industriali. Le due darsene sono state interrate.
  2. ^ Con la legge regionale n. 37 del 1982 la Regione Toscana passò l'intera infrastruttura al Comune di Pisa che, per rendere agevole l'utilizzo della stessa, costituì la società Navicelli S.p.A. con maggioranza a capitale pubblico.
  3. ^ [1], [2], [3]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Livorno e Pisa: due città e un territorio nella politica dei Medici, Pisa, Nistri-Lischi, Pacini, 1980, pp. 58-61.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]