Torre del Marzocco

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Torre del Marzocco
Torre del Marzocco, Livorno 3.jpg
Veduta della torre
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàLivorno
Indirizzoarea portuale
Coordinate43°33′58.81″N 10°18′14.35″E / 43.566337°N 10.303985°E43.566337; 10.303985Coordinate: 43°33′58.81″N 10°18′14.35″E / 43.566337°N 10.303985°E43.566337; 10.303985
Informazioni generali
Condizionichiusa al pubblico
CostruzioneXV secolo
Stilearchitettura rinascimentale
Usomilitare
Altezza54 m
Realizzazione
Architettoattribuzione incerta
La Torre del Marzocco nel XIX secolo

La Torre del Marzocco è un'antica torre d'avvistamento risalente al XV secolo e che si innalza a Livorno, all'interno delle aree portuali situate a nord della città.

Essa deve il suo nome alla presenza del "marzocco", il leone rampante simbolo della Repubblica di Firenze; il leone, raffigurato in una banderuola bronzea posta alla sommità della cuspide, andò perduto in mare nel 1737, quando fu rovinosamente colpito da un fulmine.

Odoardo Warren a metà del Settecento, nella sua relazione delle fortificazioni toscane, la definisce la più bella torre delle coste italiane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca medioevale l'area del Marzocco era parte di Porto Pisano, lo scalo portuale della Repubblica di Pisa, attivo sin dall'epoca romana (Sinus pisanus)[1]. Decaduta Pisa e con essa il suo porto, nel 1421 la Repubblica di Firenze ottenne il pieno controllo sul Castello di Livorno, il piccolo villaggio situato in una cala a sud di Porto Pisano.

La Torre del Marzocco rappresenta la prima grande opera realizzata dal governo fiorentino a Livorno e fu costruita sulle rovine della Vermiglia; alcuni ne attestano la costruzione attorno alla metà del XV secolo,[2] mentre per altri fu edificata a partire dal 1423 sulle rovine di una torre d'epoca pisana.[3]

Ancora più incerto è il nome del progettista: in passato è stato caldeggiato il nome di Filippo Brunelleschi, ma persino l'attribuzione più comune a Lorenzo Ghiberti è stata recentemente messa in discussione. Negli ultimi anni è stata avanzata la suggestiva ipotesi che il disegno della torre sia opera di Leon Battista Alberti, uno dei massimi architetti del Rinascimento, che potrebbe aver lavorato alla torre labronica tra il 1457 ed il 1464.[4]

Successivamente, nel 1535, il duca Alessandro de' Medici fece costruire un fortilizio alla base del Marzocco per sistemarvi l'artiglieria. La torre, restaurata dopo il 1737 quando un fulmine ne danneggiò la sommità, nei primi decenni del Novecento è stata inglobata nelle crescenti strutture del porto labronico.[5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ballatoio alla sommità

Di forma ottagonale, la torre si innalza su un basamento a tronco di piramide ed è chiusa alla sommità da un ballatoio aggettante (sorretto da una teoria di mensole) e da una copertura a cuspide.[6]

La costruzione, alta circa 54 metri, ha un perimetro del fusto di 12 metri; è rivestita completamente in marmo bianco dei Monti Pisani e su ciascuno degli otto spigoli reca impresso il nome del vento ad esso corrispondente (Mezzodì, Iscilocho, Levante, Grecho, Tramontana, Maestro, Ponente, Gherbino). Sotto i ponti dei beccatelli dell'ultimo piano sono scolpiti i quattro emblemi fiorentini: il giglio, la croce del popolo, il leone marzocco della repubblica, il drago ghibellino sotto gli artigli dell'aquila guelfa. Su ognuno degli otto lati si presenta solo una piccola finestra per piano, lasciando la totale vigilanza esterna su 360° all'ultimo piano, coperto dalla galleria perimetrale oggi scomparsa. Nel pavimento della galleria vi sono delle aperture circolari fornite di chiusini in pietra ad uso di piombatoie o caditoie con le quali era possibile colpire con pietre o palle lapidee chi si avvicinasse con intenzioni ostili al piede della torre.

Alla torre si accedeva, mediante un ponte levatoio posto all'altezza del primo piano e collegato ad una scala esterna, distaccata dalla facciata con una torretta isolata, e successivamente da una piccola porticciola posta sul lato meridionale, dalla quale si sale per una ripida e stretta scala in mattoni al primo piano. All'interno conta di sette piani fuori terra ed è presente nelle fondamenta una cisterna per la raccolta dell'acqua pluviale che, scorrendo lungo le lisce pareti marmoree, veniva raccolta nel cordolo di marmo posto tra il fusto e il basamento a scarpa, dove un piccolo condotto la scaricava nel serbatoio sottostante.

Il fortino mediceo è successivo e la circonda con un andamento irregolare, seguendo la linea degli scogli del tempo, essendo allora la torre isolata dalla costa. Vi si accedeva solo per mare tramite un piccolo molo con scalo posto sul lato nord-est; all'interno del fortino si trovavano alcune costruzioni basse che venivano utilizzate come casotto della polvere, stanze del comandante, forno, corpo di guardia ed un vasto magazzino posto sotto il bastioncino meridionale sulla cui copertura era posta una batteria di spingarde. La piccola guarnigione era armata con sei cannoni, quattro spingarde e vari fucili e munizioni.

Sui lati nord-nordovest della torre si vedono ancora scolpiti stemmi ed iscrizioni che ricordano i vari comandanti del presidio. Dal ballatoio sulla sommità nei giorni di maggiore visibilità si gode un panorama a 360° che abbraccia da Viareggio a Pisa, nell'interno fino a Cascina, le colline livornesi e verso sud fino all'Elba con le altre isole.

Spigolo rivolto a tramontana

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La critica ha osservato per la Torre del Marzocco una possibile derivazione dalla celebre Torre dei Venti di Atene, un edificio a pianta ottagonale dell'antica Grecia caratterizzato da immagini in rilievo delle divinità corrispondenti agli otto venti. Questa affinità testimonierebbe quindi l'elevato grado di cultura del progettista, profondo conoscitore della cultura ellenica e probabilmente tra i maggiori architetti dell'epoca. La "torre dei venti" greca ha le facciate corrispondenti ai venti, mentre la torre del Marzocco ha gli spigoli corrispondenti ai venti.

La Torre del Marzocco nel Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni venti del Novecento, le acque antistanti la Torre del Marzocco, tra Calambrone e la Fortezza Vecchia, sono state teatro della battaglia navale del film Ben Hur (1925).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Su alcune secche antistanti l'ingresso dell'allora porto, era stata eretta dai pisani, dopo la battaglia della Meloria la torre Vermiglia
  2. ^ P. Vigo, Livorno. Aspetti storici - artistici, Bergamo 1915, p.38.
  3. ^ G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903, p. 442.
  4. ^ L'acqua torna sotto la Torre. Via al restauro dell'antico Marzocco, da Il Tirreno del 9 febbraio 2003.
  5. ^ Prima dell'ampliamento del porto, la Torre del Marzocco era isolata in mezzo al mare e la zona ospitava stabilimenti balneari sabbiosi.
  6. ^ L'originale copertura risultava assai più elevata ed ampia, coprendo con una galleria lignea anche il ballatoio aggettante all'esterno; la forma attuale del tetto è dovuta al restauro successivo al 1737.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903.
  • P. Vigo, Livorno. Aspetti storici - artistici, Bergamo 1915.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]