Bike trial

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Atleta impegnato in una gara di Bike trial
Il britannico Joe Oakley riceve una penalità per aver poggiato il piede a terra

Il Trial e il biketrial (nella versione non-UCI) sono sport ciclistici in cui l'atleta deve affrontare un percorso a ostacoli senza poggiare a terra i piedi[1][2].

Storia [2][modifica | modifica wikitesto]

I primi tentativi di fare "trial in bicicletta" avvennero nella seconda metà degli anni '70 tra Belgio e Germania tra i piloti motociclisti nei Paddock del Campionato mondiale di trial. L'inventore del regolamento e creatore della prima bicicletta da trial fu lo spagnolo Pere Pi, che all'epoca era sviluppatore delle motociclette da trial Montesa. La prima bicicletta prodotta ufficialmente per il trial fu la Montesa T15, progettata e realizzata nel 1977. Originariamente Pi decise di chiamare questo sport "Trialsín" a significare "Trial senza" in quanto fatto in assenza di motore[3]. Questo nuovo sport venne riconosciuto dalla Federciclismo spagnola (RFEC) nel 1981.

A partire dal 1985 l'Unione Ciclistica Internazionale introdusse e patrocinò una disciplina del tutto simile che prese il nome di trial (o bicycle trials o trials). I primi campionati del mondo si svolsero nel 1986, su bici con ruote da 20", e videro la vittoria del belga Daniel Crosset nella gara Senior e della Spagna nella classifica per nazioni[4]. In questa disciplina si imposero ben presto a livello mondiale gli specialisti spagnoli, e fra essi il figlio di Pere Pi, Ot Pi.

Nel 1991, a seguito di disaccordi con l'UCI, nacque la BIU (Biketrial International Union) a opera del cecoslovacco Josef Dressler, primo presidente della Federazione autonoma; la BIU registrò una nuova disciplina, il Biketrial[5]. Trial UCI e Biketrial BIU differiscono tra di loro per la modalità di conteggio delle penalità e per altre piccole differenze: in particolare, nel Biketrial è consentito toccare il suolo o l'ostacolo con alcune parti della bicicletta (come la piastra para colpi), nel trial UCI questo comporta invece una penalità uguale al piede a terra.

Nel 1995 vengono introdotte le competizioni mondiali UCI di trial su biciclette con ruote da 26", anche note come "mountain bike trial", che affiancano quelle storiche su biciclette da 20".

Biciclette [1][2][modifica | modifica wikitesto]

Bike trial da 20", è possibile vedere la forma del telaio e la protezione inferiore della corona presente sullo stesso

Esistono due principali tipi di biciclette utilizzate in questo sport, conosciute come 20" e 26", numeri riferiti al diametro del cerchio. Dotate di struttura in alluminio e/o titanio, sono caratterizzate da freni molto potenti, a pattino o a disco idraulico, con pinze ad un solo pistone, e alleggerite da cerchi forati. Il rocchetto posteriore è singolo, fissato alla ruota, mentre quello centrale è a ruota libera. Il sottocoppa, detto anche più semplicemente piastra, protegge la corona e tutto il movimento centrale e serve anche ad agganciare ostacoli abbastanza alti.

Nella bicicletta da trial non è presente la sella, oppure se è presente (nelle versioni ad uso misto trial-stradale) è particolarmente piccola. La ruota posteriore è da almeno 2,5 pollici di larghezza, con gomme formate da un miscela un po' più morbida rispetto a quelle normali, per mantenere una maggiore stabilità, per attutire meglio gli impatti scendendo da muri, alberi e rocce e avere maggiore attrito sul suolo. La ruota anteriore è invece da 2 pollici, per favorire la leggerezza e la stabilità in palleggio sulla ruota posteriore. Il manubrio è molto largo e ha una forma semi inarcata per mantenere controllo sulla bici e permetterne una buona manovrabilità.

Il peso di una 20" professionale si aggira sugli 8,7 kg, mentre quello di una 26" sui 10,3 kg circa, ed è molto influenzato dalla componentistica adottata, che contribuisce anche a determinarne la qualità e il costo del mezzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Biketrial, su trialmap.it. URL consultato il 27 maggio 2016.
  2. ^ a b c Alberto Limatore, Tecniche & tricks per mountain bike e biketrial, Ediciclo Editore, 2002, ISBN 88-85318-78-9.
  3. ^ A Rieti si apre il Campionato Italiano Bike Trial Uisp 2015., su Uisp - Unione Italiana Sport Per tutti. URL consultato il May 27, 2016.
  4. ^ (EN) UCI Trials World Championships 1986-2017 (PDF), su uci.ch. URL consultato il 14 agosto 2018.
  5. ^ Mototrial.it Il primo sito italiano dedicato al TRIAL, su Mototrial.it. URL consultato il May 27, 2016.

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