Big Red

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Big Red è la mascotte della Western Kentucky University. È stata creata nel 1979 dallo studente Ralph Carey.

Big Red ha fatto il suo debutto ufficiale nella stagione 1979-1980 del campionato di pallacanestro ed è famoso non solo nel Kentucky ma in tutti gli Stati Uniti. Per tre volte gli è stato assegnato il premio "Key to Spirit", dedicato alle mascotte delle squadre durante le gare della "Universal Cheerleading Association". È stato anche impiegato dalla rete televisiva ESPN per spot pubblicitari di successo.

Nel 2003 la Western Kentucky University dopo una segnalazione di Osservatorio Antiplagio, fondato dal prof. Giovanni Panunzio, ha fatto causa a Mediaset-RTI e a Giochi Preziosi per 250 milioni di dollari, sostenendo che il pupazzo del Gabibbo fosse copiato dalla mascotte dell'Università.

La causa, portata avanti dalla Crossland Enterprises, la società americana che detiene i diritti di "Big Red", congiuntamente con Adfra, la società italiana sublicenziataria oggi fallita, si è conclusa con la sentenza di terzo grado emessa dalla Corte di Cassazione prima sezione civile, con sentenza n°503 depositata in data 11 gennaio 2017. La Corte ha confermato il giudizio del tribunale di primo e secondo grado, rigettando l'impugnazione. Inoltre, ha condannato gli appellanti a rimborsare le spese, confermando così che il Gabibbo non è un plagio. Ha commentato Ricci: «Il Gabibbo rappresenta il populismo, la pancia, non parla: rutta. Vuol significare che in Tv qualunque banale pupazzo, se bercia o arringa moraleggiando, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità. Condannarlo per la voluta banalità delle sue forme, che lo rendono simile a decine e decine di altri pupazzi infantili dalla bocca larga, sarebbe stata una vera e propria assurdità».

Inoltre, il 6 aprile 2012, "Striscia la notizia" aveva informato i telespettatori (video) che in un altro procedimento il Tribunale di Milano aveva ravvisato invece uno sviluppo evolutivo da parte del Gabibbo e quindi un plagio nei confronti della mascotte disegnata da Ralph Carey nel 1979, l'ex studente americano che aveva ideato Big Red. Mediaset - che avrebbe dovuto risarcire Ralph Carey (l'importo non era stato quantificato) - ha fatto ricorso urgente, chiedendo e ottenendo la sospensione del pagamento in attesa del processo d'appello.

Con sentenza del 9 gennaio 2014, la Corte d'Appello di Milano ha riformato la sentenza di primo grado e ha respinto le richieste di Ralph Carey, accogliendo in toto la linea difensiva di Antonio Ricci, Copy, Rti e Mediaset.

Con sentenza del 6 giugno 2018, la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di Appello che escludeva il "plagio semplice" e la contraffazione per quanto riguarda il Gabibbo ma ha rinviato il caso alla Corte d'Appello di Milano affinché valuti il Gabibbo sotto il profilo del cosiddetto "plagio evolutivo".[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Sentenza della Cassazione - I sez. civile - 06.06.2018 (PDF), su italgiure.giustizia.it.