Bernardo Celentano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Il Tasso infermo a Bisaccia, olio su tela, 90x195 cm, 1863, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

Bernardo Celentano (Napoli, 23 febbraio 1835Roma, 28 luglio 1863) è stato un pittore italiano, esponente del verismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo primo maestro fu Luigi Stabile; successivamente frequentò l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ebbe per maestro Giuseppe Mancinelli, artista legato alla tradizione accademica. Prima del 1860 si stabilì a Roma, dove svolse un'intensa, ma breve attività artistica, anche con dipinti a soggetto sacro.

Insieme a Domenico Morelli, di cui era amico, e a Filippo Palizzi, fu animatore del movimento di un rinnovamento artistico verso un verismo e in contrasto con le rigide regole accademiche, che è conosciuto come Scuola di Resìna. Espose soggetti storici a Napoli, a Roma e a Firenze. Fu sepolto nella Chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo, in Roma.

La sua opera più celebre, Il Consiglio dei Dieci, si trova nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Alla Galleria dell'Accademia (Napoli) si conservano diciassette sue opere, tra oli, disegni, bozzetti e studi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Galleria dell'Accademia,  pp. 105-106.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Biancale, Bernardo Celentano: Napoli 1835 - Roma 1863, Roma, Palombi, 193?.
  • Luigi Celentano, Bernardo Celentano: due settennii nella pittura. Notizie e lettere intime pubblicate nel ventesimo anniversario della sua morte dal fratello Luigi., Roma, Tipografia Bodoniana, 1883.
  • Silvestra Bietoletti, Michele Dantini, L'Ottocento italiano, Giunti.
  • Anna Caputi, Raffaello Causa, Raffaele Mormone (a cura di), La Galleria dell'Accademia di Belle Arti in Napoli, Napoli, Banco di Napoli, 1971, SBN IT\ICCU\NAP\0178087.
  • Elena di Majo e Matteo Lafranconi (a cura di), Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Le collezioni: Il XIX secolo, Electa, 2006, pp. 82, 204, 217.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN47034880 · ISNI (EN0000 0000 6629 9173 · SBN IT\ICCU\SBLV\313587 · LCCN (ENnr90012218 · GND (DE138489726 · BNF (FRcb14971384n (data) · ULAN (EN500021551 · BAV ADV10123352