Battaglia di Poitiers (1356)

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Battaglia di Poitiers
Battle-poitiers(1356).jpg
La battaglia di Poitiers
Data 19 settembre 1356
Luogo Vicino Maupertuis,
3 km a sud di Poitiers
Esito Vittoria decisiva inglese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
1.000 arcieri[1]
6.000 fanti[1]
3.000 balestrieri[1]
500 cavalieri[1]
17.000 fanti[1]
Perdite
Qualche centinaio tra morti e feriti 2.500 tra morti e feriti[1] 2.000 prigionieri
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La Battaglia di Poitiers è stato uno dei principali scontri della Guerra dei cent'anni tra l'Inghilterra e la Francia. La battaglia fu combattuta il 19 settembre 1356 presso la località di Poitiers, Francia, dalla quale la battaglia prende il nome.

Contesto iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo di Woodstock, principe del Galles e primogenito di Edoardo III, assemblò una "chevauchée" l'8 agosto 1356. Ordinò assalti verso nord dalla base inglese in Aquitania, cercando di spingere le sue truppe fino alla Francia centrale depredando i territori per cui passarono. Il suo esercito incontra poca resistenza e rade al suolo diversi paesi sfruttando le risorse economiche e gli approvvigionamenti dei locali, fino a raggiungere il fiume Loira a Tours. I soldati non riuscirono ad espugnare il castello né a bruciare la città a causa di un violento nubifragio: questo ritardo permise a Giovanni II di cercare di fermare l'esercito di Edoardo. Il re,che aveva assediato Breteuil in Normandia, organizzò il suo esercito a Chartres, a nord di Tours, scartando 15,000–20,000 dei suoi fantini "peggiori" per migliorare la velocità della sua armata.

Negoziazioni precedenti la battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Ci furono negoziazioni prima della Battaglia di Poitiers registrate negli scritti di Sir John Chandos, che riporta i momenti finali di un incontro tra le use parti con lo scopo di evitare il conflitto sanguinoso di Poitiers. La straordinaria narrazione avvenne proprio prima della battaglia:

Versione Originale Traduzione
Then said the prophetic words of Geoffroi de Charny:

'Lords,' quoth he, 'since so it is that this treaty pleases you no more,

I make offer that we fight you, a hundred against a hundred,

choosing each one from his own side; and know well,

whichever hundred be discomfited, all the others, know for sure,

shall quit this field and let the quarrel be. I think that it will be best so,

and that God will be gracious to us if the battle be avoided in which

so many valiant men will be slain.

E poi dissero le parole profetiche di Goffredo di Charny:

'Signori' si pronunciò, 'siccome questo trattato non vi fa più comodo,

vi offro di combattere con noi, centinaia contro centinaia,

scegliendo ciascun (soldato) dal proprio lato; e sappiate bene,

qualunque sarà la centinaia che verrà sconfitta, tutti gli altri, di sicuro,

dovranno uscire da questo campo e accettare il risultato. Io penso che sia meglio così,

e che Dio ci aiuti ad evitare la battaglia in cui

così tanti uomini valorosi periranno.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Gli scontri ebbero inizio intorno alle otto del mattino. Da principio gli inglesi simularono un cedimento della loro ala destra e ciò provocò una carica affrettata dei cavalieri francesi contro gli arcieri inglesi. Questa era la reazione che gli inglesi si aspettavano e attaccarono prontamente il nemico, specialmente i cavalli, con una pioggia di frecce. I risultati furono devastanti e provarono ancora una volta che gli attacchi di cavalleria pesante avevano fatto il loro tempo. L'attacco dei cavalieri francesi era seguito dalla fanteria del Delfino, che incominciò a combattere ma fu poi costretta a ritirarsi per ricompattarsi.

La successiva ondata di fanteria (quella del duca di Orleans), vedendo che gli uomini del Delfino non stavano attaccando, si voltò indietro e fu presa dal panico. Rimasero quindi solo le forze comandate dal re stesso.
Queste costituivano una formidabile forza d'assalto, e gli inglesi avevano terminato le frecce: gli arcieri affiancarono la fanteria nella battaglia e molti, in entrambi i gruppi, recuperarono dei cavalli per formare un'improvvisata cavalleria. Il combattimento fu duro, ma il Principe nero aveva nascosto nel bosco una riserva mobile che fu in grado di aggirare ed attaccare i francesi sul fianco e nelle retrovie.

L'esito finale[modifica | modifica wikitesto]

I francesi cercarono la fuga per evitare un probabile accerchiamento. Re Giovanni II, detto il buono, fu catturato insieme ai suoi più stretti collaboratori. Durante lo scontro era morto il suo portabandiera Goffredo di Charny, il perfetto cavaliere. Il risultato fu una sconfitta decisiva per i francesi, non solo in termini militari, ma anche economicamente: la Francia fu costretta a pagare un riscatto equivalente al doppio delle entrate annuali del paese per riavere indietro il suo re.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Bryan Perrett, The Battle Book, London, Arms and Armour Press, 1992, p. 237. ISBN 1-85409-328-2.

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Bibliografia e collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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