Attacco chimico di Halabja

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Attacco chimico di Halabja
Family Graves for Victims of 1988 Chemical Attack - Halabja - Kurdistan - Iraq.jpg
Cimitero eretto in ricordo delle vittime dell'attacco chimico di halabja
TipoAttacco chimico
Data16 marzo 1988
LuogoHalabja
StatoIraq Iraq
Coordinate35°11′N 45°59′E / 35.183333°N 45.983333°E35.183333; 45.983333Coordinate: 35°11′N 45°59′E / 35.183333°N 45.983333°E35.183333; 45.983333
ObiettivoCurdi iracheni
ResponsabiliEsercito iracheno
Ali Hassan al-Majid
Motivazionebassa determinazione della popolazione nel contrastare l'avanzata iraniana
Conseguenze
Mortitra 5000 e 100.000 morti

L'Attacco chimico di Halabja (in curdo: Kîmyabarana Helebce) avvenne il 16 marzo 1988, durante la guerra Iran-Iraq. Armi chimiche furono utilizzate dall'esercito iracheno nella città di Halabja nel kurdistan iracheno[1]. L'attacco era parte della Campagna Al-Anfal portata avanti nel Kurdistan e, allo stesso tempo, del tentativo dell'esercito iracheno di rispondere all'Operazione iraniana Zafar 7. L'attacco venne portato avanti 48 ore dopo la conquista iraniana della città; un'indagine medica delle Nazioni Unite ha concluso che venne utilizzato Gas iprite insieme ad agenti nervini non identificati.[2]

L'operazione vide il più ampio utilizzo di armi chimiche contro la popolazione civile della storia della regione[3] e uccise tra le 3.200 e le 5.000 persone e ne ferì tra le 7.000 e le 10.000, la maggior parte delle quali civili[4][5] I primi risultati dell'attacco per i sopravvissuti furono un aumento dei casi di cancro e delle malattie congenite.[6]

L'attacco di Halabja è stato definito dal Supremo Tribunale per l'Iraq un genocidio perpetrato nei confronti della popolazione kurda da parte del regime di Saddam Hussein.[7] L'attacco venne condannato come crimine contro l'umanità anche dal Parlamento del Canada.[8] Tra il 2007 ed il 2008 vennero processati per crimini contro l'umanità vari gerarchi del regime di Saddam Hussein (ma non quest'ultimo, all'epoca già impiccato per altri crimini), tra cui il comandante militare delle operazioni, Ali Hassan Abd al-Majid al-Tikritieh, che venne condannato a morte, sentenza eseguita il 25 gennaio 2010.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Genocidio dell'Anfal.

Nell'area nord dell'Iraq si registrarono molti disordini durante le prime fasi della Guerra Iran-Iraq; il Partito Democratico del Kurdistan e il Partito Patriottico del Kurdistan unirono le forze, sostenuti dall'Iran, nel 1982 e nel 1983. Nel 1985 il regime di Saddam Hussein decise di eliminare le sacche di resistenza nel nord e di attaccare in tutti i modi le forze peshmerga, anche mediante azioni indiscriminate verso i civili e con le armi chimiche. Gli eventi di Halabja furono parte degli sforzi iracheni di contrattaccare le forze kurde e iraniane nell'ultima fase dell'Operazione Zafar 7.

Attacco chimico[modifica | modifica wikitesto]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kinsley, Susan. Whatever Happened To The Iraqi Kurds?, Human Rights Watch, 11 March 1991
  2. ^ Hiltermann, Joost R. (2007). A Poisonous Affair: America, Iraq, and the Gassing of Halabja. Cambridge University Press. p. 195. ISBN 9780521876865
  3. ^ Chemical Weapons Programs – Iraq Special Weapons Facilities". Federation of American Scientists. 14 dicembre 2017
  4. ^ Max van der Stole, Excerpts from the Report of the United Nations Special Rapporteur on the Violation of Human Rights in Iraq, World Affairs, Vol. 155, No. 1 (Summer 1992), pp. 45-46.
  5. ^ "Halabja, the massacre the West tried to ignore". The Times. Archivio, originale del 28 gennaio 2010. Recuperato il 28 agosto 2013.
  6. ^ Kurds look back with fear BBC News di lunedì 22 luglio 2002
  7. ^ 1988 Kurdish massacre labeled genocide United Press International 8 marzo 2010
  8. ^ House adopts Karygiannis Motion on Halabja Gassing as a Crime Against Humanity 16 marzo 2010

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