Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans

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Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans
Site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans
Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans.JPG
CiviltàSalassi
UtilizzoParco archeologico e museo
EpocaPreistoria
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneValle d'Aosta Valle d'Aosta
Amministrazione
EnteRegione autonoma Valle d'Aosta
VisitabileIl sito principale è visitabile, ulteriori sezioni verranno aperte successivamente
Sito webwww.regione.vda.it

L'Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans (in francese, Site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans) è un sito archeologico di capitale rilevanza per lo studio e la conoscenza della preistoria europea, situato ad Aosta, nel quartiere di Saint-Martin-de-Corléans.

Il sito, rinvenuto nel 1969, durante i lavori per l’edificazione di alcuni condomini, a circa 6 metri di profondità rispetto all'attuale piano urbano, copre un'area di 10.000 metri quadrati.

I 6.000 anni di frequentazione dell’area, sono testimoniati da arature cultuali, pozzi rituali, allineamenti orientati di fori di pali lignei e di stele antropomorfe, sepolture dolmeniche e a cista. Il giacimento è stato inaugurato il 24 giugno 2016.

Il sito[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti

A partire dall'VIII - VII millennio a.C., la Valle d'Aosta risulta abitata da gruppi di cacciatori del Mesolitico insediatisi nel territorio valdostano in concomitanza con il progressivo ritiro del grande ghiacciaio che, nel Quaternario, occupava l’intera valle.

Tra la fine del IV millennio a.C. e gli albori del III, nel periodo di transizione tra il Neolitico e l'Età del Rame (o Eneolitico), le comunità locali valdostane adottano innovativi e fondamentali elementi tecnologici di origine orientale (Asia Minore, Caucaso), tra i quali la metallurgia, l'aratro e la ruota. La conoscenza di queste tecniche risulta fondamentale per lo sviluppo dell’area sacra di Saint-Martin-de-Corléans.

Data la tipologia di reperti rinvenuti nel giacimento, si ipotizza, inoltre, la diffusione di credenze religiose molto complesse, espresse attraverso monumenti megalitici e specifici rituali.[1]

L'area megalitica

Il termine “area megalitica” è utilizzato per definire sinteticamente il ritrovamento aostano, che presenta diretti riscontri con il sito di Sion, Petit-Chasseur, in Svizzera. Con “area megalitica” si intende una porzione di terreno, più o meno estesa ben delimitata, nella quale sono presenti testimonianze monumentali megalitiche multiple e di tipo diverso.

Area megalitica 9.jpg

Il sito di Saint-Martin-de-Corléans, si configura inizialmente come un’area sacra, caratterizzata da cinque fasi di frequentazione, che iniziano nel Neolitico recente (comprendendo l’Eneolitico) e attraversano le successive Età del Bronzo, del Ferro e Romana, per giungere sino al Medioevo e all’età Contemporanea.[2]

Configurata dapprima come un santuario all'aperto destinato a pratiche rituali reiterate nel tempo e connesse a culti agricoli e dei viventi, dato il ritrovamento di regolari solchi di aratura sul terreno, pozzi a forma cilindrica, fori di palo in allineamento orientato e stele antropomorfe, l'area assume solo negli ultimi secoli del III millennio funzione funeraria, divenendo una necropoli privilegiata, con tombe monumentali di varia tipologia megalitica.

Al sorgere dell'Età del Bronzo, attorno al 2200 a.C. e per cause ancora da precisare, il sito viene a perdere progressivamente la sua funzione sacra, per essere utilizzato con funzioni agricole per oltre un millennio.

Particolare dell'aratura di consacrazione

Infine, la permanente funzione sacrale dell’area megalitica nel corso della storia, fa presumere la presenza, nelle immediate vicinanze, di un importante centro abitato, collocato probabilmente a nord-ovest dell'area stessa, ma che non è ancora stato possibile individuare.[1]

Secondo una leggenda della tradizione erudita valdostana l'area sarebbe stata utilizzata per sepolture rituali della città di Cordela, fondata da Cordelo, capostipite dei Salassi, che doveva trovarsi in un'area più elevata rispetto al sito di Saint-Martin. Ad oggi questi dati non risultano verificabili per la mancanza di fonti.

Il ritrovamento

Il sito archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, collocato nella porzione occidentale della città di Aosta, sorge a ridosso di una chiesa medioevale, dedicata a San Martino di Tours testimoniata per la prima volta nel 1176.[3]

Nel giugno del 1969, l’area limitrofa all’abside è oggetto di interventi edilizi per l’edificazione di alcuni edifici residenziali. Durante la fase di sbancamento, le ruspe intercettano la parte sommitale di una stele decorata e dei montanti di un dolmen.[4] Il riconoscimento e identificazione di questi elementi litici da parte degli archeologi della Soprintendenza regionale, Franco Mezzena e Rosanna Mollo Mezzena, portano all'immediata sospensione dei lavori.

Data l'estensione e il notevole valore storico-documentario e culturale dei reperti, l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta procede all'acquisizione dell'area, allo scopo di conservare in situ i preziosi ritrovamenti.

In breve tempo iniziano le ricerche sistematiche, con annuali campagne di scavo proseguite per oltre un ventennio, riprese per ulteriori approfondimenti nel 2001 e tra il 2006 e il 2008, sino a sondaggi di microscavo condotti nell’attualità.[5]

Al fine di tutelare, conservare e permettere un’adeguata valorizzazione dell’area, nel 2007 iniziano gli interventi edilizi relativi all’esecuzione del Parco e Museo Archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, il cui progetto architettonico è dovuto all'architetto Vittorio Valletti, di Torino, mentre quello museografico è ideato da Massimo Venegoni, anch’egli di Torino.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Esterno del museo

L’edificio progettato inizialmente dall'architetto Vittorio Valletti a fine degli anni ’80 del Novecento, nasce dalla volontà di conservare e mostrare nella sua interezza il sito archeologico; una successiva revisione del progetto ha permesso di liberare l’ambiente da ingombri strutturali e elementi intermedi.

Nell'insieme, l’edificio si articola su quattro livelli e ricopre una superficie complessiva di 9.820 m2, suddivisa in due aree: una a Nord e una a Sud della via Saint-Martin-de-Corléans. L’area scavata si trova ad una profondità di 6 m rispetto al piano stradale, mentre l’involucro edilizio fuoriesce dal piano di calpestio di 7 m circa, in corrispondenza della piazza soprelevata.[6]

Dal punto di vista architettonico, vanno segnalate alcune peculiarità del progetto, come:

- la grande navata centrale, coperta da travi reticolari in acciaio alte 3 m che si sviluppano in assenza di appoggi per 46,5 m;

Interno del Museo e parco archeologico dell'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans

- la “lanterna” orizzontale è un parallelepipedo che collega la zona Nord a quella Sud del giacimento, realizzata interamente in acciaio e vetro;

- il ponte in acciaio con soletta collaborante ha ripristinato la connessione viaria del corso Saint-Martin-de-Corléans e permetterà il collegamento fisico sotterraneo tra le due parti dell’area archeologica.

L'allestimento

L’allestimento, basato su una rigorosa e critica ricerca scientifica, presenta l’area archeologica nel suo complesso; il primo lotto di lavori è stato incentrato sulle fasi più antiche di occupazione del sito, ovvero quelle comprese fra il periodo Neolitico (ultimi secoli del V millennio a.C.) e la prima età del Bronzo (primi secoli del II millennio a.C.).[2]

Lo spazio centrale del museo illuminato con 500 corpi illuminanti a LED

Il percorso, ideato dal Comitato scientifico istituito dalla Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali e dall'architetto Massimo Venegoni, è strutturato come una sequenza temporale, che inizia dall’età odierna e si conclude nella preistoria, attraverso la discesa verso il piano di frequentazione più antico, lungo una rampa che per mezzo di emblematiche immagini relative ai principali avvenimenti storici, accompagna il visitatore creando un parallelismo tra il sito e la periodizzazione universale.

Raggiunto il piano di imposta dell’area, lo sguardo si apre su un ambiente di ampie dimensioni a forte impatto visivo ed emotivo, modulato da un’illuminazione, composta da 500 corpi illuminanti a tecnologia LED, che muta gradatamente richiamando le diverse ore del giorno.[7] I toni delle luci colorano l’atmosfera e avvolgono i reperti rinvenuti immergendo il visitatore nella storia.

La visita continua all’interno di uno spazio musealizzato, in costante dialogo visivo con il giacimento, in cui è possibile trovare, grazie ad apparati didattici e multimediali, spiegazioni, approfondimenti e interpretazioni sull’area.

L’itinerario si articola in sei sezioni, che seguono la periodizzazione del sito caratterizzata da arature di consacrazione, pozzi rituali, allineamenti di pali lignei e stele antropomorfe, tombe lapidee. Il tutto si conclude con un ambiente dedicato all’area meridionale, in funzione di anteprima dello spazio espositivo che si realizzerà nel secondo lotto di lavori.

Andando verso l’uscita si arriva all'ampio affaccio dall'alto che consente di vedere il sito nel suo complesso. In futuro, si realizzerà la musealizzazione delle strutture e dei materiali del periodo compreso fra l’età del ferro e il medioevo, a testimonianza del sito di Saint-Martin-de-Corléans come “sito di lunga durata”.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regione Autonoma Valle d'Aosta, Il sito archeologico preistorico - Regione autonoma Valle d'Aosta, su www.regione.vda.it. URL consultato il 05 luglio 2017.
  2. ^ a b AA.VV., Uno sguardo in anteprima. Cantiere area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, 2016.
  3. ^ R. Poggiani Keller, P. Curdy, A. M. Ferroni, L. Sarti, Area megalitica Saint-Martin-de-Corléans : parco archeologico e museo : guida breve, 2016.
  4. ^ R. Domaine; G. De Gattis; G. Zidda; L. Raiteri; M.Venegoni, Saint-Martin-de-Corléans, va in scena la preistoria, in Archeologia Viva, nº 180.
  5. ^ Regione Autonoma Valle d'Aosta, Il sito archeologico preistorico - Regione autonoma Valle d'Aosta, su www.regione.vda.it. URL consultato il 05 luglio 2017.
  6. ^ G. De Gattis; A. Favre, L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta, un sistema di progettazione integrata, in Bollettino ufficiale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta, nº 7.
  7. ^ Regione Autonoma Valle d'Aosta, Il Museo - Regione autonoma Valle d'Aosta, su www.regione.vda.it. URL consultato il 05 luglio 2017.

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