Andromeda I

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Andromeda I
Galassia nana sferoidale
Andromeda I Hubble WikiSky.jpg
Andromeda I (Telescopio spaziale Hubble)
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAndromeda
Ascensione retta00h 45m 39.8s
Declinazione+38° 02′ 28″
Redshift-0,001228
Velocità radiale-368 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia nana sferoidale
Altre designazioni
And I, PGC 2666, KK98a 008
Mappa di localizzazione
Andromeda I
Andromeda IAU.svg
Categoria di oggetti astronomici

Coordinate: Carta celeste 00h 45m 39.8s, +38° 02′ 28″

Andromeda I è una galassia nana sferoidale[1] situata nell'omonima costellazione alla distanza di circa 2,4 milioni di anni luce[2][3] dalla Terra.

È una galassia satellite della Galassia di Andromeda (M31)[4] e quindi fa parte del Gruppo Locale. Per le conoscenze acquisite al 2005, And I risulta la galassia nana sferoidale più vicina a M31[5], ad una distanza stimata in circa 150.000 anni luce (circa 40.000 parsec)[6].

Fu scoperta nel 1970 da Sidney van den Bergh[7] utilizzando il telescopio dell'Osservatorio di Monte Palomar[1]. Ulteriori studi sono stati effettuati tramite la "Wide Field and Planetary Camera 2" del Telescopio spaziale Hubble, evidenziando che le stelle del ramo orizzontale sono prevalentemente stelle rosse[8] come in altre galassie nane sferoidali. In base a questo, per l'abbondanza di stelle blu del ramo orizzontale e per la scoperta nel 2005 di 99 stelle RR Lyrae[5], si è giunti a concludere che And I ha attraversato un Lungo periodo di formazione stellare. Si stima che la galassia abbia un'età approssimativa di 10 miliardi di anni. Il telescopio Hubble ha inoltre scoperto la presenza di un ammasso globulare[9], nonostante il grado di luminosità di And I.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Sidney van den Bergh, Search for Faint Companions to M31, in The Astrophysical Journal, vol. 171, 1º gennaio 1972, DOI:10.1086/180861. URL consultato il 6 aprile 2016.
  2. ^ Igor D. Karachentsev, Valentina E. Karachentseva e Walter K. Huchtmeier, A Catalog of Neighboring Galaxies, in The Astronomical Journal, vol. 127, 1º aprile 2004, pp. 2031–2068, DOI:10.1086/382905. URL consultato il 6 aprile 2016.
  3. ^ I. D. Karachentsev e O. G. Kashibadze, Masses of the local group and of the M81 group estimated from distortions in the local velocity field, in Astrophysics, vol. 49, 1º gennaio 2006, pp. 3–18, DOI:10.1007/s10511-006-0002-6. URL consultato il 6 aprile 2016.
  4. ^ Hartmut Frommert, Christine Kronberg, Andromeda I, su spider.seds.org. URL consultato il 6 aprile 2016.
  5. ^ a b (EN) Barton J. Pritzl, Taft E. Armandroff e George H. Jacoby, The Dwarf Spheroidal Companions to M31: Variable Stars in Andromeda I and Andromeda III, in The Astronomical Journal, vol. 129, nº 5, 1º gennaio 2005, pp. 2232, DOI:10.1086/428372. URL consultato il 6 aprile 2016.
  6. ^ (EN) A. W. McConnachie, M. J. Irwin e A. M. N. Ferguson, Determining the location of the tip of the red giant branch in old stellar populations: M33, Andromeda I and II, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 350, nº 1, 1º maggio 2004, pp. 243–252, DOI:10.1111/j.1365-2966.2004.07637.x. URL consultato il 6 aprile 2016.
  7. ^ (EN) A. W. McConnachie, M. J. Irwin e A. M. N. Ferguson, Distances and metallicities for 17 Local Group galaxies, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 356, nº 3, 21 gennaio 2005, pp. 979–997, DOI:10.1111/j.1365-2966.2004.08514.x. URL consultato il 6 aprile 2016.
  8. ^ G. S. Da Costa, T. E. Armandroff e Nelson Caldwell, The Dwarf Spheroidal Companions to M31: WFPC2 Observations of Andromeda I, in The Astronomical Journal, vol. 112, pp. 2576, DOI:10.1086/118204. URL consultato il 6 aprile 2016.
  9. ^ E. K. Grebel, A. E. Dolphin e P. Guhathakurta, Discovery of a Globular Cluster in M31's Dwarf Spheroidal Companion Andromeda I, vol. 17, 1º gennaio 2000. URL consultato il 6 aprile 2016.

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