Vai al contenuto

Amebelodon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come leggere il tassobox
Amebelodon
Mandibola assegnata ad A. fricki
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineProboscidea
Famiglia†Amebelodontidae
GenereAmebelodon
Barbour, 1927
Nomenclatura binomiale
†Amebelodon fricki
Barbour, 1927

Amebelodon è un genere estinto di proboscidato primitivo appartenente alla famiglia Amebelodontidae (i cosiddetti "elefanti dalle zanne a pala"), vissuto nel Miocene medio-superiore in Nord America. L'attributo più sorprendente di questo animale sono le sue curiose zanne mandibolari, che sono strette, allungate e nettamente appiattite, con un grado di appiattimento che varia tra le diverse specie. Per questo genere è nota una singola specie valida, endemica del Nord America. Altre specie un tempo assegnate ad Amebelodon sono ora assegnate al genere Konobelodon, che un tempo era un sottogenere.[1]

Ricostruzione di A. Fricki del 1932 che lo mostra con una proboscide corta, probabilmente inaccurata

Amebelodon comparve per la prima volta nelle Grandi Pianure e nella Costa del Golfo nel Miocene, circa 9 milioni di anni fa, e apparentemente si estinse intorno ai 6 milioni di anni fa su questo continente. Il fossile più recente di questo mammifero è stato ritrovato in Nordamerica e risale a 5 milioni di anni fa.[2][3][4] Tra le varie specie di Amebelodon c'era una differenza di taglia anche considerevole. Si andava da Amebelodon floridanus, che era la specie di minori dimensioni, essendo più piccolo di un attuale elefante asiatico, Amebelodon fricki,[4] leggermente più grande e più recente, fino ad Amebelodon britti, che raggiungeva un'altezza al garrese di 2,5 metri ed un peso di circa 10 tonnellate, paragonabile a quello di un grosso mammut. Questa specie, assieme alla nordafricana Amebelodon cyrenaicus e Amebelodon britti, è ora posizionata nel genere Konobelodon, che era precedentemente consigerato un sottogenere.[5] Un lignaggio di specie riuscì a raggiungere l'Asia tramite lo stretto di Bering, e qui vennero ritrovati suoi fossili in giacimenti risalenti al Miocene, particolarmente in Cina, sebbene queste specie siano oggi perlopiù assegnate al genere Protanancus.[6]

Un tempo si pensava che Amebelodon fosse molto diffuso, ma uno studio sul genere Konobelodon del 2012 ha accorciato l'intervallo di distribuzione e la distribuzione geografica del genere, con gli esemplari trovati in Cina spostati nel genere Protanancus.

I fossili di A. floridanus sono caratterizzati da una morfologia dentale più primitiva rispetto ad A. fricki. La specie A. floridanus possiede anche zanne mandibolari distintive che lo distinguono ulteriormente da A. fricki.[7] La specie A. fricki aveva un'altezza al garrese di circa 2,5-3 metri, una lunghezza di 3 metri per un peso tra i 1,000 e i 2,500 kg.[1]

Ricostruzione di Amebelodon

Al pari di altri gomphoteri, Amebelodon possedeva due paia di zanne, due sulla mandibola (simili alle zanne degli attuali elefanti) e due sulla mascella. Queste ultime si distinguevano per la loro relativa lunghezza ed il loro appiattimento, il che le rende simili a dei cucchiai: per questo motivo, si parla di Amebelodon (e delle specie con caratteristiche analoghe, come Platybelodon) come dell'"elefanti dalle zanne a cucchiaio" o "elefanti dalle zanne a pala". A lungo si è creduto che tali particolari zanne fossero usate per rimestare nelle paludi alla ricerca di materiale commestibile, ma recenti analisi sullo smalto dentario hanno rivelato che le zanne venivano utilizzate in una varietà di altri modi, ad esempio per raschiare la corteccia dagli alberi.[8] Questo animale, infatti, era un erbivoro versatile, che poteva nutrirsi sia di piante a foglia larga tipiche di ambienti umidi, che di quelle che crescevano in ambienti secchi.

Amebelodon viene generalmente ricostruito con una corta proboscide a lembo che non arriva alla punta delle zanne inferiori. Tuttavia, prove considerevoli indicano che Amebelodon possedeva in realtà una proboscide lunga e flessibile, molto simile a quella che si trova negli elefanti moderni, e che come in quest'ultimi, fosse particolarmente importante per nutrirsi, bere, ecc.[8]

  1. 1 2 G. E. Konidaris, S. J. Roussiakis, G. E. Theodorou e G. D. Koufos, The Eurasian occurrence of the shovel-tusker Konobelodon (Mammalia, Proboscidea) as illuminated by its presence in the late Miocene of Pikermi (Greece), in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 34, n. 6, 2014, pp. 1437–53, DOI:10.1080/02724634.2014.873622.
  2. Lambert, W. D., 1990. Rediagnosis of the genus "Amebelodon" (Mammalia, Proboscidea, Gomphotheriidae) with a new subgenus and species, "Amebelodon" ("Konobelodon") britti". Journal of Paleontology, 64 (6): 1032-1041.
  3. Lambert, W. D., 1996. The biogeography of the Gomphotheriidae of North America. In: Tassy, P. and Shoshani J. (eds.), The Proboscidea: Trends in Evolution and Paleoecology. Oxford University Press: Oxford, UK.
  4. 1 2 Lambert, W. D., and Shoshani J., 1998. The Proboscidea. In: Janis, C., K. M. Scott, and L. Jacobs (eds.), Evolution of Tertiary Mammals of North AmericaVolume 1. Cambridge University Press: Cambridge, UK.
  5. Konidaris, G. E., S. J. Roussiakis, G. E. Theodorou, and G. D. Koufos. 2014. The Eurasian occurrence of the shovel-tusker Konobelodon (Mammalia, Proboscidea) as illuminated by its presence in the late Miocene of Pikermi (Greece). Journal of Vertebrate Paleontology, 34:1437–53.
  6. Wang S-Q, Wang D-Q, Shi Q-Q. 2012. "Protanancus tobieni" from the Anwan Section, Qin'an County, Gansu Province. Advances in Geosciences, 2:150–158.
  7. (EN) Advait M. Jukar, Amanda Millhouse e Matthew T. Carrano, Identity of the trilophodont gomphothere from Mixson’s Bone Bed, Florida, in Journal of Vertebrate Paleontology, 27 Febbraio 2025, DOI:10.1080/02724634.2025.2453301. URL consultato l'11 Marzo 2025.
  8. 1 2 Lambert, W. D., 1992. The feeding habits of the shovel-tusked gomphotheres (Mammalia, Proboscidea, Gomphotheriidae): Evidence from tusk wear patterns. Paleobiology, 18 (2): 132-147.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]