Alfonso Bialetti

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Alfonso Bialetti a sinistra

Alfonso Bialetti (Casale Corte Cerro, 17 giugno 1888Omegna, 4 marzo 1970) è stato un inventore, imprenditore e operaio italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Montebuglio, frazione del comune di Casale Corte Cerro, nel Cusio. Emigrò giovanissimo in Francia dove divenne operaio fonditore. Nel 1918 fece ritorno nella natìa Montebuglio, dove l'anno successivo, nella limitrofa Crusinallo, aprì una fonderia[1], la Alfonso Bialetti & C. - Fonderia in Conchiglia, che produceva semilavorati in alluminio. Nella sua esperienza lavorativa francese, Bialetti apprese la tecnica di fusione in conchiglia dell'alluminio[2], che lo orientò verso gli anni trenta alla progettazione di uno strumento domestico in metallo per la preparazione del caffè.

Il 1933 fu l'anno dell'invenzione di un apparecchio che rivoluzionò totalmente il metodo della preparazione del caffè, che soppiantò le tradizionali napoletane: la moka[3]. Progettata dallo stesso Alfonso[4], la sua produzione venne avviata in quello stesso anno, e fino al dopoguerra rimase a carattere artigianale con 70.000 pezzi l'anno[2].

Leggenda vuole che l'idea per questa invenzione sia venuta a Bialetti grazie alla lisciveuse, antenata della moderna lavatrice, che si componeva di un pentolone in cui l'acqua veniva fatta bollire e il vapore, salendo, arrivava ai panni posti sopra un filtro: in soldoni lo stesso meccanismo della moka. Il nome invece fu scelto in onore della città Mokhā (Yemen), famosa esportatrice di una varietà di caffè estremamente apprezzata.[5] Nel frattempo l'alluminio è diventato molto comune sotto gli anni della dittatura fascista, ben si presta alla costruzione della moka perché è leggero ma resistente e allo stesso tempo sinonimo di modernità.[6]

Nel 1946, il figlio Renato, tornato da un periodo di reclusione in un campo di prigionia tedesco durante la seconda guerra mondiale, prese le redini dell'azienda. Con una efficace strategia aziendale, valorizzò l'invenzione del padre avviando la produzione su scala industriale delle caffettiere e la successiva e intensa pubblicizzazione dal 1953 con "l'omino coi baffi", una caricatura dello stesso Renato Bialetti[7], creato da Paul Campani.

Da allora la moka si diffuse rapidamente in tutto il mondo, e la sua produzione riguardò oltre 1 milione di pezzi l'anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bialetti Moka, su inventarioitaliano.it. URL consultato il 27 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2014).
  2. ^ a b AA.VV., Domus ed. 770, Ed. Domus, 1995, p.70
  3. ^ (EN) My grandfather Alfonso Bialetti, su DisegnoDaily. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  4. ^ Moka Bialetti e Luigi de Ponti., su caffettiere.blogspot.it. URL consultato il 27 aprile 2017.
  5. ^ Gastrolabio, Alfonso Bialetti, l'uomo che inventò la Moka, su GASTROLABIO, 21 ottobre 2014. URL consultato il 27 novembre 2020.
  6. ^ Storia della Bialetti, dal boom della moka ai bilanci in rosso, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 27 novembre 2020.
  7. ^ D. Pitteri, L'intensità e la distrazione. Industrie, creatività e tattiche nella comunicazione, FrancoAngeli, 2006, p. 116

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Dardi - Il design in 100 oggetti - Milano, 24 ORE Cultura, 2008, ISBN 88-7179-586-5.
  • (DE) L. M. Surhone, M. T. Tennoe, S. F. Henssonow - Alfonso Bialetti - Saarbrücken, VDM Verlag, 2011, ISBN 6134762512.

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