Alessio Interminelli

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Alessio Interminelli o Interminei - come lo chiama Dante - (... – ...) fu un nobile lucchese vissuto nel XIII secolo.

Appartenente a una famiglia di parte guelfa e bianca (detta anche degli Antelminelli, signori dell omonimo paese di Coreglia Antelminelli in Garfagnana e proprietari dell'omonimo palazzo in pieno centro di Lucca sede oggi di uffici pubblici), su di lui si hanno scarse notizie storiche. L'ultimo documento che lo cita in vita risale al 1295.

Dante Alighieri lo cita nell'Inferno (XVIII, vv. 120-126) tra gli adulatori, tremendamente sommerso di letame fino alla testa. Il poeta si sofferma a guardarlo credendo di riconoscere qualcuno e, quando il dannato protesta perché viene fissato, il poeta esclama il suo nome completo usando un intero verso.

Sulla sua attività di adulatore i chiosatori antichi parafrasano più o meno ampiamente il testo dantesco, che dedica due soli versi alla vicenda:

«Qua giù m'hanno sommerso le lusinghe / ond'io non ebbi mai la lingua stucca»

(vv. 125-126)

il che suona come "mi trovo all'Inferno per via delle lusinghe che mai stancarono la mia lingua".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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