Acqua Pia Antica Marcia

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La Fontana delle Najadi

L'alimentazione primaria dell'acquedotto di Acqua Pia Antica Marcia di Roma era fornita dal restauro dell'antico acquedotto dell'Acqua Marcia, la cui ricostruzione fu affidata da papa Pio IX a Luigi Canina. Al termine dell'acquedotto è stata costtruita la Fontana delle Naiadi in piazza Esedra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per la gestione di queste acque fu fondata, nel 1868, la società Acqua Pia Antica Marcia SpA, il cui marchio si può ancora rinvenire su alcune fontane e tombini, e che rimase a lungo una delle principali fornitrici di acqua della città di Roma, finché essa ebbe dimensioni normali.

La domanda cresceva, però, con l'espandersi della città, e l'incremento dell'approvvigionamento non avvenne senza resistenze: nel 1929, al momento della captazione di una fonte secondaria da immettere nell'acquedotto situata in comune di Agosta, gli abitanti del paese si organizzarono in una vera e propria guerriglia e non permisero alla società Acqua Pia Antica Marcia la captazione della seconda fonte.

La concessionaria, riuscì a completare l'ampliamento solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Nel 1994 Francesco Bellavista Caltagirone rileva la società, ne fa confluire altre attività e la riorganizza in sub-holding facenti capo al Gruppo Acqua Marcia[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Conti, Dai mattoni ai giornali, le due anime dei Caltagirone, in Il Corriere della Sera, 4 agosto 2000, p. 2. (archiviato dall'url originale il ).