Accademia dei Gelati

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Accademia dei Gelati
Memorie, imprese, e ritratti de' signori Accademici Gelati de Bologna (1672) (14747026332).jpg
TipoOrganizzazione accademica
Fondazione1588
FondatoreMelchiorre Zoppio
Berlinghiero Gessi
Camillo Gessi
Cesare Gessi
ScioglimentoDopo il 1786
Sede centraleItalia Bologna
Lingua ufficialeitaliano
MottoNec longum tempus

L'Accademia dei Gelati (spesso anche solo i Gelati) è stata un'istituzione italiana con sede a Bologna che raccoglieva eruditi e studiosi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell’anno 1588 il Dott. Melchiorre Zoppio, figlio di Girolamo, fondatore dell’Accademia dei Catenati di Macerata, istituì nella sua casa di Bologna un congresso di letterati, chiamandolo dei Gelati. Con lui furono i fratelli Berlinghiero, Camillo e Cesare Gessi. A quest’ultimo è stata attribuita l’iniziativa di fondare l’Accademia il cui stemma era una selva d’alberi ricoperti di gelo, col motto, tratto da Virgilio, “Nec longum tempus” che stava a significare che gli Accademici non sarebbero rimasti a lungo così inariditi. Primo Protettore dell’Accademia fu il Cardinale Maffeo Barberini, poi Papa Urbano VIII che consentì all’Accademia di adottare uno scolaro straniero. L'Accademia si riuniva nella casa di Melchiorre Zoppio in Strada Maggiore.

I «Gelati» si dedicarono inizialmente alla poesia amorosa. Nei primi anni d'attività, furono pubblicate tre diverse raccolte di rime: Ricreationi amorose de gli Academici Gelati di Bologna (1590), Rime de gli Academici Gelati di Bologna (1597) e Rime dei Gelati (1615). Poi si passò allo studio della filosofia alla maniera degli antichi simposi: banchetti eruditi e discussioni che gli Accademici intraprendevano a fine cena. Nei due secoli della sua vita l’Accademia produsse una grande quantità di opere in ogni ramo del sapere, dalla letteratura alla filosofia, dalla musica al teatro.

Delle prime leggi degli Accademici Gelati non ci sono tracce, poi dal 1670 vennero stampate più volte in varie edizioni. Nel 1671 fu edito il volume di Prose de' Signori Accademici Gelati, che raccoglie quindici dissertazioni di carattere storico, filosofico e scientifico recitate in varie adunanze. L'Accademia dei Gelati si mantenne in attività fino alla fine del 1700. Nel 1786 era ancora fiorentissima, ma poi gli sconvolgimenti della fine del secolo ne provocarono lo scioglimento.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Avellini, Tra Umoristi e Gelati: l'Accademia romana e la cultura emiliana del primo e del pieno Seicento, in «Studi secenteschi», 23 (1982), pp. 109-137;
  • C. Gurreri, Dentro l'Accademia dei Gelati. Simboli, imprese ed emblemi a Palazzo Zoppio, in B. Alfonzetti, G. Baldassarri e F. Tomasi (a cura di), I cantieri dell'italianistica. Ricerca, didattica e organizzazione agli inizi del XXI secolo, Atti del XVII congresso dell'ADI – Associazione degli Italianisti (Roma Sapienza, 18-21 settembre 2013), Roma, Adi editore, 2014, pp. 1-6 (online).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Gardi, Riflessioni sui primi Gelati (1588-1598) (PDF), in Andrea Csillaghy, Antonella Riem Natale, Milena Romero Allué, Roberta De Giorgi, Andrea Del Ben e Lisa Gasparotto (a cura di), Un tremore di foglie. Scritti e studi in ricordo di Anna Panicali, Forum, 2011, pp. 423-434, ISBN 978-88-8420-666-4.
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