Abbronzatura

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Evidente segno dell'abbronzatura su una donna. La pelle si è scurita in seguito all'esposizione ai raggi UV, tranne nelle zone coperte.

L'abbronzatura (o tintarella[1]) è quel fenomeno per il quale la pelle umana si scurisce in seguito all'esposizione ai raggi ultravioletti (UV) provenienti dalla luce solare o da luci artificiali, quali le lampade al quarzo.

La moda della "cura del sole" ebbe inizio in Germania alla fine del XIX secolo[2], ma prese avvio sostenuto solo dopo la Prima Guerra mondiale, prima la pelle ambita socialmente era quella chiara. È una moda tipicamente occidentale, per motivi fisiologici.[senza fonte]

Cause dello scurimento della pelle[modifica | modifica wikitesto]

Color naturale di bronzo non ossidato

Il cambiamento di colore della pelle è dovuto al maggior rilascio del pigmento melanina da parte delle cellule della pelle in seguito alle radiazioni solari.

La melanina è prodotta dai melanociti, che sono uno specifico tipo di cellule situati nell'epidermide, ed è utile per la sua azione protettiva del derma, rispetto ai possibili danni subiti a causa dei raggi.[3]

I raggi UVB raggiungono lo strato dell'epidermide dove la melanina prodotta dai melanociti assorbe gli UVB, si ossida e si degrada, portando alla sintesi di ulteriore melanina (funge da barriera protettiva nei confronti degli UVB). Più melanina producono più ci si abbronza. Il problema è rappresentato dalla quantità di raggi UVB a cui queste cellule sono sottoposte, perché i melanociti in seguito a un'esposizione prolungata e senza alcuna protezione non riescono a produrre abbastanza melanina e di conseguenza ci si scotta.

L'abbronzatura è quindi una sorta di filtro solare naturale che la pelle auto-produce per proteggersi seppure non sia molto efficace. È stato calcolato un valore SPF di circa 2.[4]

L'abbronzatura non fa abituare al sole perché la porzione di melanina è determinata geneticamente. Il sole stimola le cellule a proteggersi producendo tutta la melanina che sono in grado di produrre, ma non di più.[4]

Assenza di pigmento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Albinismo.

Gli albini sono esseri, umani e animali, privi di pigmento e quindi possono subire danni esponendosi alla luce solare e sovente mostrano problemi visivi.

Numerosi geni sono stati associati all'albinismo, spesso collegati all'enzima tirosinasi (che converte l'amminoacido tirosina, precursore della melanina).

Tipi di radiazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tipi di protezione[modifica | modifica wikitesto]

È buona norma evitare la sovra-esposizione negli orari centrali (dalla tarda mattinata al primo pomeriggio), anche se è pur vero che è proprio in questi orari che i raggi solari contengono più raggi UVB, grazie ai quali il nostro corpo produce la vitamina D3, che è un ormone essenziale per la salute del corpo umano. Inoltre ci si può rivolgere ad alcuni prodotti cosmetici come ad esempio:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tintarella, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  2. ^ Orvar Löfgren, Storia delle vacanze, pag.224, 2006, Mondadori, ISBN 88 424 9898 X
  3. ^ a b AA.VV., Salute: dizionario medico, in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, RCS Quotidiani, 2005, pp. 12-14.
  4. ^ a b Beatrice Mautino, Il trucco c'è e si vede: Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi.
  5. ^ M.Brenner, V.J.Hearing, The Protective Role of Melanin Against UV Damage in Human Skin, Photochem Photobiol. 2008; 84(3): 539–549.
  6. ^ Non-Sunscreen Photoprotection: Antioxidants Add Value to a Sunscreen, Journal of Investigative Dermatology Symposium Proceedings (2009) 14, pg.56–59

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