Abbazia di San Magno

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Abbazia di San Magno
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Fondi
Religione cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Gaeta
Stile architettonico Medievale-Rinascimentale
Sito web http://www.cittafondi.it/turismo/s_magno.html

L'abbazia di San Magno si trova a Fondi (provincia di Latina)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il racconto di san Gregorio Magno, il monastero fu edificato per volere di sant'Onorato nel 522 per onorare il martirio di san Magno, ucciso insieme a san Paterno e a 2597 cristiani, come si legge in alcuni documenti agiografici di epoca medievale, le Passiones, dedicate ai due santi.

Del complesso monastico sono state rinvenute: la chiesa di epoca medievale, a croce latina e dotata di cripta, che conserva pregevoli affreschi; la chiesa rinascimentale riaperta al culto e intitolata a san Benedetto; alcune strutture pertinenti forse alle ultime fasi di vita del complesso, in particolare il mulino, la foresteria e delle vasche di lavorazione dell'olio.

Il corpo di san Magno giacque nella cripta della chiesa fino all'847 quando fu saccheggiato da Platone di Veroli, capitano della Campania, e lo adagiò nella chiesa di Sant'Andrea. Successivamente con l'invasione saracena di Veroli, il corpo di san Magno fu spostato ad Anagni.

Il monastero, fino al 1072, fu autonomo e gestito dai monaci ordinari.

In seguito il console Gerardo di Fondi donò il monastero all'abbazia di Montecassino.

Nel 1492 Alessandro VI passò con una bolla pontificia fece passare il monastero alla congregazione olivetana.

Nel XV secolo il monastero fu ricostruito da Prospero Colonna [non si sa se prima il monastero fu demolito o distrutto per cause naturali (terremoti, bradisismo, ecc.).

Nel corso dei secoli il monastero, data l'importanza dello stesso stabile, conobbe alterne fortune contabili e spogliazioni di vandali (nel 1798 i francesi distrussero parte del monastero e spogliarono gran parte dei locali monastici).

Quindi il monastero conobbe l'oblio (in seguito fu usata anche, addirittura, come stalla per pecore), ma molti ambienti perdurarono a mostrare splendori rinascimentali.

Oggi il monastero è affidato all'arcidiocesi di Gaeta e alla cura della Fraternità del monastero (www.monasterosanmagno.it) ed è in atto il restauro/ricostruzione del complesso.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]