Abū Sulaymān al-Sijistānī

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Abū Sulaymān Muḥammad ibn Barhām al-Sijistāni[1], chiamato anche al-Mantiqī, ossia "il Logico" (Sistan, ca. 932 – ca. 1000) è stato un teologo e filosofo persiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua nisba indica come luogo di nascita o di provenienza la regione iranica del Sijistān o Sīstān (provincia dell'attuale Iran). Fu il più rilevante filosofo islamico persiano del suo secolo, attivo a Baghdad.[2]

Profondamente religioso, studiò tanto la religione islamica quanto la filosofia.
Egli usava riunire regolarmente attorno a lui un circolo di filosofi e di letterati, per discutere di filosofia, religione e lingua. In quanto filosofo con un netto orientamento umanistico, egli affrontò tematiche strettamente filosofiche, facendo ricorso all'Aristotelismo e al Neoplatonismo.
Considerava filosofia e religione nettamente differenti per natura e metodo, tanto da non poter essere mutuamente conciliate, e che l'eccellenza assoluta di Dio era estranea al tempo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il suo lavoro più noto è il Siwān al-Ḥikma "Vascello della Sapienza", una storia della filosofia dalle origini al suo tempo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (Farsi: ابو سلیمان ﻣﺤﻤﺪ بن بهرام ﺍﻟﺳﺠﺴﺘﺎنی)
  2. ^ ed. by R.N. Frye, The Cambridge history of Iran., Repr., London, Cambridge U.P., 1975, ISBN 978-0-521-20093-6.
    «During the second half of the 4th/ioth century the philosophical scene in Baghdad was dominated by a Persian originating from Sistan, Abu Sulaiman al-Sijistanl, entitled Mantiqi.»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN48068341 · ISNI (EN0000 0000 6330 1928 · LCCN (ENn80118464 · WorldCat Identities (ENlccn-n80118464