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American Basketball Association (2000)

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American Basketball Association
Sport
TipoFranchigie
FederazioneFIBA Americas
PaeseCanada (bandiera) Canada
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti
MottoMore than just a game
Cadenzaannuale
Partecipanti123 squadre (edizione 24-25)
FormulaStagione regolare + play-off
Sito Internethttps://realabaleague.com/
Storia
Fondazione1999
Numero edizioni24
DetentoreChicago Fury
Record vittorieJacksonville Giants (7)
Edizione in corsoAmerican Basketball Association 2025-2026

La American Basketball Association è una lega semiprofessionistica di pallacanestro nordamericana, omonima dell'ABA degli anni settanta. Fu creata nel 1999 e nonostante i problemi finanziari è ancora attiva benché la sua importanza sia via via scemata a favore della NBA Development League e di altre leghe che si sono moltiplicate nel continente.

Lancio e sospensione (1999-2002)

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Il campionato fu originariamente co-fondato da Dick Tinkham e Joe Newman nel 1999 con il nome di ABA 2000.[1] Tinkham aveva in precedenza co-fondato gli Indiana Pacers nella storica American Basketball Association, mentre Newman era stato un dirigente pubblicitario dei Pacers.[2]

La National Basketball Association (NBA), proprietaria del marchio ABA dopo aver assorbito molte squadre della lega originale, fece causa a Tinkham e Newman nel dicembre 1999.[3] Tuttavia la causa non ebbe successo, poiché la NBA non aveva utilizzato attivamente il marchio ABA dopo la sua scomparsa nel 1976; la nuova lega raggiunse quindi un accordo con la NBA per concedere in licenza il nome per 50.000 dollari.[4]

La lega disputò la sua stagione inaugurale, la stagione 2000-01, con otto squadre: Chicago Skyliners, Detroit Dogs, Indiana Legends, Kansas City Knights, Los Angeles Stars, Memphis Houn'Dawgs, San Diego Wildfire e Tampa Bay ThunderDawgs. Joe Newman fondò gli Indiana Legends per sostituire i Jacksonville Jackals, che furono esclusi dalla lega dopo non essere riusciti a trovare un impianto di gioco.[5]

Mark Hamister acquistò i diritti per una franchigia a Buffalo per 75.000 dollari, ma anche in questo caso non fu possibile assicurarsi un impianto idoneo, quindi la squadra non prese parte alla competizione.[6][7]

Un progetto di fusione con la International Basketball League fallì nel dicembre 2000; l’accordo avrebbe consentito alla stagione inaugurale di partire con un numero maggiore di squadre.[8]

Per attirare pubblico, l’ABA incoraggiò le squadre a riempire i roster con ex giocatori NBA e stelle del basket universitario con forti legami locali.[9][10] L’ex campione NBA e nativo della Florida Darryl Dawkins fu ingaggiato come primo allenatore capo dei Tampa Bay ThunderDawgs.[11]

La stagione 2001-02 vide il ritorno di sole tre squadre dell’annata inaugurale; Chicago Skyliners, Los Angeles Stars, Memphis Houn'Dawgs, San Diego Wildfire e Tampa Bay ThunderDawgs furono sostituite da Kentucky Pro Cats, Las Vegas Slam, Phoenix Eclipse e Southern California Surf.

Joe Newman sciolse gli Indiana Legends dopo essere stato citato in giudizio nell’agosto 2002 da otto ex giocatori per il mancato pagamento degli stipendi.[12] Newman dichiarò perdite per circa un milione di dollari in due stagioni di gestione.[13]

La stagione 2002-03 non fu disputata, poiché la lega sospese le attività per una fase di riorganizzazione.[14]

Nel novembre 2002, Jim Clark, proprietario dei Kansas City Knights, fu nominato presidente della lega e direttore operativo.[15]

Ristrutturazione e defezioni (2003–2005)

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La lega riprese le attività con sette squadre nella stagione 2003–04. Ai rientranti Kansas City Knights si aggiunsero i Fresno Heatwave, Jersey Squires, Las Vegas Rattlers, Juárez Gallos de Pelea, Long Beach Jam e i Tijuana Dragons. Dennis Rodman attirò l’attenzione nazionale sulla lega quando firmò con i Long Beach Jam, guidandoli alla conquista del titolo ABA nella loro prima stagione di partecipazione.[16]

La stagione 2004–05 vide una significativa riduzione delle quote di iscrizione delle franchigie, abbassate da 50.000 a 10.000 dollari, e l’eliminazione dell’obbligo di garanzia fideiussoria, nel tentativo di attirare nuove squadre.[17]

Le squadre furono successivamente organizzate in gruppi regionali per stimolare l’interesse locale e ridurre i costi di trasferta; in quella stagione presero parte alla competizione 37 club, suddivisi in tre divisioni. Gli Arkansas RimRockers vinsero il titolo ABA 2004–05 alla loro prima partecipazione, ma lasciarono poi la lega insieme ai Long Beach Jam per unirsi alla rivale NBA Development League.

L’ABA accolse i Beijing Aoshen Olympians a partire dalla stagione 2005-06, una squadra che era stata esclusa dalla Chinese Basketball Association dopo aver rifiutato di consentire al giovane talento Sun Yue di giocare con la nazionale cinese. Gli Olympians disputarono le partite casalinghe a Maywood, California.[18] In Cina, le partite della squadra venivano trasmesse da CCTV-5 e seguite da una media di circa 15 milioni di spettatori.[19]

Al termine della stagione 2005-06, caratterizzata dall’incapacità di molte squadre di completare il calendario e da gravi problemi finanziari, i Charlotte Krunk, Florida Pit Bulls, Indiana Alley Cats, Pittsburgh Xplosion, San Jose Skyrockets e i SoCal Legends abbandonarono la lega per aderire alla rivale Continental Basketball Association.

Colpo di mano fallito e nascita della PBL (2006–2008)

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«Il mio concetto di successo è diverso da quello di Newman. Preferisco avere meno squadre, ma stabili e durature, piuttosto che tante che continuano a fallire. Non conta quante squadre abbia una lega, ma quante riescano a portare a termine la stagione.»[20] — Tom Doyle, Maryland Nighthawks.

In preparazione dell’offerta pubblica iniziale della lega, l’ex giocatore NBA John Salley fu nominato commissario della lega e il proprietario dei Maryland Nighthawks Tom Doyle divenne direttore operativo [21] Il costo per l’ingresso di nuove franchigie fu successivamente aumentato a 20.000 dollari per la stagione 2006–07.[22]

Il giornalista di Sports Illustrated Alexander Wolff fondò i Vermont Frost Heaves, raccontando regolarmente sulle pagine della rivista la stagione inaugurale della propria squadra.

La stagione 2006-2007 venne segnata dal tentativo di John Salley e Tom Doyle di realizzare un vero e proprio colpo di mano dirigenziale per conto degli azionisti, riuscendo a far votare il consiglio di amministrazione dell’ABA per la rimozione di Joe Newman dalla carica di amministratore delegato il 31 gennaio 2007.[23] Newman intentò una causa legale contro Salley e Doyle, che si concluse con un accordo: Newman mantenne il proprio incarico e ottenne le dimissioni dei due dirigenti dalla lega.[24]

La stagione 2006–07 si concluse in modo caotico quando i campioni in carica, i Rochester Razorsharks, si ritirarono dalla lega dopo aver chiesto il rinvio di una gara di playoff contro i Wilmington Sea Dawgs, richiesta respinta con conseguente assegnazione della sconfitta a tavolino.[25] A seguito di questo episodio, i Hammond Rollers, i Jacksonville Jam, i Maryland Nighthawks, i Quad City Riverhawks e i Wilmington Sea Dawgs si unirono ai Razorsharks per fondare la nuova Premier Basketball League (PBL).

Dopo la stagione 2007–08, anche i campioni in carica, i Vermont Frost Heaves, lasciarono l’ABA per la PBL insieme agli Halifax Rainmen, ai Manchester Millrats e ai Quebec Kebs.[26]

Nell’aprile 2008, Quentin Townsend, proprietario degli Atlanta Vision, fu nominato presidente della lega e direttore operativo (COO).[27] Successivamente fu rimosso da entrambi gli incarichi dopo essere stato arrestato nel novembre 2008 per aver frodato degli investitori in un piano finalizzato all’acquisizione di una franchigia della NBA Development League.[28]

Assorbimento della CBA e instabilità persistente (2008–2013)

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Chris Beard alla guida dei South Carolina Warriors, che conclusero la stagione regolare 2011–12 senza sconfitte.

All’inizio della stagione 2008–09, oltre 200 squadre avevano già cessato le attività dalla fondazione della lega.[29]

La stagione 2008–09 vide l’ingresso dei Southeast Texas Mustangs, provenienti dalla ormai in difficoltà Continental Basketball Association. L’ABA tentò di organizzare un’attività interlega con le quattro squadre rimaste nella CBA, ma quest’ultima cessò le attività a stagione in corso.[30]

Gli osservatori NBA smisero di seguire le partite della lega nel gennaio 2009, citando l’elevato numero di incontri annullati o persi a tavolino.[31]

Numerose squadre fallirono anche durante la stagione 2009–10, compresa l’intera Pacific Northwest Division. I San Francisco Rumble rinunciarono alla gara di playoff contro i Southeast Texas Mavericks poiché non erano in grado di sostenere le spese di trasferta.[32]

La nazionale filippina di pallacanestro, i Gilas Pilipinas, disputò una serie di incontri amichevoli contro squadre della ABA, tra cui i Clayton Showtime, i Los Angeles Slam, i Riverside Rainmakers, i San Diego Surf e i West Coast All-Stars.[33] Questa serie, disputata nell’aprile 2010, fu denominata ABA Friendship Games.

Nell’aprile 2010, Dick Packer fu nominato presidente della lega e direttore operativo (COO).[34]

Dopo aver conquistato il secondo titolo consecutivo nella stagione 2010–11, i Southeast Texas Mavericks dichiararono pubblicamente che l’ABA non offriva un livello di competizione adeguato e lasciarono la lega con l’intenzione di entrare nella NBA Development League.[35] Tuttavia, la loro richiesta di ammissione alla NBA Development League fu respinta e la franchigia rimase inattiva nelle stagioni 2011–12 e 2012–13.

In loro assenza, i Jacksonville Giants conquistarono due titoli consecutivi, sconfiggendo in finale i precedentemente imbattuti South Carolina Warriors nella stagione 2011–12 e i North Dallas Vandals nella stagione 2012–13.[36]

La franchigia fece ritorno nell’ABA nella stagione 2013–14 con il nome di Shreveport-Bossier Mavericks, chiudendo la stagione senza sconfitte e vincendo il titolo con una vera e propria stagione perfetta.[37]

Cambio di gestione e accordo con ESPN3 (2014–2016)

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La Jacksonville Veterans Memorial Arena, che ospitò il pubblico più numeroso nella storia dell’ABA il 16 gennaio 2016.

Al termine della stagione 2013–14, oltre 350 franchigie avevano cessato le attività dalla fondazione della lega.[38]

In seguito al ritiro di Joe Newman nel luglio 2014, l’ex proprietario degli Arizona Scorpions Ron Tilley assunse il ruolo di presidente e amministratore delegato (CEO) della lega.[39]

Nell’agosto 2014 la lega firmò un accordo biennale di trasmissione in streaming con ESPN3 per la diffusione delle partite di stagione regolare e dei playoff a partire dalla stagione 2014–15.[40]

Dopo aver concluso una seconda stagione perfetta nella stagione 2014–15 e aver conquistato il quarto titolo della propria storia, gli Shreveport-Bossier Mavericks lasciarono l’ABA per entrare nella Premier Basketball League.[41]

Joe Newman tornò a ricoprire la carica di presidente e amministratore delegato della lega a partire dalla stagione 2015–16.

Il 16 gennaio 2016 i Jacksonville Giants fecero registrare il record assoluto di presenze nella storia dell’ABA, con 8.987 spettatori per la vittoria per 100–93 contro i precedentemente imbattuti Chicago Steam alla Jacksonville Veterans Memorial Arena.[42]

La settimana precedente era stato riportato che gli Orlando Magic stavano valutando l’ipotesi di adottare i Giants come propria affiliata nella NBA Development League; tuttavia, più avanti nel corso dell’anno, la franchigia della Florida decise invece di trasferire la propria affiliata esistente, gli Erie BayHawks, a Lakeland, Florida.[43][44]

Lancio della WABA e introduzione del torneo play-in (2017–presente)

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Gli Indiana Lyons ospitano gli Indiana Legends il 24 febbraio 2024.

Nel 2017 è stata lanciata una lega sorella, la Women's American Basketball Association (WABA).[45] Marsha Blount, proprietaria dei Jersey Express, è stata nominata presidente e amministratrice delegata (CEO) della lega.[46]

La stagione 2017–18 vide la riduzione della quota di affiliazione delle franchigie a 2.500 dollari.[47]

Il cofondatore della lega Dick Tinkham morì nell’ottobre 2018 a causa della distrofia muscolare.[48]

La stagione 2019–20 fu interrotta anticipatamente e i playoff furono cancellati a causa della pandemia di COVID-19.[49]

Gli imbattuti Jacksonville Giants conquistarono il loro settimo e ultimo titolo nella stagione 2020–21, completando la prima stagione perfetta della storia della franchigia e la terza nella storia dell’ABA.[50]

A partire dalla stagione 2021–22 è stato introdotto un torneo play-in per determinare le squadre qualificate al turno divisionale dei playoff.[51]

Dopo l’eliminazione dai playoff della stagione 2021–22 per mano degli Steel City Yellow Jackets, i Jacksonville Giants, la squadra con più titoli nella storia della lega, cessarono le attività.[52]

I Burning River Buckets e gli Indiana Lyons furono dichiarati co-campioni della stagione 2022–23 dopo che i danni causati da una tempesta resero inagibile l’impianto designato per la finale.[53]

Ufficiale di gara della ABA.

La lega adotta una serie di regole non convenzionali, uniche nel panorama cestistico professionistico, che la distinguono dalle altre competizioni:[54]

  • Tiro da quattro punti: i canestri realizzati da oltre la linea di metà campo valgono 4 punti.
  • Regola 3D: se una squadra commette una violazione di campo dietro o perde il possesso nella propria metà campo, qualsiasi canestro realizzato dalla squadra avversaria nel possesso immediatamente successivo viene premiato con un punto aggiuntivo (un tiro da 2 vale 3 punti, un tiro da 3 vale 4 punti, un tiro da 4 dalla metà campo vale 5 punti). In caso di fallo subito durante un tiro sbagliato mentre la regola 3D è attiva, al giocatore vengono assegnati tiri liberi equivalenti al valore del canestro che avrebbe potuto realizzare.
  • Regola dell’interferenza a canestro: una volta che il pallone tocca il ferro, qualsiasi intervento difensivo sul pallone non viene considerato goaltending.
  • Regola dei 7 secondi: ogni squadra ha sette secondi per portare il pallone dalla metà campo difensiva a quella offensiva prima che venga fischiata una violazione di campo dietro. Il conteggio non si azzera in caso di timeout o se il pallone esce dal campo dopo una deviazione.
  • Regola del settimo fallo: un giocatore che commette sette falli personali nei tempi regolamentari viene escluso dalla partita e sostituito da un compagno in panchina. I giocatori usciti per falli nei tempi regolamentari possono tuttavia rientrare in campo durante i tempi supplementari.
  • 3–10 & Out: il tempo supplementare inizia con un unico periodo di 3 minuti. Se la parità persiste, si disputa un secondo overtime senza limite di tempo, vinto dalla prima squadra che raggiunge 10 punti.
  • Regola del tredicesimo uomo: la squadra di casa può schierare un giocatore aggiuntivo rispetto ai consueti 12 per le partite di stagione regolare. Tradizionalmente questo ruolo è ricoperto da celebrità o personalità pubbliche come iniziativa promozionale; tali giocatori non sono autorizzati a disputare l’intera partita.
I Vermont Frost Heaves, vincitori dei titoli ABA nelle stagioni 2006–07 e 2007–08.

Dal 2000 a oggi, oltre 430 franchigie hanno preso parte, anche solo per una stagione o una singola partita, all’American Basketball Association. La lega è nota per l’elevato numero di squadre annunciate ma mai attive, per frequenti cambi di denominazione delle franchigie e per la costante migrazione dei club verso campionati rivali, rendendo complessa una catalogazione univoca delle squadre partecipanti.

Nel corso della sua storia, l’American Basketball Association ha ospitato anche squadre atipiche rispetto ai canoni tradizionali del professionismo nordamericano. Tra queste figurano rappresentative nazionali o selezioni speciali, come Team Haiti e Team Nicaragua, create principalmente per finalità promozionali e di visibilità internazionale più che per una stabile partecipazione agonistica. Particolarmente significativo è stato anche il caso dei Beijing Aoshen Olympians, club cinese ammesso alla lega dopo l’esclusione dal campionato nazionale, che disputò le proprie partite casalinghe negli Stati Uniti pur rappresentando un’organizzazione sportiva straniera. In altri casi, l’anomalia si è manifestata attraverso denominazioni non convenzionali o a forte connotazione identitaria e promozionale, come Las Estrellas de Chicago, oppure squadre costruite attorno a concetti di marketing e intrattenimento piuttosto che a una struttura societaria tradizionale.

Le franchigie più longeve ancora attive nella lega sono i Jersey Express (fondati nel 2005), i Georgia Gwizzlies (2007), gli Steel City Yellow Jackets (2014) e gli Indiana Lyons (2017).

Alcune franchigie che hanno lasciato l’ABA continuano comunque a competere in altri campionati professionistici, tra cui i Detroit Panthers (attivi nella Maximum Basketball League), i Motor City Cruise (militanti nella NBA G League), i Newfoundland Rogues (nella Basketball Super League) e i Rochester Kingz (nella The Basketball League).

Nel corso della stagione 2024–25, 123 squadre hanno completato almeno una partita ufficiale all'interno della competizione.[55]

Stagione Campione Risultato Finalista Note
2000-01Detroit Dogs107-91Chicago Skyliners[56]
2001-02K.C. Knights118-113So.Cal. Surf[57]
2002-03 Stagione non disputata.
2003-04Long Beach Jam126-123K.C. Knights[58]
2004-05Ark. RimRockers118-103Bell. Blackhawks[59]
2005-06Rochester Razor.117-114SoCal Legends[60]
2006-07Vermont F. Heaves143-95Texas Tycoons[61]
2007-08Vermont F. Heaves87-84San Diego Wildcats[62]
2008-09 Kentucky Bisons

127-120 Maywood Buzz [63]
2009-10SE Texas Mavericks96-99, 104-83, 85-76Kentucky Bisons [64]
2010-11SE Texas Mavericks114-97, 109-85Gulf Coast Flash [65]
2011-12Jacksonville Giants106-101, 100-91South Carolina Warriors [66]
2012-13Jacksonville Giants85-84, 110-109N. Dallas Vandals[67]
2013-14Shrev. Mavericks136-127, 105-103Jacksonville Giants[68]
2014-15Shrev. Mavericks109-81, 116-91Miami Midnites [69]
2015-16Jacksonville Giants92-80, 93-90Windy City Groove [70]
2016–17Jacksonville Giants120-102Windy City Groove [71]
2017-18Jacksonville Giants119-114Austin Bats [72]
2018-19Jacksonville Giants116-112South Florida Gold [73]
2019-20 Non disputato a causa della Pandemia di COVID-19.
2020-21Jacksonville Giants111-108Chicago Fury [74]
2021-22 Steel City Yellow Jackets

123-118 Team Trouble [75]
2022-23 Non disputata a causa della mancanza delle condizioni per giocare la finale. Burning River Buckets e Indiana Lyons sono stati dichiarati co-campioni.
2023-24 Chicago Fury

126-123 Mississippi Silverbacks [76]
2024-25 Chicago Fury

131-122 Silicon Valley Panthers [77]

Titoli per squadra

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Squadra Titoli Stagioni vinte
Jacksonville Giants72011–12, 2012–13, 2015–16, 2016–17, 2017–18, 2018–19, 2020–21
SE Texas Mavericks/ Shrev. Mavericks42009–10, 2010–11, 2013–14, 2014–15
Vermont F. Heaves22006–07, 2007–08
Chicago Fury 22023–24, 2024–25
Detroit Dogs12000–01
K.C. Knights12001–02
Long Beach Jam12003–04
Ark. RimRockers12004–05
Rochester Razor.12005–06
Kentucky Bisons 12008–09
Steel City Yellow Jackets 12021–22
Burning River Buckets 12022–23 (co-campioni)
Indiana Lyons 12022–23 (co-campioni)

Il primo Draft ABA del 2000 si svolse su 12 turni: i primi sei erano riservati a rookie e giocatori al primo anno da professionisti, mentre negli ultimi sei turni le squadre potevano selezionare giocatori veterani.[78]

Di conseguenza, numerosi nomi di grande richiamo vennero scelti dalle franchigie ABA. Dennis Rodman e Tim Hardaway furono selezionati come veterani dai Chicago Skyliners (ed entrambi disputarono successivamente partite nella ABA). A.C. Green, che era stato da poco svincolato dai Los Angeles Lakers, venne scelto dai Los Angeles Stars, mentre Dominique Wilkins fu draftato dagli Anaheim Roadrunners.

I Los Angeles Stars selezionarono inoltre Ed O'Bannon e Tyus Edney (campione dell’Eurolega nel 1999), entrambi protagonisti della vittoria del titolo NCAA del 1995 con la UCLA.[79]

Eddie House, proveniente da Arizona State, fu la prima scelta assoluta,[80] seguito da Scoonie Penn di Ohio State. Furono inoltre selezionati anche ex stelle dell’Università del Michigan come Jimmy King e Maceo Baston.

Alla nascita della lega nel 2000, ogni franchigia poteva schierare un massimo di 10 giocatori e il tetto salariale era fissato a 900.000 dollari.[81]

Nel 2000, un giocatore medio della ABA percepiva uno stipendio di circa 60.000 dollari. Di conseguenza, la lega risultava essere la seconda per spesa salariale negli Stati Uniti, alle spalle soltanto della NBA, superando competizioni già consolidate come la USBL e la CBA.

Nel 2007, secondo quanto dichiarato da Joe Newman, il salary cap venne drasticamente ridotto a 120.000 dollari (circa 10.000 dollari per giocatore su un roster di 12 elementi).

Ex giocatori di rilievo

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* Eletti nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame

Giocatori per nazionalità

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • (EN) Sito ufficiale della ABA, su abalive.com. URL consultato il 13 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2013).
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