Vrenna

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I Vrenna sono una 'ndrina originaria di Crotone formata da tre famiglie, Vrenna, Bonaventura e Corigliano. È stata la prima famiglia di ndrangheta di Crotone, da circa 60 anni sono presenti sul territorio anche se negli anni '80 erano dati in declino.[senza fonte] Le attività illecite in cui operano sono il traffico di droga e le estorsioni.

Indice

[modifica] Le parentele familiari

I Vrenna ed i Bonaventura, sono fratelli di padre Zu Luigi (Zio Luigi) u Zirro il quale ha avuto una moglie e relazioni con altre donne, ma non tutti i suoi figli hanno lo stesso cognome, erano in totale fra uomini e donne più di 24 figli.Alcuni sono morti per cause naturali. Non tutti hanno avuto a che fare con gli affari del clan.[senza fonte]

[modifica] Storia

[modifica] Origini

Il capostipite era Luigi Vrenna, il quale comandò il clan sino al 1974 anno che lo vide arrestato quale mandante dell'omicidio di due bambini.(figli di tale Umberto Feudale uomo di rispetto, detto u petruliaru che era dedito al contrabbando di sigarette). U petruliari qualche mese prima aveva ucciso durante una sparatoria un figlio di Zu Luigi,Calogero Vrenna detto Nini di anni 22 per motivi futili il quale era ritenuto da tutti un attacca brighe, e dopo averlo sparato lo investi con la macchina mentre era a terra morto in segno di sfregio. Durante la sparatoria rimase ucciso un fratello del Feudale, Ciccio. Dopo la morte di Nini iniziò una caccia ai parenti dei Feudale che culminò con l'uccisione di due bambini di anni 9 e 14, figli di Umberto. Per l'uccisione dei bambini(considerati sacri per quei tempi) il clan ebbe numerosi arresti,cadde in declino e fu contestato dalla popolazione di Crotone durante il processo, e si ridimensionò, cosi altre famiglie del crotonese cercarono di prendere il potere,tra questi le famiglie storiche di Isola, Cutro e Cirò. Luigi Vrenna morì per cause naturali[1].

[modifica] Oggi

Attualmente la cosca è la più potente in Crotone [senza fonte] anche se dopo il pentimento di alcuni membri tra questi Luigi Bonaventura, è stata decimata dagli arresti(39) con l'operazione Heracles.

[modifica] Alleanze

Essa è collegata con tutte le famiglie del crotonese come i Megna, gli Iona e i Grande Aracri.

[modifica] Capibastone e elementi di spicco

  • Antonio (Tonino)Vrenna, capobastone invisibile
  • Gianni Bonaventura regente clan vrenna bonaventura (morto per cause naturali l'11 marzo 2003)
  • Mario Bonaventura condannato a seguito operazione Heracles
  • Giuseppe(Pino) Vrenna capobastone invisibile arrestato il 6 marzo 2009, dal 09.12.2010 Pino Vrenna è un pentito
  • Luigi Bonaventura ex regente clan vrenna bonaventura(collaboratore di giustizia)
  • ' Salvatore Bonaventura detto rino papà di luigi in carcere
  • Luigi Bonaventura sgarrista pentito
  • Paolo Corigliano, cognato di Giuseppe Vrenna( ha sposato la sorella)
  • Egidio Cazzato, amico fraterno di Gianni Bonaventura(gli hanno ucciso un figlio Vittorio nel 1990) in carcere
  • Sergio Vrenna, arrestato

[modifica] Fatti recenti

  • Il 7 aprile 2008 con l'operazione Hercules vengono arrestate 39 persone presunte affiliate alle cosche Vrenna, Bonaventura e Corigliano a Crotone, Reggio Calabria nel Lazio e in Emilia-Romagna. Dall'operazione si evincono varie attività illecite tra cui il traffico di droga, rifornimento di esplosivo dalla criminalità albanese, estorsione dal 2002 a un'impresa di pulizia e intimidazione delle forze dell'ordine da cui in questo periodo si sentivano braccati. Obbligavano anche locali (La casa cantoniera, il bar Columbus, il pub Bounty) come discoteche (Tortuga e Blanco) a ricevere protezioni da appartenenti alla cosca in cambio di denaro. L'11 aprile vengono confermati i fermi a 34 persone[2][3][4][5][6][7]
  • Il 28 aprile 2008 con l'operazione Eracles II vengono arrestate dalla polizia 55 persone legate ai Vrenna-Bonaventura-Corigliano. Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi e traffico di sostanze stupefacenti.[8]
  • Il 6 marzo 2009 a Montalto dal Servizio Centrale Operativo di Roma e dalle squadre mobili di Cosenza e Crotone viene arrestato il capobastone Giuseppe Vrenna. È accusato di associazione di stampo mafioso, traffico di droga e estorsione[9]

[modifica] Ndrine alleate

  • Bonaventura

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Cosenza, Luigi Pellegrini editore, 2007.
  2. ^ «Maxi blitz nel crotonese». Nuova Cosenza.
  3. ^ «Maxi blitz nel crotonese (2)». Nuova Cosenza.
  4. ^ «Crotone, blitz anti 'ndrangheta "Intimidivano poliziotti e magistrati"». Repubblica.it.
  5. ^ «Maxi blitz nel crotonese (3)». Nuova Cosenza.
  6. ^ Calabria Ora dell'8 aprile 2008 - Il lungomare è Cosa nostra di Pablo Petrasso
  7. ^ Operazione Eracles, Nuova Cosenza
  8. ^ «'Ndrangheta, blitz nel Crotonese.Decapitati i vertici di alcune cosche». Repubblica.it.
  9. ^ «Arrestato il capoclan latitante, Giuseppe Vrenna». Nuova Cosenza.
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