Traumi della colonna vertebrale

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1leftarrow.pngVoce principale: Colonna vertebrale.

I traumi della colonna vertebrale sono quegli eventi traumatici che provocano un danno, più o meno permanente, appunto a carico della colonna vertebrale, le cui conseguenze consistono spesso in una invalidità permanente.

Aspetti sociali[modifica | modifica wikitesto]

I traumi della colonna vertebrale sono una voce della medicina e chirurgia che pesa gravemente nel bilancio sociale ed economico delle società moderne. Infatti sono notevolmente in aumento in proporzione all'incremento di incidenti sulla strada e sul lavoro. Inoltre vanno tristemente ad incidere in modo prevalente in una fascia di età medio-giovanile. Al contrario dei traumi cranici, che per esempio hanno risentito positivamente dell'uso obbligatorio del casco nella guida dei veicoli a due ruote, per i traumi della colonna vertebrale non vi sono al momento presidi atti a prevenire gravi danni da incidente stradale. Viene automatico quindi raccomandare, soprattutto nei giovani che cominciano a guidare le motociclette, un corso specifico che insegni fin dall'inizio la prudenza e moderazione nella velocità di guida e - per tutti - l'abitudine a non viaggiare stanchi e in stato di ebbrezza, anche se lieve.

Aspetti anatomo-funzionali[modifica | modifica wikitesto]

La colonna vertebrale è composta di circa 33 segmenti sovrapposti ed articolati tra loro (le vertebre) che permettono - entro limiti di escursione relativamente ridotti - movimenti di rotazione, flesso-estensione sui piani laterale e frontale, e - grazie alla presenza dei dischi intervertebrali - un minimo di elasticità negli stimoli di compressione verticale sulla colonna vertebrale. Il complesso osteo-articolare, insieme alla imponente muscolatura assiale che ne aiuta la funzione, rappresenta così una vera colonna di sostegno per il nostro organismo, ma soprattutto esercita l'importante funzione di proteggere quella parte importante ed insostituibile del sistema nervoso centrale che è il midollo spinale, deputato a condurre tutti gli stimoli motori dal centro (cervello) alla periferia (nervi e muscoli), e tutti gli stimoli sensoriali (sensazioni termiche, tattili, dolorifiche, percezione del corpo nello spazio e quindi la raffinata abilità nel movimento possibile negli equilibristi) dalla periferia al centro.

Definizione dei traumi della colonna vertebrale[modifica | modifica wikitesto]

I traumi della colonna vertebrale possono essere classificati:

  1. per sede anatomica (cervicale, dorsale, lombare, sacrale);
  2. per il grado di danno determinato sulla vertebra (infrazione, frattura, scomposizione) e sulle strutture articolari e tendinee adiacenti;
  3. per il grado di danno determinato sulle strutture neurologiche (amieliche, ossia senza danno neurologico, mieliche, con danno neurologico da minore a transezione completa del midollo, danno radicolare);
  4. per il tipo di insulto che si esercita sulla colonna (carico verticale in compressione o distrazione, traslazione, ossia carico orizzontale al piano vertebrale, iperestensione/iperflessione, rotazione, o associazione in vario grado dei precedenti).

Esami diagnostici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esame clinico del malato, il primo esame strumentale di pronto soccorso è la radiografia diretta. Questa permette infatti di stabilire rapidamente la sede anatomica e direttamente l'entità del danno vertebrale, indirettamente il rischio di danno neurologico. Permette inoltre di restringere il campo su cui applicare studi diagnostici più elaborati. La risonanza magnetica e la tomografia computerizzata (TAC) con ricostruzione della finestra ossea permettono, la prima, uno studio accurato delle delicate strutture nervose contenute nel canale vertebrale, la seconda, una maggiore definizione, anche in 3D, della o delle vertebre dimostrate danneggiate dalla radiografia diretta. Ove le condizioni cliniche del malato lo consentano, si può completare l'iter diagnostico con lo studio funzionale neurofisiologico, che, con l'elettromiografia e i potenziali evocati, può confermare il livello anatomico e l'entità del danno neurologico. Lo stesso studio può inoltre essere prolungato anche eventualmente in sala operatoria, per monitorizzare le funzioni mentre il malato si trova in anestesia generale.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Il giusto trattamento del trauma della colonna vertebrale comincia fatalmente sul luogo del trauma. Infatti proprio in quella sede ogni errore può costare caro, ogni scrupolo in più può salvare anche situazioni disperate.

Il traumatizzato non va toccato che da mani esperte. Se si ha fortuna sul luogo del trauma arriva un Mezzo di Soccorso di Base o Avanzato (un veicolo attrezzato con personale medico, infermieristico e paramedico esperto) o un'Eliambulanza (elicottero attrezzato nello stesso modo) che con sapienza e delicatezza sposta il paziente su una barella speciale ('spinale') evitando in tutti i modi manipolazioni e spostamenti dei segmenti vertebrali danneggiati. L'obiettivo da raggiungere è una stazione di pronto soccorso attrezzata per il trattamento dei traumi vertebrali. Qui si procede allo studio diagnostico urgente sopra riportato e, in base ai risultati, ad un adeguato trattamento.

Se il trauma è lieve può essere sufficiente una immobilizzazione temporanea in corsetto esterno. Attualmente ne esistono di molti tipi, rimovibili, che consentono di modellare la forma sulle specifiche necessità del paziente e, al contrario dei busti in gesso ormai abbandonati, anche una ottima igiene della parte immobilizzata.

Nei traumi gravi si dovrà decidere se la riparazione può avvenire comunque con una immobilizzazione prolungata in corsetto, o se diviene necessario il trattamento chirurgico.

Il trattamento chirurgico è indispensabile nei casi in cui vi sia danno delle strutture nervose, oppure instabilità vertebrale.

Colpo di frusta[modifica | modifica wikitesto]

Particolare attenzione è stata dedicata dalla letteratura medico-legale al fenomeno del cosiddetto colpo di frusta. Contrariamente all'uso comune dell'espressione, il colpo di frusta non è indicativo di una patologia traumatica del rachide cervicale, né di una sua lesione: si tratta, infatti, di un semplice movimento articolare[1] del rachide cervicale nei tre piani dello spazio in seguito ad accelerazione o decelerazione. Solo quando tale meccanismo articolare sia particolarmente brusco e istantaneo (come può succedere a seguito di sollecitazioni particolarmente intense) esso può provocare esiti patologici, reversibili col tempo o permanenti, come contratture dei muscoli paravertebrali, riduzione della normale lordosi cervicale, schiacciamento o frattura delle vertebre cervicali[1]. Pertanto, anche l'indicazione della diagnosi "colpo di frusta" (o "colpo di frusta cervicale") su un certificato medico o su un referto di pronto soccorso, non assume un particolare rilievo da un punto medico-legale[1].

Anche quando il colpo di frusta abbia causato degli esiti, si tratta, normalmente, di lesioni che regrediscono nell'80-90 per cento dei casi, entro un periodo che va da pochi mesi a un anno, senza lasciare danni permanenti[1].

Riguardo all'incidenza epidemiologica di tali esiti in conseguenza di lievi incidenti stradali, è stato dimostrato che, salvo casi eccezionali (legati a un'erronea postura del passeggero, o a una particolare predisposizione anatomica, dovuta a caratteristiche della struttura ossea del soggetto), non si verificano danni da colpo di frusta (e quindi è da escludere il nesso causale) in seguito a tamponamenti antero-posteriori in cui la velocità del veicolo che segue sia superiore a quella del veicolo che precede per soli 10-15 km/h[1] (ad esempio, il veicolo A, che procede a 120 km/h, viene tamponato dal veicolo B che procede a 130/135 km/h)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Marco Rossetti, Il danno alla salute, Wolters Kluwer Italia, 2009 p. 643

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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