SMS Emden (1908)

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SMS Emden
Bundesarchiv DVM 10 Bild-23-61-13, Kleiner Kreuzer "SMS Emden I".jpg
Descrizione generale
War Ensign of Germany 1903-1918.svg
Tipo incrociatore leggero
Classe classe Dresden
Proprietario/a Kaiserliche Marine
Costruttori Kaiserliche Werft
Cantiere Danzica
Impostata 6 aprile 1906
Varata 26 maggio 1908
Entrata in servizio 10 luglio 1909
Destino finale Affondata il 9 novembre 1914 nella Battaglia delle Isole Cocos
Caratteristiche generali
Dislocamento 3.364
Lunghezza 118 m
Larghezza 13,4 m
Pescaggio 5,3 m
Velocità 23 nodi  (42,6 km/h)
Autonomia 3.700 mn (6.000 km)
Equipaggio 360
Armamento
Armamento 10 cannoni da 10,5 cm SK L/40
2 tubi lanciasiluri

dati tratti da[1]

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L' SMS Emdem, incrociatore leggero tedesco della Prima guerra mondiale, originariamente appartenente al Ostasiengeschwader, in seguito distaccato per eseguire guerra di corsa ai danni delle marine commerciali dell'Intesa, prende il nome dalla città tedesca di Emden. Fu una delle maggiori preoccupazioni della Royal Navy, che costituì una squadra apposita per stanarlo e affondarlo.

L'incrociatore Emden si separò dalla squadra dell'ammiraglio Maximilian von Spee ed ebbe la possibilità di agire in piena autonomia nell'Oceano Indiano, cercando di creare più danni agli alleati. Fu una nave corsara adibita alla cattura o alla distruzione delle le navi mercantili alleate che rifornivano le basi e colonie orientali o che portavano materie prime in Inghilterra. Il capitano von Mücke affondò circa 22 piroscafi per un danno economico enorme, pari a circa 50 milioni di marchi dell'epoca. Alla fine, venne intercettato dall'incrociatore Sydney che lo distrusse mentre era in rada nelle isole Cocos. Lo scontro fu impari: l'Emden, infatti, era dotato di un armamento precario e antiquato e, inoltre, parte dell'equipaggio era sbarcato nell'isola. L'incrociatore tedesco provò a reagire, ma venne distrutto. Il capitano von Muller ebbe molti elogi sulla stampa inglese per il suo ardimento e, soprattutto, per il trattamento benevolo riservato ai marinai dei piroscafi catturati.

Indice

Note [modifica]

  1. ^ Emden Ship Info sul sito german-navy.de.

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