Rapino

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Rapino
comune
Rapino – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia Chieti – stemma Chieti
Sindaco Rocco Cocciaglia (lista civica Uniti per Cambiare) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 42°12′39.72″N 14°11′14.49″E / 42.2110333°N 14.1873583°E / 42.2110333; 14.1873583 (Rapino)Coordinate: 42°12′39.72″N 14°11′14.49″E / 42.2110333°N 14.1873583°E / 42.2110333; 14.1873583 (Rapino)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 1 403[1] (31-12-2010)
Densità 70,15 ab./km²
Frazioni Case Nuove, Colle Cese, Coste Micucci, Ortaglio, Piano, Pretaro, Vicenne
Comuni confinanti Fara Filiorum Petri, Guardiagrele, Pennapiedimonte, Pretoro, San Martino sulla Marrucina
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0871
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069071
Cod. catastale H184
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti rapinesi
Patrono san Lorenzo martire
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Rapino è posizionata in Italia
Rapino
Posizione del comune di Rapino all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Rapino all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Rapino è un comune italiano di 1.457 abitanti[2] della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana della Maielletta.

Indice

[modifica] Geografia

Comune della provincia di Chieti, alle pendici del versante nord-orientale della Majella, attraversato da torrenti affluenti del fiume Foro, altitudine del centro abitato di m 400 s.l.m., ma la parte montana arriva a m 1900 in prossimità del Rifugio Pomilio in località Majelletta, la maggior parte del territorio fa parte del Parco Nazionale della Majella

[modifica] Clima

Essendo situata in parte in collina e in parte in una vallata, ad un'altezza di circa 400 m s.l.m., il clima di Rapino è da considerare come temperato fresco-mediterraneo, con inverni spesso rigidi con una media a gennaio che non supera i 5 °C, ed estati abbastanza calde, con una media a luglio intorno ai 23 °C. Le precipitazioni sono comprese tra i 900 e i 1000 mm di pioggia e concentrate soprattutto in primavera e in autunno, mentre nel periodo invernale le precipitazioni nevose possono essere frequenti e abbondanti.

[modifica] Storia

Il centro di antichissima origine, interessato da stanziamenti umani di diverse epoche, con vari reperti di epoca preistorica, di epoca romana, e successive, da citare del paleolitici la Grotta del Colle in cui è stata ritrovata la dea di Rapino conservata nel Museo Archeologico di Chieti, nelle vicinanze, però del periodo italico è stata trovata La Tabula Rapinensis [3], targa con incisioni in dialetto osco-marrucino recuperata dallo studioso tedesco di storia romana Theodor Mommsen e trasferito in Germania, è stata conservata fino alla Seconda Guerra mondiale nel Pergamonmuseum di Berlino, successivamente all'invasione russa trasferito nel museo Puskin di Mosca in Russia. Nelle vicinanze, dell'attuale centro abitato, si trovano i resti di una fortificazione con mura megalitiche, resti di abitazioni a capanne, resti di un'ara sacrificale identificato come Touta Marouca e successivamente come Civita Danzica. In epoca medievale il paese vi furono, invece testimonianze monastiche. Nel XV secolo fu feudo degli Orsini e successivamente dei Colonna di Roma.[3]

Rapino è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, il riconoscimento è avvenuto con il conferimento della Croce di Guerra al Valor Militare in data 26 giugno 1975 per i sacrifici della popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale per il "valido contributo di valore alla causa della liberazione".

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi d'interesse

  • Le chiese. Il paese di Rapino è ricco di chiese, tra le quali la chiesa dedicata a S. Lorenzo, patrono di Rapino, la chiesa di S. Giovanni, il santuario della Madonna di Carpineto, la chiesa di S. Rocco, la chiesa della Madonna della Libera, la chiesa di S. Rita affrescata da Gioacchino Cascella, la chiesa di S. Antonio ora restaurata e diventata teatro.
    • La chiesa di San Lorenzo. Ha il portale incorniciato da pietra è sormontato da una finestra. Il campanile, in pietra, ha una pianta quadrangolare e posto centralmente sulla facciata. La cella campanaria ha delle aperture ad arco a tutto sesto, la tettoia del campanile è a cuspide.[4]
    • La chiesa di San Giovanni. La facciata è suddivisa in tre parti da quattro lesene in cui vi sono tre porte incorniciate, di cui le due laterali sono sormontate da due finestre ovali simil-oblò, la parte superiore è suddivisa dalla superiore da una cornice marcapiano la parte superiore ha una forma pressoché pentagonale in cui vi è una finestra rettangolare entro quattro paraste, sopra di essa vi è un timpano Il campanile è posto sul retro. La copertura del campanile è barocca.[5]
    • Una chiesa presso il borgo ha la facciata suddivisa da una cornice marcapiano, nella sottostante il portale è sormontato da un timpano spezzato, nella parte superiore vi è una lunetta e chiusa superiormente da un timpano più grande con finestra circolare a forma di oblò. Il campanile a vela è posto sul tetto.[6]
    • La chiesa della Madonna del Carpineto. La facciata è tripartita da quattro lesene. Tre portali, di cui il centrale è più grande. I due portali laterali sono sormontati da timpani a loro volta sormontati da finestre circolari a forma di oblò, a fianco del portale principale vi sono due aperture quadrate sormpntate da due decorazioni in pietra circolare, nella parte superiore, suddivisa dalla sottostante da una cornice marcapiano, vi è una finestra incorniciata da pietra. Sopra vi è un timpano al cui interno vi è una finestra circolare a forma di oblò. Dal timmpano, verso il livello sottostante scendono due archi a tutto sesto. Nella zona a sinistra vi è una torre campanaria con la cella campanaria con delle aperture ad arco a tutto sesto e cuspide barocco.[7]
  • Il Museo della ceramica.
  • Scavi archeologici. Nelle vicinanze del paese vi è la Grotta del Colle, la quale, in epoca preistorica fu usata come luogo sacro, vi fu scoperta la statua denominata "Dea di Rapino" ora in mostra nel Museo Archeologico della Civitella di Chieti, attualmente la grotta è possibile visitarla[8] ed i ruderi archeologici di Touta Marouca

[modifica] Cultura

Tutti gli anni l'8 maggio, si celebra la festa della Madonna di Carpineto, in cui si ricorda il miracolo avvenuto nel 1794, quando la siccità stava distruggendo il raccolto, che fu salvato da una pioggia provvidenziale. Caratteristica la processione delle verginelle, in cui le bimbe del paese di età compresa tra i sei ed i tredici anni, sfilano vestite di tuniche bianche, rosa o celesti.

[modifica] Personalità legate a Rapino

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Rocco Cocciaglia (lista civica Uniti per Cambiare) dal 08/06/2009

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 1º gennaio 2007.
  3. ^ cenni storici
  4. ^ Descrizione dalla foto sul sito
  5. ^ Descrizione dalle foto sui siti: [1] e [2]
  6. ^ Descrizione dalla foto sul sito
  7. ^ Descrizione dala foto sul sito
  8. ^ AA.VV., Musei e siti archeologici minori in Abruzzo e Molise in Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise, Pescara, Carsa Edizioni [2001], Pag. 169. ISBN 88-501-0004-3

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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