Prima Linea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il ruolo del gioco del rugby, vedi Prima linea (rugby).

Prima Linea (abbreviata in PL) è stata un'organizzazione armata di sinistra terrorista italiana nata in Lombardia nell'autunno del 1976 e formalmente strutturatasi nella primavera successiva a Firenze. Per numero di aderenti e di azioni armate è stata seconda in Italia solo alle Brigate Rosse (BR).

Indice

[modifica] Nascita ed ideologia

Prima Linea fu fondata da reduci dei gruppi extraparlamentari di Lotta Continua e Potere Operaio, più altri fuoriusciti, quali quelli di Azione Rivoluzionaria, quando queste formazioni decisero di non abbandonare la legalità o, appunto, di sciogliersi.

Prima Linea era stato prima il nome dato agli aderenti di Lotta Continua che facevano parte del servizio d'ordine durante le manifestazioni del gruppo (si trovavano appunto in "prima linea").

Prima Linea fu composta principalmente da operai e studenti e suoi dirigenti erano considerati Enrico Baglioni, Enrico Galmozzi, Sergio D'Elia, Roberto Rosso (l'ideologo del gruppo) e Sergio Segio.

Il gruppo non rivendicava inizialmente le proprie azioni anche perché nei primi mesi si autodefiniva «non un nuovo nucleo combattente, ma l'aggregazione di vari gruppi guerriglieri che finora hanno agito con sigle diverse» (testo di un volantino rilasciato dopo un'irruzione nella sede del gruppo dirigente della FIAT di Torino).

Il modello di Prima Linea si differenziava da quello delle Brigate Rosse per molti punti:

  • assenza di compartimentazione: PL era fondata sulla non divisione rigida dei ruoli
  • rifiuto della clandestinità, per mantenere una presenza nei luoghi di lavoro e nei movimenti della sinistra extraparlamentare (salvo pochissime eccezioni)
  • concentrazione sull'azione relegando in secondo piano una precisa elaborazione ideologica.

[modifica] Cronologia

[modifica] 1976

In sede processuale il primo omicidio attribuito al gruppo sarà quello di Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, il 29 aprile 1976 a Milano, in occasione del primo anniversario della morte di Sergio Ramelli, ucciso da un commando di Avanguardia Operaia.

[modifica] 1977

Il 12 marzo 1977 uccidono a Torino il Brigadiere della Pubblica Sicurezza Giuseppe Ciotta. Nell'aprile del 1977, a San Michele a Torri, nei pressi di Firenze, si tenne la conferenza istitutiva dell'organizzazione che si dotò di uno statuto e di un impianto organizzativo. Alla testa di PL c'era la Conferenza dell'Organizzazione ed il Comando Nazionale, poi i settori informativi e logistici ed infine le Squadre di Combattimento ed i Gruppi di Fuoco. PL si proponeva di mantenere una forte presenza nei movimenti di contestazione degli anni settanta accanto ad una struttura organizzata a livello nazionale.

Nel luglio del 1977 Prima Linea danneggiò un'armeria di Tradate, in provincia di Varese, in risposta all'uccisione (da parte del proprietario del negozio stesso durante una rapina per finanziamento del gruppo) di Romano Tognini, un suo militante.

[modifica] 1978

Nel 1978 si ebbe una fusione con le Formazioni Comuniste Combattenti, in seguito alla quale si diede vita al Comando Nazionale Unificato. In questo periodo PL si concentrò nella lotta contro le strutture carcerarie ed i suoi esponenti. Nel gennaio 1978 fu ucciso l'agente Fausto Dionisi, mentre nell'ottobre dello stesso anno venne freddato a Napoli Alfredo Paolella, docente universitario di antropologia criminale e osservatore tecnico nel carcere di Pozzuoli: ai suoi funerali i sindacati ed i partiti di sinistra promossero una grande manifestazione contro il terrorismo.

[modifica] 1979

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Scontro a fuoco del bar dell'Angelo e Agguato della bottiglieria di Via Millio.

Nel gennaio del 1979 venne ucciso l'agente Giuseppe Lorusso a Torino (il gruppo di fuoco era composto da Maurice Bignami "Davide", che sparò direttamente sull'agente - Bruno La Ronga "Andrea", Fabrizio Giai "Ivan" e Silveria Russo "Laura") ed il 29 gennaio, a Milano, il giudice Emilio Alessandrini che lavorava ad una riforma della legislazione carceraria (a sparare furono Sergio Segio "Sirio" e Marco Donat Cattin "Alberto", appoggiati da Michele Viscardi "Matteo", Umberto Mazzola e Bruno Russo Palombi).

Nel febbraio del 1979 si verificò un episodio particolarmente cruento destinato a scatenare a sua volta una serie di rappresaglie ugualmente sanguinose. La polizia sorprese ed uccise a Torino due membri di Prima Linea seduti ad un bar (il "Bar dell'Angelo"); si trattava di Barbara Azzaroni "Carla", la compagna di Bignami, e di Matteo Caggeggi "Charlie".

In risposta, nel marzo successivo, un commando di Prima Linea composto da Bignami (particolarmente desideroso di "vendicare" la Azzaroni), La Ronga, Silveria Russo, Giai e Giancarlo Scotoni "Roberto", compì un agguato, dentro una bottiglieria di Via Millio sempre a Torino, contro i componenti di una volante della polizia attirati dentro il locale con una finta telefonata; nel confuso e drammatico scontro a fuoco perse la vita un giovane e ignaro passante Emanuele Iurilli e rimasero gravemente feriti La Ronga e un agente di Polizia (l'appuntato D'Angiullo). Pochi mesi dopo fu ucciso Carmine Civitate, proprietario del bar e ritenuto erroneamente responsabile di aver identificato i due terroristi "Carla" e "Charlie"; il gruppo di fuoco era composto da Bignami e Marco Donat-Cattin, che entrarono nel bar e spararono al Civitate, appoggiati all'esterno da Giai, Viscardi e Roberto Sandalo "Franco".

Il 13 luglio fu ucciso durante una rapina a Druento (Torino) il vigile urbano Bartolomeo Mana, che faceva servizio di vigilanza disarmato, freddato con un colpo ravvicinato alla testa; i componenti del gruppo di PL erano Bignami, Giai, Donat Cattin e Sandalo, che sparò al vigile (non è chiaro se per errore, durante colluttazione o "a freddo").

Nel settembre del 1979 si tenne una conferenza di PL a Bordighera (Imperia) nel quale emerse un contrasto tra coloro che volevano mantenere un radicamento nei movimenti e coloro che invece volevano portare un attacco più deciso alle istituzioni. A causa di questi contrasti alcuni membri lasciarono l'organizzazione e ripararono in Francia dove furono successivamente arrestati. Sul finire dell'anno a Torino venne colpita la FIAT con l'uccisione dell'ingegnere Carlo Ghiglieno ed il ferimento di alcuni altri dirigenti aziendali, mentre a Rivoli (Torino) viene ucciso dalla polizia il militante Roberto Pautasso.

L'11 dicembre due nuclei di prima linea fecero irruzione alla Scuola di Formazione Aziendale di Torino (odierna Scuola di Amministrazione Aziendale, SAA) occupandola militarmente per 45 minuti. In questo lasso di tempo alcuni esponenti del gruppo armato tennero un discorso nell’auditorium, in cui vennero riuniti circa 100 studenti, mentre in un’aula vicina furono gambizzati cinque dirigenti Fiat ed Olivetti e cinque studenti.

[modifica] 1980

Nel 1980 prevalse l'ala radicale di PL che decise l'uccisione del magistrato e criminologo Guido Galli, a Milano, il 19 marzo. Il giudice venne ucciso da un gruppo di fuoco composto da Sergio Segio, Maurice Bignami e Michele Viscardi che poi riuscirono a fuggire in bicicletta.

Il 5 febbraio era stato ucciso invece Paolo Poletti, dirigente della fabbrica ICMESA di Seveso dalla quale era scaturita la nube tossica di diossina nel noto incidente dell'estate del 1976. Paoletti venne ucciso alle 8.15 di mattina, mentre apriva il cancello del cortile di casa sua a Monza per recarsi al lavoro, con tre colpi di pistola, di cui uno lo colpi' alla gola, sparati da un terrorista che poi si allontanò a bordo di una Fiat 128 grigio metallizzata rubata il giorno precedente a Milano, assieme un uomo ed una donna che fecero da copertura. L'assassinio venne rivendicato poco dopo con una breve telefonata all'ANSA milanese fatta da una terrorista: "Buongiorno signorina siamo di Prima Linea e rivendichiamo l’uccisione di Paolo Paoletti, avvenuta questa mattina a Monza. Seguirà comunicato". Pochi giorno dopo all'Istituto tecnico Hensemberg di Monza, venne affisso un dazibao intitolato: «Povero Paolo, hai finito d’ammazzare» firmato da un "Collettivo per la controinformazione"[1].

Nello stesso anno vennero uccisi i carabinieri Antonio Chionna, Ippolito Cortellessa, Pietro Cuzzoli e l'agente Filippo Giuseppe.

[modifica] Pentiti

Nello stesso anno si ebbero vari pentiti che portarono a numerosi fermi e ad un grosso dibattito all'interno di PL. In particolare le rivelazioni di Roberto Sandalo causarono una serie di arresti e dettero vita ad una profonda riflessione interna sulla cosiddetta "desolidarizzazione" tra i militanti. Mentre l'organizzazione decise, in febbraio, di uccidere William Waccher, ritenuto un collaboratore di giustizia, diversi membri abbandonarono PL, confluendo in parte nelle BR.

[modifica] L'«affaire» Donat Cattin

Anche grazie alle rivelazioni di Sandalo la polizia identificò nel maggio 1980 tra i membri più importanti di PL Marco Donat Cattin, figlio di Carlo, membro di spicco della Democrazia Cristiana e più volte ministro della Repubblica italiana. Esattamente lo stesso giorno in cui la notizia apparve sui giornali Marco Donat Cattin riuscì a scappare in Francia dove poco tempo dopo venne arrestato ed estradato nel febbraio 1981. Su di lui pendevano tra le varie accuse quella di aver partecipato attivamente all'omicidio Alessandrini.

La sua fuga in Francia fu oggetto di aspre polemiche nel mondo politico che coinvolsero il padre e l'allora Presidente del Consiglio Francesco Cossiga accusato di aver preventivamente informato Carlo Donat Cattin riguardo alle indagini sul figlio e addirittura di averne agevolato la fuga all'estero. Le inchieste successive non portarono ad alcuna responsabilità da parte di Cossiga anche se pare accertato che alcuni giorni prima di essere tratto in arresto Sandalo abbia avuto dei colloqui con Carlo Donat Cattin riguardo alla situazione compromessa del figlio Marco.[senza fonte]

Pochi mesi dopo la sua estradizione in Italia, Marco Donat Cattin fece di nuovo parlare di sé in quanto usufruì della legge sulla dissociazione recentemente approvata che prevedeva forti riduzioni di pena per coloro che dichiaravano conclusa la loro esperienza nella lotta armata ed appunto si "dissociavano" dai rispettivi gruppi terroristici di appartenenza.

[modifica] Scioglimento di Prima Linea

Nel 1980 una serie di azioni delle forze di polizia portarono alla cattura di numerosi membri dell'organizzazione in tutt'Italia. Nel 1981 a Barzio, in provincia di Como si tennero due conferenze in cui si decise, dopo alcuni falliti tentativi di riorganizzazione, di sciogliere Prima Linea. Questa decisione viene approvata da moltissimi militanti incarcerati che daranno vita ad un vasto movimento di dissociazione. Alcuni membri ancora in libertà dettero vita ai Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria, una formazione che si proponeva la liberazione dei detenuti per banda armata e per reati politici in generale.

Prima Linea è stata presente soprattutto in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto e nella sua attività vennero coinvolte 923 persone.[2]

[modifica] Situazioni successive

Il 21 febbraio 1987, Federico Alfieri, Gianfranco Mattacchini, Adriano Roccazzella, Rosaria Roppoli, Paolo Zambianchi, Roberto Rosso, Liviana Tosi, Susanna Ronconi, Sergio Segio, Paolo Cornaglia, detenuti nel carcere di Torino e condannati per reati connessi all’appartenenza al gruppo terroristico, si iscrivono al partito radicale[3] portando a conoscenza le motivazioni ideologiche con una lunga lettera esplicativa sul tema: Le regole del gioco e la democrazia. Il testo proclama l'abbandono di scelte errate sia nei metodi usati sia del punto visuale scelto per l'analisi della situazione politica e sociale italiana del tempo.

« ...quando, poco tempo fa, abbiamo scelto e chiesto l’iscrizione al Partito radicale, l’abbiamo fatto chiedendo la “seconda tessera”, pur non possedendone una “prima”. Abbiamo con questo voluto sottolineare la cautela, i dubbi, fors’anche la timidezza, con cui ci avviciniamo al difficile problema delle regole del gioco, della democrazia. Problema difficile non solo per noi che ce ne accostiamo ora da neofiti, avendo capovolto le ottiche del passato ... Noi non abbiamo grandi definizioni da dare; abbiamo solo il ricordo vivo di una stagione appena conclusa, finita in tragedia... Lasciamo dunque che la “prima tessera” esprima le nostre perplessità e difficoltà nell’avvicinarci ai “grandi temi” che il tempo presente pone; con la “seconda tessera”, quella volta al futuro, corriamo il rischio, diamo la nostra disponibilità al coinvolgimento e all’incontro -sui tanti piani che la realtà di questo paese e quella “transnazionale” offrono- con la trasversalità radicale. »
(Notizie Radicali n· 62 del 18 marzo 1987)

Il 1 marzo 1987 l’organizzazione terroristica si scioglie consegnandosi nelle mani del Partito Radicale Transnazionale

Sergio Segio, uno dei leader, dopo aver scontato la sua condanna a 22 anni, lavora al recupero dei soggetti svantaggiati della società collaborando in questo anche con don Luigi Ciotti.[4] Ha pubblicato diversi articoli sulle tematiche carcerarie e nel 2005 è uscito il suo libro "Miccia Corta", che traccia la storia di PL.

Marco Donat-Cattin, libero dal maggio 1987, è morto il 18 giugno 1988, sull'autostrada Serenissima, nei pressi del casello di Verona sud, travolto da un'auto mentre, sceso dalla sua vettura, stava segnalando alle macchine che sopraggiungevano di fermarsi per evitare un incidente in cui lui stesso era stato coinvolto leggermente.[5]

Il 10 aprile 2008 Roberto Sandalo è stato arrestato dai Carabinieri del ROS e dagli agenti della DIGOS di Milano dopo un'ordinanza di cattura conseguente agli attentati alle moschee e ai centri culturali islamici di Milano avvenuti nei mesi precedenti.[6]

Sergio D'Elia, nelle elezioni politiche di aprile 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati per la Rosa nel Pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera. È Segretario dell'associazione radicale Nessuno Tocchi Caino, fondata nel 1993, con l’obiettivo di abolire la pena di morte.

[modifica] Esponenti di Prima Linea

[modifica] Bibliografia

[modifica] Filmografia

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Associazione culturale Storia & Territorio, Giussano 1980, il terrorismo in Brianza, Il giornale della memoria n.02 Marzo, 2010
  2. ^ http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19624
  3. ^ Notizie Radicali n· 62 del 18 marzo 1987)
  4. ^ http://www.gruppoabele.org/Index.aspx?idmenu=839
  5. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/06/21/fermatevi-fermatevi-un-auto-ha-falciato.html
  6. ^ http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/sandalo-arrestato/sandalo-arrestato/sandalo-arrestato.html
  7. ^ http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rovigo/2009/03/16/158452-scamarcio_mezzogiorno_armati.shtml

[modifica] Voci correlate

storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue