Prevosto
Quello di prevosto (o anche preposto, in Toscana proposto, in latino praepositus) è uno dei titoli di cui si può fregiare un presbitero della Chiesa cattolica: spesso è equivalente ai titoli di arciprete o decano, anticamente si riferiva a un parroco con una giurisdizione particolare, oggi è esclusivamente un titolo onorifico.
In alcune diocesi i prevosti non hanno solo un titolo onorifico, ma sono dei veri e propri vicari foranei incaricati di coordinare la pastorale in una porzione di territorio e con una certa autorità sui parroci delle diverse parrocchie.
A seconda dei privilegi storicamente legati al titolo parrocchiale, il prevosto può anche essere mitriato se ha diritto ad indossare la mitria bianca durante le celebrazioni liturgiche solenni. Un altro privilegio di molti prevosti era quello di portare la ferula.
Il vestiario ufficiale per il ruolo di prevosto è il seguente: abito nero, calze paonazze, fascia nera, rocchetto, mozzetta paonazza, tricorno nero (in alcune occasioni: cappamagna nera con mozzetta paonazza).
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Il Prevosto nella Chiesa Ambrosiana [modifica]
Nella Chiesa Ambrosiana, la figura del prevosto ha ricoperto soprattutto in passato un ruolo centrale nell'amministrazione dell'arcidiocesi.
Le prime testimonianze documentate di praepositi datano dal XII secolo e si riferiscono non soltanto alla città di Milano, ma soprattutto al resto della Lombardia che apparteneva alla diocesi ambrosiana: i prevosti, infatti, erano a capo delle pievi che costituivano i territori del Ducato di Milano. Una delle sedi prepositurali oggi più importanti, per esempio, è quella di Lecco, che in passato era in una posizione strategica molto importante anche per i traffici commerciali con l'Europa settentrionale e per la difesa militare del Ducato.
I prevosti ambrosiani avevano sede nelle città capopieve e officiavano nella chiesa principale della città; ovviamente seguivano il rito ambrosiano per la celebrazione della liturgia (tranne nelle parrocchie che per ragioni storiche seguivano il rito patriarchino) e in alcuni periodi storici venivano nominati direttamente dalla curia pontificia.
Essi godevano altresì del diritto di nominare i canonici delle proprie collegiate e di assegnare in beneficio le rendite di beni fondiari di possesso della loro pieve. Sul territorio di loro competenza, inoltre, stabilivano dei vicariati che venivano affidati ad altri preti e che in seguito si sarebbero evoluti nelle parrocchie foranee (ossia, le parrocchie che non si trovano in città).
Con la soppressione delle pievi (Sinodo diocesano del 1972 presieduto dal cardinal Giovanni Colombo), il titolo di prevosto è divenuto esclusivamente onorifico anche nella diocesi di Milano, e in quanto tale è oggi conservato come segno di distinzione e di merito per i parroci delle parrocchie più grandi o insigni.
Stemma [modifica]
Lo stemma di un prevosto si compone di cappello prelatizio nero con sei nappe nere pendenti per lato, mentre dietro lo scudo è posto un pastorale velato con ricciolo rivolto verso sinistra. Se non è mitriato non ha diritto al pastorale dietro lo scudo (comunque, oltre che in araldica, non ha diritto al pastorale nelle cerimonie, usando invece la ferula).
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Prevosto nel Nuovo Soggettario della BNCF