Nanoarte
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Il termine NanoArte definisce una nuova disciplina artistica nata all’inizio del XXI sec. dall’integrazione dell’arte con la nanotecnologia. La NanoArte è una disciplina che utilizza le proprietà, le caratteristiche, le immagini e i saperi sull'universo nanotecnologico per realizzare delle opere artistiche.
La NanoArte può quindi tradursi in diverse espressioni e processi: scultura, fotografia, design, video, musica.
La NanoArte non è quindi una categoria artistica ma una modalità del "fare" artistico, e il numero di artisti che utilizzano la Nanoarte è destinato ad aumentare con il crescere delle conoscenza sociale e collettiva sul mondo delle nanotecnologie.
Già nel 1997 alcuni scienziati della Cornell University hanno realizzato una prima opera di Nanoarte. Sono diversi gli artisti che hanno realizzato opere di Nanoarte, da Victoria Vesna a Loris Greud, da Cris Orfescu a Giuliana Cunéaz e Grit Ruhland.
In Italia, la NanoArte è stata sviluppata particolarmente a partire dal 2005 da una coppia di artisti attivi a Torino, Alessandro Scali e Robin Goode, che collaborano con il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino. La collaborazione tra i due artisti e i ricercatori del Politecnico ha portato alla realizzazione di diverse opere di dimensioni micro e nanometriche, invisibili ad occhio nudo esposte nel 2007 a Bergamo in occasione della mostra Nanoart: vedere l'invisibile, curata da Stefano Raimondi.
La casa editrice di libri d'arte Skira ha pubblicato in occasione della mostra il primo testo critico sulla Nanoarte con i contributi critici di Piero Bianucci, Mauro Carbone, Frances Geesin, Maddalena Mazzocut-Mis, Antonello Negri, Jennifer Palumbo, Fabrizio Pirri, Stefano Raimondi, Ottilia Saxl, Kai Simons, Renzo Tomellini e Ugo Volli.


