Modus vivendi

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La locuzione latina Modus vivendi significa letteralmente modo di vivere, ed è attestata per la prima volta in Cicerone (De re publica, I, 34)

Diritto internazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto internazionale il modus vivendi è un accordo che due Stati usano concludere per definire una questione apertasi nel sistema delle loro relazioni internazionali, e per eliminare così quel turbamento che ne può derivare per la loro amichevole coesistenza e fiduciosa cooperazione.

Caratteri[modifica | modifica sorgente]

Plurimi sono quindi i caratteri di un tale accordo; in primo luogo la specificità del tema, concentrato in una questione particolare e circoscritta; inoltre, la tendenziale provvisorietà di esso, non potendo le Parti contraenti non tendere ad un accordo più ampio e durevole; infine, la reputata urgenza che spesso riveste la conclusione dell'accordo stesso. Pur essendo, nei riguardi giuridico-diplomatici, accordo internazionale vero e proprio, il modus vivendi può presentare, per i suoi stessi caratteri, alcune peculiarità differenziali dai solenni trattati. Di solito, non reca la clausola che ne prevede la ratifica e tende ad entrare immediatamente in vigore.

Uso corrente[modifica | modifica sorgente]

Anche nel linguaggio corrente modus vivendi può essere adoperato per alludere a un accordo provvisorio, spesso non formalizzato: per esempio, due persone che ufficialmente hanno interrotto i loro rapporti, ma che devono in qualche modo convivere, hanno stabilito un modus vivendi.

In altri casi l'espressione può essere utilizzata nel senso letterale di "modo di vivere" o "stile di vita". In questa accezione è sinonimo dell'inglese way of life.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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