Macchine anatomiche
In Napoli nella Cappella dei Sangro principi di San Severo, nota anche come Cappella Sansevero o "La Pietatella", risalente al 1590, edificata come cappella funebre annessa al Palazzo Sansevero sono esposte le cosiddette macchine anatomiche: due corpi, di un uomo e di una donna, completamente scarnificati, nei quali è possibile osservare, in modo molto dettagliato, l'intero sistema circolatorio costituito da vene, arterie e capillari. I due corpi, secondo una leggenda popolare, sarebbero il risultato di esperimenti effettuati da Raimondo di Sangro Principe di San Severo e da un anatomista palermitano, tale Giuseppe Salerno.
Sconcertante è come il sistema circolatorio si sia conservato in modo così dettagliato, visto che è possibile osservare dai vasi più grossi fino ai capillari più piccoli. Secondo la leggenda, il Principe avrebbe usato per i suoi esperimenti due servi (un nano ed una donna incinta) iniettando nei loro corpi una sostanza metallizzante che avrebbe salvaguardato il circuito sanguigno; dacché unica "pompa" in grado di spingere il sangue in ogni vaso è il cuore, la leggenda vuole che l'esperimento sarebbe stato eseguito su persone viventi.
Al di là della leggenda, grazie anche a documenti rinvenuti in archivi notarili napoletani attestanti un contratto tra il Principe di Sansevero (che si impegnava a fornire "cera colorata" secondo un metodo solo a lui noto) ed il Dottor Salerno, e grazie al nome stesso assegnato alle due "macchine" così come risulta, peraltro, da un antico inventario dei beni della Famiglia Sansevero, si ritiene che i due corpi costituiscano una sorta di ausilio didattico realizzato ricostruendo il circuito sanguigno su scheletri autentici mediante fil di ferro e cera colorata (non è possibile un riscontro di tale affermazione giacché l'ente proprietario delle "macchine" non ha mai acconsentito a far eseguire prelievi di materiale da sottoporre ad analisi). Un esame visivo da parte di medici ha comunque consentito di appurare che vi sarebbero "errori" nella riproduzione del circuito sanguigno, il che andrebbe ad avvalorare l'ipotesi "didattica" delle due "macchine".
Fino ad alcuni anni addietro, inoltre, la "macchina" femminile presentava, in grembo, anche un feto che è stato, però, trafugato.
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