Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

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Il vecchio che leggeva romanzi d’amore
Titolo originale Un viejo que leía novelas de amor
Autore Luis Sepúlveda
1ª ed. originale 1989
1ª ed. italiana 1993
Genere romanzo
Lingua originale spagnolo
Ambientazione El Idilio, foresta pluviale
Protagonisti Antonio José Bolívar Proaño
Coprotagonisti i cacciatori
Antagonisti il tigrillo
Altri personaggi il sindaco, la moglie

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore è la traduzione italiana del romanzo Un viejo que leía novelas de amor di Luis Sepúlveda, pubblicato nel 1989.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo parla d’Antonio José Bolívar Proaño, un vecchio che vive ad El Idilio dove è costretto a dare la caccia e ad uccidere un tigrillo, il feroce felino che sta uccidendo gli uomini perché distrutto dal dolore dell’assassinio dei suoi cuccioli. Il romanzo però ha una parte dove racconta del passato del vecchio e di come è diventato un esperto della foresta. Antonio José Bolívar ricorda tutto ciò che gli è capitato prima di giungere a El Idilio. Viveva infatti a San Luis, dove si sposa. La moglie però non riesce a rimanere incinta così i due coniugi partono per cercare di fuggire ai pettegolezzi del paese, e per cercare una serenità che porterà la donna a rimanere finalmente incinta. Arrivano nella foresta ma dopo due anni la donna muore, consumata dalle febbri malariche. Bolívar continua a vivere lì insieme gli shuar, indios che gli insegnano a vivere con la foresta e con i quali rimane per molto. Questo fino a quando viene esiliato dagli shuar per un errore che lo ha portato al disonore suo e del compagno di caccia. Da lì inizia a vivere a El Idilio dove scopre di saper leggere e quindi inizia ad adorare i romanzi d’amore.

Le sequenze prevalenti nel romanzo sono narrative, descrittive e dialogiche. Il romanzo inizia con l’esposizione dove viene presentata El Idilio e i personaggi principali. Segue allora l’esordio, ovvero il fatto che dà inizio al racconto: l’arrivo di una barca con un morto che secondo il giusto e accurato esame del vecchio è stato ucciso da un tigrillo. Il romanzo continua con una serie di mutamenti come il viaggio con la moglie, la vita con gli shuar, e l’affannosa ricerca del tigrillo, inizialmente in gruppo e infine solo. Vi è poi la spannung, il momento di massima tensione ritrovabile nell’ultimo scontro tra il vecchio e il tigrillo al quale è morto il compagno già ferito. Il brano termina con lo scioglimento individuabile nel ritorno di Bolívar nella sua capanna a leggere romanzi d’amore. Bisogna però dire che Antonio José alla fine del racconto non è per niente soddisfatto della sua performance di cacciatore, e prova vergogna per la sua indegnità che non lo rende vincitore di una battaglia come effettivamente apparirebbe agli occhi degli altri abitanti di El Idilio ma solo un inutile carnefice, come sarebbe apparso agli occhi degli shuar (i quali ritengono la doppietta uno strumento di viltà e prediligono il combattimento corpo a corpo con frecce avvelenate).

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Nel romanzo vi è sfasatura nel rapporto tra fabula e intreccio perché più volte ci sono racconti della vita del vecchio. I flashback presenti sono: la vita con la moglie e dopo con gli shuar e la visita alla città per entrare in possesso di libri. L’inizio è narrativo e descrittivo e il finale narrativo con morale. Il tempo della storia è di qualche giorno e il tempo del racconto, ovvero il ritmo con il quale è raccontato il romanzo è abbastanza lento perché ci sono molte descrizioni e riflessioni del vecchio. La dimensione temporale del romanzo, ovvero quando è ambientato, non è specificata ma si può dedurre durante il libro che la storia si svolge negli anni '60 o comunque in un periodo storico successivo al suddetto ( lo si può intuire dal semplice fatto che, nel romanzo, viene citato l'utilizzo di indumenti di materiale plastico come gli impermeabili).

Luoghi[modifica | modifica sorgente]

La storia si sviluppa in più luoghi:

  • Il paese (El Idilio), è uno spazio aperto. È situato in sud-america, è attraversata da un fiume e ha quindi un molo dove le varie navi attraccano, ha un proprio municipio e il sindaco.
  • La capanna di Antonio José Bolívar, è uno spazio chiuso. Era fatta di canne, era piccola: all’interno aveva un’amaca, una cassa che sosteneva il fornello, un tavolo molto alto, per impedire al proprietario di sedercisi sopra, posto davanti ad una finestra. Il tetto era di paglia. Ai piedi dell’amaca era posto un quadro che ritraeva due persone fino al busto: Bolívar e sua moglie.
  • La foresta, è uno spazio aperto. È molto estesa e attraversata da fiumi. La vegetazione è alta e fitta. Al suo interno si rifugiano diversi animali e la popolazione shuar. Ci sono alberi, arbusti e liane di veloce crescita, impossibili quindi da sradicare definitivamente. È spesso colpita da violente piogge e uragani che rendono la zona inospitale e inadatta all’insediamento umano.
  • El dorado, è uno spazio aperto. È la città dove il vecchio cerca i primi libri da leggere, non è una città grande, era attraversata da un fiume sulle cui coste gli uomini avevano costruito le loro case. Aveva una caserma, una scuola, una Chiesa, due uffici del Governo e una biblioteca. Nella biblioteca non ci sono molti volumi.
  • La capanna di un colono: è un luogo chiuso dove il vecchio e il suo gruppo si rifugeranno dal tigrillo. All’interno aveva una lampada a carburo, un fornello e un’amaca.
  • La prigione: è una capanna molto più resistente delle altre, in cui il sindaco, rinchiudeva chi si rifiutava di pagare le tasse.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

I personaggi principali sono: Antonio José Bolívar Proaño, il sindaco e il tigrillo. I secondari sono: il gruppo di cacciatori, gli shuar. Le comparse sono: la maestra, il dentista, i nordamericani.

  • Antonio José Bolívar Proaño: è un vecchio di circa 60 anni o più ed è il protagonista del romanzo. Ha una lente che l’aiuta a leggere, è saggio, conosce la foresta. È orgoglioso e vendicativo. È buono, vive in solitudine e ama leggere i suoi romanzi d’amore. È coraggioso e forte. Ha un attributo, ovvero un oggetto che appare ogni volta che si parla di lui nel racconto ed è la dentiera. Non è istruito ma sa leggere e sa scrivere il suo nome.
  • Il sindaco: è l’aiutante antagonista, è un obeso, ha la sudorazione abbondante. È odiato da tutti, e da loro rinominato Lumaca, è pauroso, testardo, superficiale e sciocco, è l'unica persona che unisce gli abitanti di El Idilio con l'occidente. Accompagna Bolívar con altre persone alla caccia del tigrillo ma riesce solo a creare una grande confusione. Alla fine con una scusa abbandona Bolívar nella foresta sperando che muoia.
  • Il tigrillo: può essere visto sia come un antagonista sia come la meta a cui vuole arrivare Antonio. È una femmina di un feroce felino, lunga due metri, magra, superba, bella, orgogliosa, vendicativa, intelligente e furba.
  • I cacciatori: sono gli aiutanti del protagonista, non sono descritti fisicamente. All'inizio sembrano affidabili, ma in realtà sono vigliacchi e ignoranti perché abbandonano Bolívar solo nella foresta a cacciare il tigrillo.
  • Gli shuar: sono gli aiutanti del protagonista, fanno parte dei ricordi di Bolívar. Girano seminudi, conoscono la foresta e in questa vivono. Sono intelligenti e gentili, aiutano il vecchio e la moglie appena giunti nella foresta insegnandogli a vivere con la foresta. Sanno curare dalle molte malattie e veleni della foresta, sono coraggiosi e orgogliosi, si muovono in gruppo e esiliano Bolívar per un errore che ha portato lui e il suo compagno di caccia al disonore.
  • Il dentista: è il dentista che due volte all'anno si reca a El Idilio per curare i suoi pazienti e portare due romanzi d'amore ad Antonio José Bolívar. La selezione dei romanzi da portare al vecchio amico viene fatta da una prostituta con la quale il dentista (chiamato Rubicundo Loachmín) ha un certo rapporto. Il dentista odia qualsiasi forma di governo.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


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