Il grande sonno (film)

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Il grande sonno
Il grande sonnо (film).png
Una scena del film.
Titolo originale The Big Sleep
Paese di produzione USA
Anno 1946
Durata 114 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere poliziesco, thriller, noir
Regia Howard Hawks
Soggetto Raymond Chandler (romanzo)
Sceneggiatura William Faulkner, Leigh Brackett, Jules Furthman
Produttore Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. (1948)
Fotografia Sid Hickox
Montaggio Christian Nyby
Effetti speciali E. Roy Davidson
Musiche Max Steiner
Scenografia Carl Jules Weyl
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale (1948):

Ridoppiaggio (1975):

Il grande sonno (The Big Sleep) è un film del 1946 diretto da Howard Hawks, interpretato da Humphrey Bogart e Lauren Bacall.

Il titolo si riferisce alla morte (che è un "grande sonno") e non è citato in nessuna battuta del film, bensì è la frase finale del romanzo di Raymond Chandler dal quale è stato tratto il film.

Nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Esiste un remake inglese: Marlowe indaga (1978).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il detective Philip Marlowe è assunto dal generale Sternwood per scoprire chi ricatta la figlia minore Carmen per i suoi debiti di gioco: ma il caso è più complesso, e viene coinvolta anche la figlia maggiore Vivian. Deciso a fare luce sulla scomparsa del giovane Sean Regan, entra in un'atmosfera morbosa di complotto e seduzione tra ricatti, omicidi, furti e bische clandestine, che non ha uguali nella storia del genere[2].

La storia è molto complessa, con numerosi personaggi, ed a una prima lettura risulta quasi incomprensibile, anche perché per sceneggiarla vennero fusi due racconti diversi di Chandler, intensificandone l'intreccio senza un attimo di sosta, quasi una metafora del caos che regna nel mondo metropolitano odierno.

Il finale è entrato nella storia del genere. Marlowe, con Vivian, sono riusciti a dare appuntamento al capo del racket Eddie Mars in una sua stessa casa, della quale Marlowe possedeva la chiave, giocando di anticipo. Il detective sa che fuori dalla casa lo attendono gli scagnozzi dell'uomo per cui, pur intrappolato, decide di sparare allertandoli e poi costringe Mars ad uscire per primo minacciandolo con altri spari: non farà in tempo ad aprire la porta che una raffica di mitra lo fredderà.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Marlowe, forte ma solitario e malinconico, è stato tra le migliori creazioni della letteratura poliziesca e l'interpretazione di Humphrey Bogart, valorizzata dallo stile asciutto del regista Howard Hawks, ci lascia la più memorabile delle incarnazioni di Marlowe[3]. Celebre è la scena finale, quando Marlowe sfida il capo del racket Eddie Mars: il detective, nelle sue debolezze di uomo duro e solitario, sembra vacillare, ma non molla la presa.

Hawks in questo film dimostrò la sua qualità di regista "invisibile", cioè il suo stile è così formalmente perfetto da lasciar trasparire solo i personaggi e l'azione, dimenticandosi di guardare un film[4]. Le inquadrature scorrono veloci una dopo l'altra, con passaggi sapientemente dosati tra vedute oggettive e soggettive; del tutto assenti i tempi morti e le battute inutili, mentre sono limitati all'essenziale i movimenti di macchina (che possono distrarre dall'azione) secondo un uso da manuale delle regole del cinema narrativo classico che volevano "lo spettatore al centro del mondo".

Virtuosa è la maniera con cui fa del "cinema dentro il cinema", come nella celebre scena iniziale dove le ombre proiettate di Bogart e della Bacall, introducendo perfettamente le atmosfere notturne e intriganti del genere, si accendono reciprocamente una sigaretta; oppure anche durante l'uccisione del povero ma onesto pedinatore Jones, alla quale Marlowe assiste da una vetrata semiaperta dove appare l'ombra gigantesca dell'assassino.

Nella stessa scena si nota anche la maniera di raccontare che prevede che lo spettatore sia onnisciente, cioè conosca più di quello che sanno i personaggi: Marlowe sta spiando la scena da una porta semichiusa con vetrata e si ha l'impressione di guardare coi suoi stessi occhi, anche se lo si vede pure impaurito, mentre si nasconde; ma poco dopo la camera stacca e inquadra la scena che avviene dentro la stanza, mostrando allo spettatore quello che Marlowe può solo immaginare.

Il doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu doppiato per la prima volta nel 1948, per la prima presentazione nelle sale, con la voce storica di Bruno Persa per quella di Bogart. La pellicola fu ridoppiata, insieme ad altre, su richiesta della RAI nel 1975, in occasione delle serie dedicate all'attore americano nell'estate dello stesso anno; Humphrey Bogart è ridoppiato da Paolo Ferrari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 New Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 novembre 1997. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ Il Mereghetti. Dizionario dei film.
  3. ^ Il Mereghetti. Dizionario dei film.
  4. ^ Bernardi, cit., pag. 158.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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