Il colore della libertà - Goodbye Bafana

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Il colore della libertà - Goodbye Bafana
Il colоre della libertà - Goodbye Bafana.png
una scena del film
Titolo originale Goodbye Bafana
Lingua originale Inglese, xhosa
Paese di produzione Sudafrica, Italia, Belgio, Germania
Anno 2007
Durata 140 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico, biografico
Regia Bille August
Soggetto James Gregory, Bob Graham
Sceneggiatura James Gregory, Greg Latter
Produttore Ilann Girard, Andro Steinborn, Jean-Luc Van Damme, David Wicht
Fotografia Robert Fraisse
Montaggio Hervé Schneid
Musiche Dario Marianelli
Scenografia Tom Hannam
Costumi Dianna Cilliers
Trucco Pia Cornelius
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
  • Il film ha vinto il Peace Film Award al Festival di Berlino.

Il colore della libertà - Goodbye Bafana (Goodbye Bafana) è un film del 2007, diretto da Bille August.

La pellicola racconta il rapporto tra Nelson Mandela e la sua guardia carceraria, James Gregory. Il lungometraggo evidenzia il cambiamento di pensiero di Gregory nei confronti dei neri e in particolar modo di Mandela. Viene inoltre raffigurata la situazione politico-sociale del Sudafrica dalla fine degli anni '60 fino agli inizi degli anni '90.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sudafrica, 1969: James Gregory, insieme alla famiglia, composta da sua moglie Gloria e dai loro due figli Jordaan e Natasha, parte alla volta dell' isola- prigione di Robben Island, dove è stato trasferito. Data la conoscenza della lingua degli Xhosa, al secondino viene incaricato di censurare le lettere che arrivavano ai carcerati e di controllare Nelson Mandela, tramite la sua posta e le visite con sua moglie Winnie.

Fin dai primi momenti trascorsi con Mandela, James viene a conoscere la sua grande forza ed il suo grande animo, tanto che presto tra la guardia e il prigioniero nascerà un forte legame di amicizia. James cercherà di conoscere meglio gli ideali del partito di Mandela, tanto da rubare una copia della Carta della Libertà, una sorta di costituzione contenente i principi e gli ideali di uguaglianza per cui Mandela lotta.

Ma quando, tempo dopo, James consegna un cioccolatino da parte di Nelson a sua moglie come regalo di Natale, scoppia uno scandalo che obbliga il superiore di Gregory ad abbandonare Robben Island e a trasferirsi per dirigere un altro carcere. L'intera isola se la prende con i Gregory, che lasciano l'isola. Il governo di Pretoria non vuole però che il potenziale di Gregory venga sprecato, così gli viene proposto di continuare a gestire l'ufficio censura di Robben Island dalla vicina Cape Town.

Anni dopo, Mandela è trasferito sulla terraferma nella prigione di Pollsmoor, vicino a Città del Capo, seguito dalla famiglia Gregory. È qui che avvengono i primi passi per raggiungere un accordo tra il governo sudafricano e l'ANC per la scarcerazione dei prigionieri politici come Mandela e la cessazione degli attentati terroristici.

Mandela è quindi nuovamente trasferito, insieme alla famiglia di James, in una casa appena fuori città agli arresti domiciliari. Tutto sembra andare per il meglio; è per questo che la morte di Jordaan giunge ai genitori come un lampo a ciel sereno. James ne rimane sconvolto, e riesce a risollevarsi dalla depressione proprio grazie alla forte amicizia instaurata con Mandela.

1991. Mandela viene liberato. Fuori dai cancelli della sua casa ci sono ad attenderlo ed a acclamarlo centinaia di persone, tra cui la stessa Gloria Gregory, che appena trent'anni prima lo considerava un terrorista. Pochi anni più tardi egli diverrà il nuovo Presidente nero del Sudafrica.

Attori[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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