I fatti della vita
| I fatti della vita | |
|---|---|
| Titolo originale | The facts of life |
| Autore | Ronald Laing |
| 1ª ed. originale | 1976 |
| Genere | Psichiatria |
| Lingua originale | inglese |
I fatti della vita è un’opera di Ronald Laing, psichiatra e filosofo scozzese.
Natura, nutrimento e nascita. Laing scrive questo saggio per parlare di alcuni fatti della sua vita, per collegarli a riflessioni sul concepimento e sui rapporti di esso con l'esperienza degli adulti. Gli "schizzi autobiografici" sono collegati a "mitologia, sogni e fantasie, schizzi del mondo psichiatrico e del mondo della neuroscienza umana"
Indice |
[modifica] Dati primari
Ronald Laing è nato alle 17,15 del 7 ottobre 1927, e proprio allora sua madre entrò in un "declino", e vennero ad aiutarla sua madre e una sorella minore, anche perché suo nonno materno nel frattempo era morto. Suo nonno paterno e suo padre una volta si erano pestati a sangue, e suo padre si pestava a sangue continuamente con il fratello minore Jack, anche in presenza di Ronald che si nascondeva dietro le tende. La parola "c...o" fu usata una sola volta in casa sua, e fu proprio Ronald a dire: "Ma che c...o si crede di essere, quello?" La madre svenne e il padre fu talmente scandalizzato che non lo pestò e gli disse: " Mai mai e poi mai non usare un'altra volta questa parola in questa casa!"
A sedici anni, Ronald non aveva ancora completamente idea dei "fatti della vita", a parte la lettura di un trattato "contro l'abuso di sè", che gli aveva consegnato il padre, e che non l'aveva aiutato affatto (non l'aiutò neanche l' Enciclopedia Britannica), e di un libro sulle malattie veneree, dove invece qualche illustrazione faceva capire come avveniva l'atto sessuale.
[modifica] Il mio volto
Laing si chiede chi è, "cos'è", quando ha avuto inizio, quando ha avuto fine, e se esiste veramente. Dove ci troviamo? Che ci facciamo qui? "Come posso essere certo che ciò non sia un sogno?"
Laing vede il suo volto nello specchio e si chiede cos'è, se è una maschera, non sa più se ha davvero un volto.
[modifica] Autodescrizione
La prima volta che Laing divenne ubriaco fradicio fu al primo anno di medicina, durante un weekend: "Avevo ingurgitato rum, gin, whisky e varia birra e mi trovavo a faccia in giù su una strada di campagna, circa le 11 di sera, fanghiglia, neve e vomito sotto le stelle"[1]. Oltre alla emozione molto spiacevole, l'autore mentre scrive non riesce a ricordare niente che sia associabile al suo "senso dell'io". Ma neppure quindici anni di studio su "saggezza, pazzia e follia" lo hanno aiutato a riscoprire veramente se stesso.
[modifica] Note
- ^ I fatti della vita, ed. in bibliografia, p.78.
[modifica] Edizioni
- Ronald Laing, I fatti della vita, Pantheon Books, 1976.
- Ronald Laing, I fatti della vita, traduzione di Camillo Pennati, Einaudi, 1978.
[modifica] Edizioni
- Ronald David Laing, I fatti della vita, pref. dell’autore; trad. Camillo Pennati; collana: Nuovo politecnico, Torino, Einaudi, 1978, Pagine: 156.