Fab chimicamente legati

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Esempio chimico di legami di Fab multipli; due frammenti Fab sono legati tra loro da un legame tioetere, risultando in un F(ab')2. La molecola è legata ad una cellula tumorale per mezzo dell'antigene CD30 e ad un macrofago per mezzo di un recettore Fc.

Due Fab (fragments antigen-binding) chimicamente legati, formano un anticorpo artificiale che si lega a due antigeni diversi, diventando così un anticorpo bispecifico.

Essi sono (Fab fragment) o fragments antigen-binding o (Fab o Fab ') - un Fab fragment è una regione di un anticorpo che lega l'antigene - di due diversi anticorpi monoclonali e sono collegati da "ponti chimici" come un tioetere.[1][2] In genere, uno dei due Fabs si lega ad un antigene tumorale come il CD30, mentre l'altro si lega ad una proteina presente sulla superficie di una cellula immunitaria, come per esempio il recettore Fc del macrofago.

In questo modo, le cellule tumorali vengono collegate alle cellule immunitarie, che li possono più facilmente aggredire e distruggere.[3]

Tra la fine del 1990 e i primi anni del 2000, sono stati condotti studi clinici con Fabs legati chimicamente per il trattamento di vari tipi di cancro. A fronte di primi risultati promettenti,[3][4] questa strategia terapeutica è stata successivamente abbandonata per gli alti costi di produzione.[5]

Leganti bi-specifici delle cellule T utilizzano un meccanismo di azione simile, però sono più economici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ B. Karpovsky, JA. Titus; DA. Stephany; DM. Segal, Production of target-specific effector cells using hetero-cross-linked aggregates containing anti-target cell and anti-Fc gamma receptor antibodies. in J Exp Med, vol. 160, nº 6, dicembre 1984, pp. 1686-701, PMID 6239899.
  2. ^ MJ. Glennie, HM. McBride; AT. Worth; GT. Stevenson, Preparation and performance of bispecific F(ab' gamma)2 antibody containing thioether-linked Fab' gamma fragments. in J Immunol, vol. 139, nº 7, ottobre 1987, pp. 2367-75, PMID 2958547.
  3. ^ a b P. Borchmann, R. Schnell; I. Fuss; O. Manzke; T. Davis; LD. Lewis; D. Behnke; C. Wickenhauser; P. Schiller; V. Diehl; A. Engert, Phase 1 trial of the novel bispecific molecule H22xKi-4 in patients with refractory Hodgkin lymphoma. in Blood, vol. 100, nº 9, novembre 2002, pp. 3101-7, DOI:10.1182/blood-2001-12-0295, PMID 12384405.
  4. ^ (DEEN) C Kellner, Entwicklung und Charakterisierung bispezifischer Antikörper-Derivate zur Immuntherapie CD19-positiver Leukämien und Lymphome [Development and characterisation of bispecific antibody derivatives for the immunotherapy of CD19-positive leukaemia and lymphoma], Erlangen-Nürnberg, Friedrich-Alexander-Universität, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]